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Quando Sébastien Loeb fu vicinissimo a correre in Formula 1

Quando uno è un campione vero non c’è nulla da fare, va forte su tutto. E Sébastien Loeb è stato vicinissimo alla F1.

Molti conosceranno sicuramente la storia di quando Valentino Rossi fu vicino a passare dalle due alle quattro ruote e dei tanti test con Ferrari che fece. Pochi, però, conoscono una storia molto simile a quella del campione marchigiano. Questa volta parliamo di un altro campionissimo del suo sport, Sébastien Loeb, 9 volte campione del mondo di Rally. L’asso francese fu vicinissimo a debuttare in Formula 1, più di quanto non lo sia stato Rossi. L’intoppo fu un qualcosa che, purtroppo, conosciamo fin troppo bene.

Senza troppi spoiler, ecco la storia di quando Loeb fu vicino alla F1.

Primi test

Siamo a metà Novembre 2008, e Loeb, nonostante la stagione del mondiale rally non sia ancora finita ha già vinto il suo quinto titolo mondiale consecutivo, dominando in lungo e in largo con la Citroën C4 WRC. Il francese è nel pieno della sua carriera rallistica ed ha già 34 anni con alle spalle un grosso sponsor come Red Bull.

Proprio Red Bull chiama Loeb per i primi test al Montmeló, a Barcellona, in vista dei nuovi regolamenti per la stagione 2009 di Formula 1. L’alsaziano scende in pista con la vettura degli austriaci su un bagnato Circuito della Catalogna ed assaggia per la prima volta una vettura di F1 assieme ad altri 17 piloti.

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Il test, per lui, è più divertimento che altro, ma quando uno è un campione va forte su tutto. E infatti Loeb termina il test in 8a posizione, con un tempo di 1’22.003, a circa 1.5 secondi soltanto da Takuma Sato che ha girato per Toro Rosso terminando 1°, e pochi decimi più lento di Robert Kubica, 7°.

È stata una bella giornata anche sei pioveva” dirà in seguito Loeb. “Aver fatto il mio primo giro con una vettura di F1 su una pista bagnata con queste condizioni del tempo è stata dura perché le gomme facevano fatica ad andare in temperatura. È stato anche un po’ pericoloso, ma ho cercato di prendere ritmo giro dopo giro e sentire di più la macchina. E alla fine è andato tutto bene”.

Ovviamente, visto che il giornalismo a volte è scontato, quando un campione di un’altra disciplina motoristica guida una F1 la domanda “Correresti ma in F1?” è d’obbligo. “Credo che non devo sognare, i nuovi piloti che arrivano in F1 ora sono ventenni con una grande esperienza sulla pista. Io non ce l’ho e ho 34 anni, sarebbe una scommessa” dice Loeb, che si dice realista circa una possibile comparse in circuito.

Reale possibilità

Passano alcuni mesi e Loeb continua a macinare vittorie nei rally, ma il test di novembre a Barcellona non l’hanno dimenticato né leui, né tantomeno Red Bull. La compagine dell’ora compianto Dietrich Mateschitz non è estranea ad operazioni di marketing stravaganti ed interessanti, e sia a lui che ad Helmut Marko comincia a balenare in testa un’idea folle quanto veramente d’impatto. Mettere Loeb su una Toro Rosso per l’ultima gara dell’anno ad Abu Dhabi.

Già a luglio le voci cominciano a circolare, e vengono confermate dallo stesso Loeb. Passano un altro paio di mesi e l’idea comincia già a concretizzarsi. Citroën ha dato carta bianca al francese, che ad inizio ottobre si presenta a Jerez de la Frontera ai test della GP2. L’obiettivo è quello di prendere ulteriore confidenza con le vetture a ruote scoperte.

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2009 GP2 Testing. Jerez, Spain. Thursday 8th October. Sebastien Loeb (FRA, DPR) World Copyright:Malcolm Griffiths/GP2 Series Media Service Ref:_IMG_9245A.JPG

L’alsaziano scende in pista con la vettura del team David Prince Racing. I risultati non sono eccezionali (18° la mattina con pioggia, ultimo al pomeriggio sull’asciutto), ma questi test sono fondamentali per prepararsi ad un eventuale Gran Premio di Abu Dhabi. Loeb ancora non dà per certa la sua presenza e parla ancora di “progetti”. Ma la sensazione è che l’idea sia in una fase avanzata di realizzazione. Prenderebbe il posto di Jaime Algersuari (“Alghersauri” per gli uomini di cultura).

Sembra che tutto proceda per il meglio, e pare che sia arrivato anche il benestare finale di Mateschitz. Come tutte le favole, però, c’è un “cattivo”, e nel caso della F1 il cattivo in questione non è difficile da individuare.

Loeb bloccato

Quando sembra che tutto ciò che rimane sia attendere l’ufficialità, ecco che arriva la stangata. La FIA dice no per una questione burocratica, che prende il nome di Superlicenza. Ottenerla (allora come oggi) non è una passeggiata di salute, e Loeb ha pochissima esperienza in circuito e sulle ruote scoperte, zero se non contiamo i test a fine 2008 e quelli sulla GP2.

In più, la Federazione è restia ad ammettere Wild card e non vuole creare un precedente. E quindi niente F1 per Loeb che ci è andato veramente vicino. “La possibilità era reale, più che concreta” dirà in seguito il campionissimo. “La Red Bull mi aveva chiesto se volessi fare un Gran Premio. Una proposta che non si poteva rifiutare. Sarebbe stato solo uno, senza nessun obiettivo in particolare, per il piacere di farlo e basta. Non avevo niente da perdere, non ero preoccupato. Penso che mi sarei qualificato dignitosamente e avrei mostrato che anche i rallisti possono andare forte in Formula 1″.

Il regolamento relativo alla concessione per correre in Formula 1 è molto rigido” concluderà Loeb. “Occorre sostenere un rookie test specificamente indetto, o aver corso e vinto con le monoposto. Non avevo i requisiti, punto e basta”.

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