Il Gran Premio del Canada è sempre stato teatro di momenti iconici e memorabili: il podio di Gilles Villeneuve in casa con l’ala anteriore che gli ostruiva la visuale, la vittoria di Kubica un anno dopo il terribile incidente, la gara pazza del 2011.
Un Gran Premio che molti non si ricorderanno, invece, è quello del 1991. Una stagione dominata dalla McLaren-Honda di Ayrton Senna, che dopo soli quattro round vantava ben 29 punti di vantaggio sull’inseguitore più vicino: un secco 40 a 11 contro Alain Prost e la sua Ferrari.
Un’occasione unica
Sull’isola di Notre-Dame, però, le gerarchie si ribaltano. Al sabato, infatti, la Williams si assicura la prima fila in qualifica, con Riccardo Patrese in pole davanti al compagno Nigel Mansell. Al via, l’inglese supera l’italiano e si porta al comando, intenzionato a vincere la gara.

La gara prosegue e Patrese scivola in terza posizione dietro a Nelson Piquet a causa di una foratura. Da questo momento in poi, la gara si fa piuttosto monotona: Mansell è indisturbato al comando e in dirittura d’arrivo, quando la sua Williams si ferma sul rettilineo che precede l’ultima chicane.
Oltre al danno, la beffa
Ne approfitta Nelson Piquet, che va a cogliere l’ultimo successo della sua carriera con la Benetton. Per Mansell, quella che sembrava una domenica da sogno si è trasformata in un incubo. Il ritiro è reso ancora più doloroso dal fatto che la vittoria è andata al suo acerrimo rivale.

Il comunicato ufficiale della Williams spiega che il cambio della FW14 è stata la causa del ritiro del Red Five, ma questa non sembra essere la verità. Molti, infatti, ritengono che il problema sia stato originato dallo stesso Mansell, che ha abbassato troppo i giri del motore mentre salutava il pubblico in una prematura esultanza, facendo così stallare il motore Renault.
Il pilota britannico entrò così negli annali come il primo a perdere una gara all’ultimo giro dopo aver percorso tutte le precedenti tornate al comando. Avrà modo di rifarsi l’anno successivo, dominando il campionato 1992 in lungo e in largo. Ma quella domenica di giugno 1991 resterà sempre per lui un amaro ricordo.

