Termina anche il secondo round del WRC, sulle nevi della Svezia che ci regalano emozioni e un grande Tänak!
Se a Monte-Carlo la vittoria di Sébastien Ogier non era stata messa in discussione, in Svezia il primo posto se lo sono combattuto fino alla fine Ott Tänak e Craig Breen, che assieme agli altri piloti hanno messo in scena un accesissimo Rally di Svezia.
L’estone di M-Sport riporta il team alla vittoria dopo quella a Monte-Carlo l’anno scorso per mano di Sébastien Loeb e si issa in cima alla classifica mondiale con un rally strepitoso più dal punto di vista della costanza che della velocità pura. Grande prova per Craig Breen al ritorno, mentre un po’ in ombra il campione in carica Kalle Rovanperä così come l’intero team Toyota.
Facciamo il punto della situazione con il nostro Post-Rally di Svezia.
M-Sport: Tänak chiama, la Puma risponde

Ci eravamo lasciati, dopo Monte-Carlo, con tanti punti interrogativi, soprattutto sulla Puma Rally1. Il primo punto in questione era il feeling tra Tänak e la nuova vettura, feeling che è stato trovato anche grazie al “test” all’Otepää Rally in Estonia pochi giorni prima della gara, disputando appunto un rally nazionale in terra estone per testare la Puma sulla neve. L’esperimento è andato a buon fine, visto il risultato di Ott che ha centrato un bellissimo primo posto che porta una ventata d’aria fresca in M-Sport dopo dei mesi veramente difficili.
Tänak ha corso un rally più che di velocità, di costanza. Non ha fatto errori e non ha cercato di strafare rischiando di rovinarsi la gara. Un atteggiamento degno di un grande campione, che sa come l’esperienza, a volte, sia più efficace della velocità pura. Ha dimostrato quanto, nei rally, conti la sostanza e la cura dei dettagli, ricordandoci cosa rende magica questa disciplina. E in ciò è stato aiutato, e qui veniamo al secondo punto, da una ritrovata affidabilità della Puma, che si è lasciata alle spalle la brutta figura fatta a Monte-Carlo, tra servosterzi e problemi all’ibrido.
L’unico piccolo scivolone lo ha avuto il motore di Pierre-Louis Loubet. All’ultima speciale il francese è stato costretto a fermarsi e a ripartire in modalità completamente elettrica, mantenendo comunque il 6° posto finale. Un risultato del quale il giovane Loubet può ritenersi più che soddisfatto. Pierre-Louis non è stato un fulmine di guerra e a volte è parso quasi troppo cauto, ma ciò lo ha portato a non fare grandi errori, tranne qualche lungo, e di fare una gara pulita e consistente, regalando 8 punti a sé e alla squadra. Ha ancora tanto da imparare ma sembra farlo in fretta.
In definitiva la vettura di M-Sport si rivela veloce quanto le altre, e in mano a Tänak potrebbe persino fare uno step in avanti. La fortuna del team è avere un pilota come l’estone che può guidare senza esitazioni lo sviluppo e le scelte di setup. E se le prestazioni sono quelle viste in Svezia, Ott può entrare di diritto nella lotta mondiale.
Hyundai: chi si rivede!

