Il team AJ Foyt, arrivato 3° alla 500 miglia di Indianapolis con Santino Ferrucci, ha davanti a se un futuro che sembra un’incognita. Il direttore tecnico Michael Cannon ha parlato di ciò che potrebbe riservare il futuro alla squadra.
AJ Foyt, una squadra che fa fatica da molti anni in quel dell’Indycar, è riuscita ad ottenere un grandissimo podio ad Indianapolis, con il 3° posto di Ferrucci alla 500 miglia, nonché il miglior risultato della squadra dopo 22 anni, in cui arrivarono sempre terzi con Eliseo Salazar.

Vitale è stata l’aggiunta di un membro in particolare, ovvero Michael Cannon, ingegnere divenuto leggendario nel paddock dell’Indycar e che ha portato Scott Dixon alla vittoria del 6° alloro in carriera nel 2020. Ora Cannon occupa la figura di direttore tecnico nel team.

L’obiettivo primario di Cannon, arrivato in squadra nel mese di gennaio, è sempre stato la Indy500, gara in cui si era certi che si poteva ottenere un ottimo risultato, che è poi arrivato. Ma ora, dopo la 500 miglia, qual è il futuro della squadra?
In rotta verso il 2024
Parlando con la redazione di The Race, Cannon ha dichiarato: “Ho detto a Larry Foyt che, non appena la Indy sarebbe finita, mi sarei concentrato completamente sul 2024. Abbiamo un pacchetto completamente nuovo, ci sarà della nuova aerodinamica ed ovviamente arriverà l’ibrido”.
“Ci sono alcuni sistemi di cui usufruiamo per raccogliere tutti i dati che potrebbero essere migliorati, quindi si tratta anche di ripartire da questo campo. Si deve portare il team al 21esimo secolo in molti aspetti. Non c’è moltissimo su cui lavorare, ma alcune cose devono essere messe a punto. Questo è un progetto distribuito su più anni e con una visione a lungo termine”.
“Il fatto che quest’anno siamo messi in una posizione relativamente buona aiuta, è un grande bonus”.
Dei precedenti fallimentari
Il team di Larry Foyt ha vissuto un periodo molto difficile in tempi recenti, nel 2021 la carta Sébastien Bourdais, che doveva portare ad uno step in avanti assieme all’ingegnere Justin Taylor, non ha funzionato ed ha portato alla separazione con il francese alla fine dell’annata.

Il 2022 è stato poi l’anno del rookie Kyle Kirkwood, che è stato però vittima di molti incidenti e non ha potuto portare la squadra al tanto agognato step in avanti. Kyle si trasferirà poi in Andretti alla fine dell’anno, per correre sulla macchina numero 27 su cui compete tutt’ora. In 2 anni quindi 2 esperimenti falliti per Larry Foyt, che ogni volta in cui sembra poter iniziare un progetto a lungo termine molto proficuo, finisce per raccogliere le briciole.
In Cannon però c’è grande affidamento da parte della squadra: Michael tiene molto al successo a lungo termine del team, ed ha le conoscenze e le abilità per mettere le persone giuste al posto giusto, oltre a portare la sua esperienza.
La messa a punto di una preparazione durata più di 4 mesi è iniziata la settimana scorsa post Detroit, weekend in cui AJ Foyt ha faticato e non poco, tornando alla realtà dopo l’euforia del catino di Indianapolis. In questo test ha preso parte la numero 55 di Benjamin Pedersen, e sono state provate delle componentistiche che, secondo Cannon, miglioreranno drasticamente la macchina ed aiuteranno ad arrivare alla fine della stagione.
Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

