In una recente intervista Lewis Hamilton ha rivelato cosa maggiormente apprezza del lungo periodo senza vittorie.
103 vittorie, 103 Pole Position, 193 podi e 7 Titoli conquistati a cavallo tra Woking e Brackley. Ma anche 4492,5 punti e 62 giri veloci in 317 Gran Premi disputati con McLaren e Mercedes. I numeri parlano chiaro: in 17 anni di carriera Lewis Hamilton ha demolito quasi ogni record esistente, raggiungendo traguardi finora inesplorati e riscrivendo una pagina di Motorsport che nessuno immaginava potesse essere riscritta nel breve termine.
E anche se ora, complice una monoposto non all’altezza della situazione, Hamilton non è più il mattatore di un tempo (‘inglese addirittura non vince da quasi due anni), il capitoolo più recente della sua carriera è pur sempre meritevole di attenzione.
Una lunga siccità
Hamilton manca l’appuntamento con il gradino più alto del podio dal Gran Premio dell’Arabia Saudita del 2021, edizione vinta dall’inglese dopo un’intensa battaglia con Max Verstappen. Da allora sono passate ben 31 gare, un cambio di regolamenti e due monoposto (e mezzo) differenti: tante difficoltà e sporadiche soddisfazioni per il sette volte Campione del Mondo, ma soprattutto nessuna vittoria in carniere. Una situazione decisamente anomala per un pilota che fino al 2022 non aveva mai concluso una stagione senza apporre la sua firma almeno in un Gran Premio. Una situazione decisamente frustrante se si considera che Hamilton, prima di allora, era l’uomo più temuto del Circus, l’avversario da battere.
Passare – nel giro di un inverno – dal surclassare ogni avversario al lottare persino per accedere al Q3, se non al Q2, può risultare inappagante. Assistere come un estraneo alla lotta per le prime file, trascorrere il tempo a farsi narrare la vita dagli occhi, è sicuramente deludente. Ma è proprio in queste situazioni difficili che si riesce a distinguere il campione dal semplice pilota, grazie alla sua tenacia e alla sua forza di volontà. Tutte cose raccontate da Lewis Hamilton in una recente intervista rilasciata ai microfoni inglesi, durante la quale ha spiegato la sua personale sfida nel cercare di estrarre il massimo da se stesso pur senza essere ricompensato con le vittorie.

“Ho ancora un lavoro da svolgere, per cui devo ancora andare in pista e concluderlo, devo ancora concentrarmi per non commettere errori, devo ancora prendere le decisioni giuste. Ciò comporta molta pressione. Ma per me è facile rimanere concentrato sul lavoro da svolgere e sulle cose che posso controllare, ovvero le mie prestazioni e l’assicurarmi che la squadra continui a spingere costantemente nella giusta direzione” ha ammesso Lewis Hamilton.
“Non mi sono mai stancato, non mi sono mai adagiato sugli allori ed è sempre una bella sensazione quando sai di avere un’auto con cui puoi competere in un fine settimana. Dal nostro punto di vista, sappiamo che attualmente non siamo in grado di lottare per la vittoria ma speriamo sempre di riuscire a trovare un po’ di magia durante il fine settimana. Ogni posizione che guadagniamo nelle qualifiche fa la differenza. Posso dire che nell’ultimo periodo mi sto divertendo molto“.
Le principali differenze
Non è un segreto che Lewis Hamilton abbia guidato delle auto dominanti nel periodo migliore della sua carriera. Negli anni centrali dell’era turbo ibrida, infatti, la coppia Hamilton-Mercedes era una vera e propria incarnazione della perfezione, con i tedeschi che costituivano il giusto equilibrio tra prestazioni e affidabilità e l’inglese che semplicemente era in uno stato di forma invidiabile.
Con il ritorno dell’effetto suolo e il conseguente cambio di regolamento l’impeccabile equilibrio tra macchina e pilota è però venuto meno. Mercedes non ha più la monoposto dominante e Hamilton non è più il mattatore di un tempo. La magia è svanita e il testimone è passato nelle mani di Red Bull e Verstappen, che ora sono più vicini che mai ad emulare il percorso compiuto dalla scuderia di Brackley dal 2016 al 2021.

(Credit Image: © James Gasperotti/ZUMA Press Wire)
Ma se c’è qualcosa di positivo in questo “declino” (se così vogliamo chiamarlo) della coppia Mercedes-Hamilton è che ora l’inglese è un pilota ancora più maturo di prima. Hamilton sa cosa significa dominare un Mondiale, sa cosa significa avere la miglior combinazione auto-pilota, e sa meglio di chiunque altro come questa combinazione aiuti a ridurre le scelte rischiose e a massimizzare le ricompense.
“Con la macchina che guido adesso bisogna provare di tutto, ad esempio ogni diversa combinazione di set-up, per cercare di ottenere un po’ più di prestazioni. Quando sei al top con l’auto, invece, quando sai che l’auto funziona in una certa finestra di utilizzo ed è semplicemente coerente, è più facile ottenere il giusto set-up. “.
“Se hai un buon livello di prestazioni non devi necessariamente fare scelte rischiose durante le Prove Libere per ottenere quel mezzo decimo in più o altro. Non devi spingere la carrozzeria il più vicino possibile al muro, oppure portare il motore al limite della temperatura, perché hai in mano un certo margine. Non hai bisogno di sfruttare le gomme e quindi puoi praticare di più il lift and coast, il che alla fine significa avere stint più lunghi. Tutte queste cose diverse si combinano e più ti eserciti, più diventa facile“.