A Monte-Carlo la i20 N era stata abbastanza deludente ed aveva spaventato i piloti per la difficoltà nella sua messa a punto. Tutt’altra storia qui in Svezia, dove la i20 N è parsa quasi la più in forma di tutte ed ha mostrato il suo lato più forte, ovvero la potenza del motore.
Il miglior classificato è Craig Breen. L’irlandese ha letteralmente dominato la giornata del venerdì, salvo poi vedersi obbligato a cedere il passo a Tänak per un problema all’ibrido il sabato pomeriggio. Breen è rimasto senza unità elettrica in tre speciali su quattro del secondo loop di sabato, un problema non da poco visto che anche Sordo a Monte-Carlo ne ha sofferto, e per il quale Hyundai deve subito correre ai ripari. Ancora più allarmante il fatto che sia uno strascico dello scorso anno.
Ma a dispetto di ciò, c’è da sottolineare la velocità di Breen, che può essere l’arma in più di Hyundai in questo 2023. L’irlandese correrà part-time ma ha dimostrato di essere in forma e con la cazzimma giusta per fare bene. Bisognerà vederlo fuori dalle nevi della Svezia, dove ha sempre fatto bene, per poter confermare quest’impressione, ma lasciare M-Sport e ritrovare la i20 sembra gli abbia fatto bene.
Gara a due facce, invece, per Thierry Neuville. Il belga ha concluso sul podio, in 3a posizione, vincendo ben 5 speciali ma le criticità della sua gara sono state due. La prima è un venerdì molto deludente dove è stata la Hyundai peggiore, la seconda è l’erroraccio in Power Stage che gli ha precluso il secondo posto. Sì perché Cyril Abiteboul ha chiesto a Breen di prendere una penalità per favorire il belga, ma Thierry non ha colto l’occasione e ha vanificato tutto negli ultimi km. Aggiungiamo poi il fatto che Rovanperä non è stato brillante e non è riuscito ad attaccare Neuville nell’ultima giornata, e ne viene fuori un quadro meno felice di quanto sembri. Serve fare di più per vincere il campionato.
Amaro in bocca anche per Esapekka Lappi. Il finlandese non è partito bene a Monte-Carlo, ma in Svezia sembrava aver trovato feeling con la nuova vettura e una buona velocità. È rimasto 3°, sornione dietro a Breen e Tänak, finché uno snowbank non ne ha fermato le ambizioni di podio. Veramente un peccato perché un bel risultato avrebbe potuto dare slancio alla stagione di Esapekka. La velocità c’è, come dimostrato in Power Stage, ora serve solo riconfermarsi sullo sterrato vero e limare gli errori.
Toyota: No man’s land (la terra di nessuno)

Chi contro i pronostici ha faticato è stata Toyota. Il campione in carica Kalle Rovanperä ha sì vinto 6 speciali, ma è finito “solo” 4°. Un risultato che per un talento del suo calibro, purtroppo, fa rumore in negativo. È innegabile che il finlandese abbia messo egregiamente delle pezze qua e là, dimostrando di cosa è capace, ma purtroppo il ruolo di spazzaneve il venerdì gli ha tagliato le gambe.
In più, la giovane età in questo rally ha rappresentato un ulteriore freno, viste le scelte sbagliate sia nel setup della vettura che nella gestione delle gomme, come ammesso da lui stesso. Un passo falso che però non deve demoralizzarlo, ma caricarlo in vista del Messico. Kalle ha dalla sua parte il talento e una GR Yaris che, comunque, rimane sempre veloce e forse la più forte del lotto. Ora serve solo ritrovare tranquillità e lavorare sodo per tornare alla vittoria, una cosa che non dovrebbe essere difficile per uno come Rovanperä. E alla fine il ritardo da Tänak in campionato è solo di 3 punti.
Gara senza infamia e senza lode per Elfyn Evans, mai veramente in palla se non nella Power Stage. C’è veramente poco da dire del suo rally, anche perché è stato quasi il solo a non fare rumore. Anche l’inglese ha faticato tanto nel mettere a punto una Yaris competitiva e sembra essere tornato all’Elfyn del 2022. C’è ancora tanta strada da fare ma se vuole sperare di lottare per il mondiale deve anche lui cambiare le carte in tavola.
Peccato per Takamoto Katsuta. Il giapponese, al primo evento dove poteva far segnare punti per il team ufficiale, ha toppato il weekend a causa di un brutto errore che venerdì pomeriggio lo ha visto impattare contro uno snowbank e cappottarsi. Fino a quel momento, Taka sembrava andare forte, ed aveva pure vinto una prova speciale, la SS4. Ma nel rally è un attimo vedere frantumarsi tutto, ed è stato il caso del giapponese, che prima della Power Stage si è ritirato per problemi tecnici, a detta di Toyota. Speriamo che questo scivolone non lo demoralizzi troppo, perché Toyota ha bisogno anche di lui. In Messico è certo che non lo vedremo, quindi bisognerà aspettare per vedere che piega prenderà la sua stagione.
Da sottolineare, in ogni caso, che la Yaris nonostante i problemi avuti da Takamoto, si è dimostrata forse la più affidabile del lotto e questo, nei rally, è una carta importantissima da potersi giocare.
Menzione anche per Lorenzo Bertelli, che ha corso con una GR Yaris Rally1 presa “a noleggio”. L’italiano è giunto 37esimo assoluto e si è detto comunque soddisfatto della prestazione. Certo, rispetto agli altri è andato “lento”, anche perché era la prima volta per lui sui percorsi attorno a Umeå, ma Lorenzo non ha corso per fare risultato ma più per divertirsi.
WRC-2: Solberg stratosferico. E dietro c’è una bella lotta…

