Max Verstappen ed il suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase

Come Gianpiero Lambiase ha guidato Max Verstappen alla vittoria

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Gianpiero Lambiase e Max Verstappen sono una coppia ormai consolidata in griglia, durante la vittoria in Spagna gli attimi di tensione non sono mancati, ma sono stati gestiti al meglio. Ecco come GP ha guidato Max alla vittoria.

Gianpiero Lambiase, detto anche “GP” e Max Verstappen, sono stati scherzosamente definiti una “coppia sposata” dal team principal Red Bull Christian Horner, dopo la grande collaborazione che ha poi portato alla vittoria dell’olandese.

Ecco quindi come Lambiase ha “guidato” Max verso il 1° posto.

Le comunicazioni radio

Tutto comincia con le comunicazioni dei primi giri, in cui viene comunicato a Max il gap con il suo diretto inseguitore Carlos Sainz.

Lambiase: “0.8 da Sainz”. (Giro 1)

Lambiase: “Nei giri precedenti Sainz spingeva più di te in curva 3. Hai margine per alzare in curva 9, così come alla 14, 1.8 di distacco. (Giro 4)

Un’altra chiave nella loro collaborazione è stato il tempismo in cui sono stati suggeriti a Max gli aggiustamenti nelle mappature del motore, che si possono comunicare solo in alcuni punti precisi della pista per non far perdere la concentrazione al pilota.

Max: “Il freno motore si comporta in modo strano nelle basse velocità. Non è consistente”. (Giro 9)

Lambiase:Motore 13…” (Giro 9)

Max: “In curva 5” (Giro 9)

Lambiase: “Motore 1-3 posizione 5, 1-3 posizione 5″.

Non sono mancati neanche gli aggiustamenti alla macchina, infatti Max ha poco dopo richiesto dei cambiamenti sull’ala anteriore per avere più downforce.

Max: “Ho bisogno di tre click in più all’ala nel prossimo stint”. (Giro 12)

Lambiase: “Si”. (Giro 12)

Max: “Faccio fatica con l’anteriore sinistra, troppo rispetto alle libere”.

Lambiase: “Ok Max, non serve spingere al momento”.

Red Bull ha tenuto d’occhio anche le performance del compagno di squadra Perez, nonostante la sua posizione di partenza fosse molto più arretrata rispetto a quella di Verstappen.

Lambiase:Hai deficit rispetto a Checo solo alla 9 ed alla 14 al momento”. (Giro 22)

10 secondi dal pilota dietro, aggiornamento sulla gomma perfavore Max?”. (Giro 23)

Max: “La media è abbastanza incostante. Inizialmente avevo problemi con l’anteriore sinistra, ora faccio ancor più fatica”. (Giro 23)

Arriva poi la chiamata ai box al giro 26.

Lambiase: “Okay Max, dai tutto. Box e conferma del pit”.

Lambiase: “Non spingere subito, comincia lo stint ‘gentilmente’. Ti abbiamo dato più bilanciamento sull’ala anteriore, quindi facci sapere riguardo alle alte velocità, per capire se abbiamo dato troppi click sul muso”. (Giro 27)

Oltre alle comunicazioni riguardo all’ottimizzazione del setup, arrivano anche i primi diversi punti di vista tra Max e Gp.

Lambiase: “Max arrivano i primi segni di sforzo alle gomme posteriori in frenata. Pensavo che potremmo…”.(Giro 45)

Max: “Si ok”.

Lambiase: “Aprire il differenziale e spostare l’offset in avanti, va bene?”.

Max: “Mi sono lamentato del surriscaldamento dell’anteriore a fine frenata, quindi come vuoi che lo risolva?”.

Lambiase: “Era solo una raccomandazione. Mi chiedevo se potessimo aprire il differenziale e poi tornare sulla coppia”.

Dei track limits scomodi

Al 46° giro su 66 Verstappen ha ricevuto il secondo avvertimento per violazione dei track limits, motivo per cui prenderà anche la bandiera bianco e nera 13 giri dopo.

Giro 46 su 66.

Lambiase:Secondo warning per track limits Max. Il primo era a curva 9, mentre il secondo in curva 5″.

Max: “Cosa?

Lambiase: “Secondo warning per track limits, secondo”.

Giro 51 e 52 su 66.

Max: “Queste hard non hanno grip, scivolo ovunque”. (Giro 51)

Lambiase: “Ok Max, dovremmo fermarci tra non molto”. (Giro 51)

Lambiase: “Puoi dare tutto ciò che ti rimane Max. Box in questo giro”. (Giro 52).

Max:Sono dentro”. (Giro 52)

A 7 giri dalla fine ecco la bandiera bianco e nera. Durante le interviste post gara Max ha dichiarato: “Sono andato oltre la linea bianca tre volte, può capitare. In alcuni circuiti è più facile mantenersi nei limiti della pista, ma stavo facendo fatica con le hard ed era difficile non superare la riga bianca. Appena ho avuto il terzo warning ho dovuto essere più cauto, ma non è stato un problema”.

Giro 59 su 66.

Lambiase: “Terzo warning per track limits Max, questo era il terzo”.

Max: “Dove?”

Lambiase: “Curva 10. Hai (comunicazione poco chiara) bianco e nera (altra interferenza). Non correre rischi Max”.

Verstappen e la “fame” di giro veloce

Max negli ultimi giri ha iniziato a chiedere quale fosse il giro veloce, con l’intento di prendersi il punto bonus. Lambiase ha iniziato ad aver timore che questo potesse diventare un problema, provando a convincerlo che fosse futile prenderselo, ma non è riuscito a fermarlo.

Giro 60 su 66.

Max: “Qual è il giro veloce?”

Lambiase: “16.6. Lo ha fatto Checo con soft nuove e DRS”.

Max: “Qual è il mio giro più veloce?”

Lambiase: “17.3. Abbiamo la bandiera bianco e nera Max, non possiamo permettercelo”.

Ovviamente Max ha fatto il giro veloce nella tornata successiva con un 1:16.330, ed in Lambiase è partita la rassegnazione.

62 su 66.

Lambiase: “Mode 7 Max, cinque giri alla fine”.

Max: “Ok”.

Lambiase: “Ok. Puoi non superare le linee bianche per favore?”.

Max: “Si“.

La bandiera a scacchi

AFP 33GX98Z

Cala la bandiera a scacchi, e Verstappen vince ancora. Dopo il superamento del traguardo Horner non si è trattenuto nel non menzionare i trascorsi tra Max ed i track limits.

Horner: “Bravo Max, sei stato grandissimo. Gara controllata molto bene, anche se hai superato la riga bianca un po’ di volte”.

Max: “Appena al limite”.

Horner: “Ben fatto, controllata ottimamente. Masterclass”.

Max: “Si, weekend perfetto. Grazie a tutti”.

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Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

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