WRC | Il Post-Rally: Ogier nella storia! Che peccato per Gryazin…

WRC | Il Post-Rally: Ogier nella storia! Che peccato per Gryazin…

23 Gennaio 2023 0 Di Sebastiano Vanzetta

Si è chiuso il Rally di Monte-Carlo, primo rally della stagione. Ed è giunto il momento di trarre già qualche conclusione.

È giunto il momento di archiviare il Rally di Monte-Carlo 2023, che ha aperto la stagione 2023 del WRC. C’è tanto di cui parlare e c’è già abbastanza carne al fuoco per fare un primo punto della situazione sulla nuova stagione.

Dunque bando alle ciance e cominciamo subito.

Storico Ogier! Ma come volano le Toyota…

Non si può non cominciare con l’impresa storica di Sébastien Ogier. L’otto volte campione del mondo è riuscito a conquistare la nona vittoria tra le strade del Principato, record assoluto nel WRC. Con questo primato Ogier supera l’altro marziano, Sébastien Loeb, fermo a otto vittorie. Ma non è un record qualsiasi: il Rally di Monte-Carlo è una delle più famose e prestigiose gare di rally del mondo, paragonabile a Wimbledon per il tennis. E vincerlo ben nove volte, beh, è un qualcosa che parla da solo..

Il francese è rimasto davanti a tutti dalla prima all’ultima speciale, spingendo e gestendo quando ce n’era più bisogno facendo praticamente il rally perfetto. Ma non c’è da meravigliarsi visto la caratura del pilota, e tantomeno visto che su queste strade ci è praticamente cresciuto (Ogier infatti è di Gap, a pochi chilometri dall’area delle prove speciali). Quello che ha impressionato di più è stata la tranquillità con la quale ha condotto la gara, forte della sua grandissima esperienza.

Nei primi giorni ha spinto per allargare il gap, ma al sabato ha saputo contenersi per evitare spiacevoli forature, da non dare per scontato sulle speciali di quella giornata. La capacità di lettura della gara e delle prove, è dunque stata perfetta, ma un po’ ce lo si aspettava da lui. Eppure ha comunque stupito. In più, ha sofferto di qualche problemino all’ibrido, seppur dai tempi non abbia mai lasciato trasparire noie meccaniche.

Ogier è stato sicuramente aiutato da una Toyota praticamente di un altro pianeta rispetto ai rivali. La GR Yaris ha vinto 16 speciali su 18 (9 Ogier, 6 Rovanperä e 1 Evans) e si è dimostrata velocissima oltre che molto affidabile, fatto salvo per i problemini all’ibrido di Ogier. La vettura giapponese è veramente un’arma affilatissima e nelle mani di piloti come Ogier e il campione Rovanperä si dimostra di un livello superiore. Proprio quest’ultimo è riuscito per un attimo ad impensierire Ogier, confermando le già note abilità su tutte le condizioni di asfalto.

Molto bene anche Evans, fino a quando una foratura non gli ha fatto perdere secondi preziosi, che magari gli avrebbero permesso di agguantare il 3° posto. L’inglese, comunque, soprattutto durante i primi due giorni di gara, è andato molto forte. Segno che il team ha cercato di adattare la vettura anche a lui, visto che lo scorso hanno ha faticato e non poco con la nuova auto ibrida. Buona prestazione anche per Takamoto Katsuta, che ha beneficiato di una grande Toyota e ha fatto il suo per agguantare un buon 6° posto.

Hyundai: Neuville ok, ma la i20 non è abbastanza

Sicuramente diversa la situazione in casa Hyundai. Dopo gli scossoni dell’inizio 2022, il team sembrava aver messo a posto la i20 N, e sembrava prospettarsi un bel 2023. Ma il Rally di Monte-Carlo, nonostante non sia così indicativo per il prosieguo della stagione, ha già dato segnali, non proprio incoraggianti. È vero, Thierry Neuville è salito sul gradino più basso del podio, non troppo distante dalle Toyota, e ha vinto due prove speciali. Ma sia lui che gli altri piloti, Dani Sordo ed Esapekka Lappi hanno faticato e non poco a trovare il giusto set-up della vettura.

Più volte nel corso della gara, all’unisono, gli alfieri della casa coreana hanno dichiarato di “Spingere, ma di non capire come mai i tempi siano così lenti”. Bene o male, Neuville è riuscito a guidare sopra i problemi e ad essere comunque tra i più veloci, forte probabilmente di una vettura pensata più per lui che per altri, sebbene anche lui abbia dovuto giocare con il set-up per trovare la quadra.

Molto peggio è andata a Sordo e Lappi. I due le hanno provate tutte prima di trovare una messa a punto adeguata, con il finlandese che è pure arrivato a dare la colpa a se stesso per non essere riuscito a capire come risolvere i suoi problemi. Ci è riuscito parzialmente irrigidendo le sospensioni e riguadagnando un po’ di performance, anche se il problema resta. Lo spagnolo, invece, ha pure accusato problemi all’ibrido, un altro campanello d’allarme per il team del neo TP Cyril Abiteboul.

La i20 N Rally1 2023 sembra quindi essere molto sensibile ai cambiamenti di set-up e propensa a problemini meccanici. Cose da risolvere se si vuole vincere il campionato.