Oliver Solberg domina letteralmente il WRC-2 portandosi a casa la vittoria nella gara di casa e candidandosi di prepotenza alla vittoria del titolo. Già a Monte-Carlo avevamo visto di cosa sarebbe stato capace al volante della nuova Skoda Fabia RS Rally2, e in Svezia ne abbiamo avuto la conferma. Oliver ha sbaragliato la concorrenza vincendo ben 8 speciali e assumendo lo status di intoccabile già dal venerdì. Giù il cappello perché dopo le delusioni del 2022 stiamo cominciando a vedere, forse, il verso Solberg Jr.
Interessante la lotta dietro allo svedese, dove a spuntarla è Ole Christian Veiby, che sulla neve è sempre andato forte. Il norvegese non incappa in errori e al sabato ricuce il gap con Pajari, sorpassandolo. Non male nemmeno la gara di quest’ultimo, 3°. Sami Pajari l’anno scorso ha vinto il WRC-3, e alla prima gara nel WRC-2 ha già fatto podio e vinto 4 speciali. Veramente un bel prospetto che Toksport. E chissà che non possa rivelarsi una sorpresa anche per il campionato.
4° Nikolay Gryazin, che si conferma in forma. Il russo ha deciso di non far valere i punti del rally svedese, un peccato visto che avrebbe potuto allungare in campionato. In compenso, il segnale è che anche lui è pronto per una possibile lotta al titolo. Da segnalare anche la buona prestazione di Marco Bulacia, boliviano che però sulla neve non ha deluso e ha terminato 5°. Marquito sembra essersi ritrovato, facendo una gara solida e priva di errori. Chi ha deluso è stato invece il campione in carica Emil Lindholm, 8°. L’errore al venerdì ha pesato e non poco.
Delusione anche per le due Hyundai di Teemu Suninen e Fabrizio Zaldivar. Il primo ha perso tempo per problemi tecnici, mentre il secondo ha perso tanti minuti incastrato in uno snowbank. Certamente non l’inizio che sperava la squadra coreana, che deve risollevarsi al più presto per non far scappare i piloti Skoda.
Discreta la gara di Robert Virves, unico rappresentante di M-Sport. L’estone riscatta il “regalo” per aver vinto il Junior WRC e debutta nel WRC-2 terminando 10°, comunque un buon risultato.
In definitiva, cambiano gli interpreti ma non la sostanza. Il WRC-2 è più competitivo che mai!
WRC-3/Junior WRC
Roope Korhonen vince nel WRC-3 e nella classifica generale di tutte le Rally3, mentre è William Creighton a fare sua la classifica Junior WRC, dando atto ad una lotta serrata con Laurent Pellier. Da segnalare anche la buona prestazione del kenyano Hamza Anwar, che ha corso per la prima volta sulla neve e al di fuori dell’Europa, cogliendo un piazzamento a punti.
Questione gomme

Punto acceso di discussione, durante questo weekend, sono state le gomme Pirelli. Il costruttore italiano, che è fornitore unico per il WRC, è stato duramente attaccato dai team. Nella giornata di sabato Breen, Lappi e Tänak hanno subito delaminazioni dei loro pneumatici, ovvero la perdita del battistrada. Chi ci ha rimesso di più è stato Lappi, finito in uno snowbank.
La cosa più preoccupante è che i danni alla gomma sono avvenuti tutti sul dritto e non in curva. Una cosa molto pericolosa, visto che le Rally1 questo fine settimana hanno raggiunto i 200 km/h attraverso la foresta. Pirelli ha subito preso le distanze da ciò che è successo, adducendo a pressioni sbagliate le ragioni dei danni agli pneumatici.
Potrebbe essere plausibile, ma è dalla notte dei tempi che per Pirelli i problemi sono legati alle pressioni, in WRC come soprattutto in F1. Così non va bene e i team hanno già cominciato, a ragione, ad alzare la voce.
Prossimo appuntamento: Messico
Il terzo round del mondiale si svolgerà sulle strade polverose del Messico. Tornerà Sébastien Ogier per andare a caccia del record di vittorie in terra messicana, appiedando Katsuta. Con buona probabilità vedremo Sordo al posto di Breen in Hyundai, mentre nel WRC-2 inzierà la sua stagione una vecchia conoscenza di M-Sport: Gus Greensmith.
Tänak partirà per primo, e vedremo se questo sarà uno svantaggio come lo è stato per Rovanperä qui in Svezia.
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