Il ritorno di Hulkenberg: tanti punti interrogativi. Sarà stata la scelta giusta?

Il ritorno di Hulkenberg: tanti punti interrogativi. Sarà stata la scelta giusta?

24 Gennaio 2023 0 Di Fabrizio Parascandolo

Nico Hulkenberg torna a far parte dei venti piloti titolari del Circus nel 2023. Ha ancora qualcosa da dimostrare?

I punti interrogativi

Il tedesco sarà in grado di fornire prestazioni di livello con costanza; anche se la vettura potrebbe essere poco competitiva?

Farà rimpiangere Mick Schumacher o si dimostrerà all’altezza? Considerati i fattori dell’età e della carriera, può permettersi di accettare qualsiasi scenario?

E infine, uscirà vincitore dalla lotta interna con Magnussen?

Diverse sono le opinioni a riguardo. C’è chi, ad esempio, difende il figlio d’arte, rimpiazzato proprio con Hulkenberg; accusando la Haas di aver commesso un errore a privarsene.

Sicuramente non aveva mostrato un gran potenziale con costanza, ma qualche prestazione di livello si è intravista; basti pensare ai weekend del GP di Gran Bretagna e del GP d’Austria.

Il team americano ha deciso di puntare su un 35enne che non gareggia dal 2019 piuttosto che su un giovane pilota con prospettive interessanti.

Il problema della motivazione

Uno dei dubbi principali, anticipato in precedenza, riguarda la questione mentale. Hulkenberg si accontenterà di qualsiasi vettura che gli sarà consegnata oppure perderà motivazione se questa dovesse essere poco competitiva?

Chiaramente in questo discorso rientrano le variabili dell’età e della carriera alle spalle. Nel confronto con Schumacher su questo non c’è storia.

Nico ha 12 anni in più e tantissimi anni in F1, che si traducono in tanta esperienza, ma anche meno stimoli se non dispone di una monoposto all’altezza.

Nico Hulkenberg torna a far parte dei venti piloti titolari del Circus nel 2023. Quanto rischia la sua reputazione?

Mick, d’altro canto, si sarebbe trovato al suo terzo anno in categoria, quello che sarebbe dovuto essere l’anno della verità, per capirne veramente le potenzialità.

Per questi motivi appare logico pensare che il figlio d’arte avrebbe avuto sicuramente più motivazione, qualcosa in più da dimostrare.

Il confronto con il compagno

Da considerare è, infine, il rapporto con il futuro compagno di squadra Kevin Magnussen, mai stato idilliaco. Un esempio è il famoso episodio del post gara al GP d’Ungheria del 2017.

Probabilmente tra i due chi ha meno da perdere è proprio il tedesco; che dopo tre anni di inattività può accettare di essere battuto da un pilota più giovane, con più esperienza con la nuova generazione di Formula 1 e con più confidenza con la squadra.

Insomma, sono tutti fattori che la scuderia, Guenther Steiner in particolare, avrà sicuramente valutato. Sarà solo il tempo, però, a dare ragione o mettere a tacere le critiche.

+ posts