M-Sport: menomale che Tänak c’è

Non se la passa meglio M-Sport, anzi. Avere un pilota come Ott Tänak è stata la salvezza del team, che ha percorso una vera e propria Via Crucis sulle strade del principato, mettendo pezze dove poteva. L’estone ha colto un discreto 5° posto che ha però il sapore di un qualcosa in più, visto che per lui la Puma è ancora tutta da scoprire e che ha avuto non pochi problemi meccanici.

Pur risultando a tratti molto competitiva (Tänak è arrivato 2° in Power Stage conquistando 4 preziosi punti aggiuntivi), la Puma sembra essere molto fragile. Già dal giovedì sera Ott si è visto costretto ad affrontare problemi all’impianto elettrico e al cambio, non potendo usare la 5a marcia. Il venerdì è stata la volta di Pierre-Louis Loubet, che nella SS5 perde completamente il servosterzo dopo un piccolo incidente e arriva alla sera stramto, guidano ben 3 speciali e mezzo senza alcun tipo di aiuto nello sterzare la sua Puma.

Il sabato non va tanto meglio: il francese si ritra alla prima speciale di giornata per sospensione danneggiata in contatto con un ponte, mentre è Tänak questa volta a soffrire di problemi al servosterzo, che però l’estone non perde completamente come il compagno. Alla domenica Loubet, rientrato con il SuperRally, deve abbandonare di nuovo la gara per una perdita di liquido refrigerante. Tänak invece non ha problemi e porta a casa il 5° posto, forse il massimo possibile.

E menomale che c’è Ott a donare un mezzo sorriso a Malcolm Wilson e Richard Millener con un risultato forte della sua esperienza e della sua velocità, pur su una vettura nuova. Anche perché Jourdan Serderidis, pilota pagante, è rimasto anni luce distanti dagli altri piloti della classe.

WRC-2: Grande Skoda, ma che peccato per Gryazin…

Il vincitore della classe WRC-2 è Yohan Rossel, ma è Nikolay Gryazin a prendersi la scena. È il russo di Toksport il vincitore morale, e sopratutto su strada, del rally, visto che l’unica cosa a fermarlo, oltre a una foratura il sabato, è la penalità inflittagli post-gara dai commissari su reclamo di Rossel per un taglio di curva. Gryazin ha corso un rally perfetto ed è stato sempre velocissimo, tanto da risultare a tratti veloce come alcune delle Rally1 in gara.

L’unico errore lo ha fatto il sabato sera sulla SS14, forando l’anteriore destra e perdendo tanto tempo facendo riavvicinare pericolosamente Rossel. Ciò gli è costato caro, visto che Rossel è riuscito a vincere, con la penalità, di soli 5 decimi. Un’inezia, considerando le tre ore e passa di gara fatte segnare in totale. Un vero peccato perché Gryazin aveva dominato il rally dall’inizio alla fine senza segni di cedimento, e si sarebbe veramente meritato questa vittoria.

Ma la nuova Fabia RS Rally2 è molto veloce, come testimoniano il 4° posto di Erik Cais (su Skoda privata) e soprattutto la prestazione di Oliver Solberg. Il figlio di Petter Solberg, ha vinto metà delle speciali della sua classe, concludendo 6° per colpa di una foratura il giovedì sera che lo ha attardato e non poco. Ma lo svedese ha dimostrato di poter essere velocissimo e di poter competere per la vittoria. Ha deciso in partenza di non far valere il risultato di questo rally, ma già in Svezia competerà per la vittoria.

Molto bene anche il vincitore Rossel, che però non è mai riuscito, se non poche volte, a stare al passo con Gryazin nonostante la maggior esperienza su queste strade. Grande gara invece per il terzo classificato, Pepe López. Il giovane spagnolo ha condotto una gara sia veloce che accorta e non ha fatto errori, risultando comunque molto rapido in tante speciali. Un gran risultato che può lanciarlo. Un po’ sotto tono, invece Adrien Fourmaux sulla Fiesta Rally2 di M-Sport. Il francese aspirava sicuramente a qualcosa in più ma non è stato in grado di dimostrare tutto il suo potenziale, forse anche per il fatto che la Fiesta non è più troppo competitiva. Stesso discorso per il compagno Grégoire Munster, 9°.

Menzione speciale per François Delecour. Il 60enne francese, ex pilota WRC negli anni ’90 e nei primi anni 2000, è tornato dopo un decennio a correre una gara del mondiale con la nuova Fabia RS Rally2, terminando 11° nel WRC-2. Un buonissimo risultato per lui, che vista la rinuncia di Solberg a far segnare punti, gli regala un punto in classifica WRC-2.

Prossimo round: Svezia

Dalle curve del Principato si passerà alle velocissime strade innevate del Rally di Svezia, dove per le Rally 1 ci sarà Craig Breen su Hyundai in sostituzione di Sordo (i due sono part-time) e non ci sarà invece né Sébastien Ogier, né una terza Puma per M-Sport. Sarà al via con una quarta Toyota, invece, l’italiano Lorenzo Bertelli.

Per il WRC-2 entreranno in scena molti piloti che non hanno cominciato da Monte-Carlo, primo su tutti il campione in carica Emil Lindholm ma anche big come Ole Christian Veiby e Egon Kaur. Debutterà anche Sami Pajari, questo weekend fermato da un’intossicazione alimentare.

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