Jake Dennis e Nick Cassidy comandano la classifica del mondiale piloti dopo una gara corsa all’ultimo sorpasso in quel di Portland. Ecco le opinioni dei 2 piloti sull’E-Prix statunitense.
La frase “Football, bloody hell” pronunciata da Sir Alex Ferguson dopo la finale di Champions League del ’99, vinta dal suo United in rimonta contro il Bayern Monaco, è ormai diventata celebre nel mondo dello sport. Anche nel caso dell’E-Prix di Portland la si potrebbe usare, andando a rimodellarne un po’ la composizione, cambiandola in “Portland, bloody hell“. Quello statunitense è stato un E-Prix caotico ed appassionante, pieno di sorpassi (ben 403 per la precisione) ed anche di cambi di leadership; infatti ben 4 piloti hanno percorso almeno un giro in testa alla corsa.
Il verdetto finale ha poi decretato Cassidy come vincitore della contesa, con Jake Dennis che è giunto al traguardo come 2°. I due ora comandano la classifica piloti del mondiale, con Dennis a 174 e Cassidy a 173 ed hanno avuto delle opinioni ben precise riguardo a questa gara. Andiamo a scoprire quali sono.
Le parole di Cassidy
Nick ha aperto il suo discorso dichiarando amore agli States, dicendo: “Negli scorsi anni le cose sono sempre andate molto bene in America, amo correre qui. Questa gara è stata molto divertente, è sempre molto serrata perché tutti i piloti contro cui corro sono al top”.

“Nonostante Jake fosse il mio riferimento in qualifica, questa è stata una di quelle gare in cui non vorresti mai partire davanti”. Per concludere, il neozelandese ha poi riservato dei complimenti anche al 3° classificato, ovvero Antonio Felix Da Costa: “Antonio si piazza sempre benissimo in queste gare! Il tutto è molto divertente, frenetico e serrato, è la Formula E!”.
Le parole di Dennis
Il britannico Jake Dennis, alfiere del team di casa Avalanche Andretti, grazie al fine settimana in Oregon è riuscito a salire in vetta al mondiale, con i punti aggiuntivi derivati dalla pole ed il 2° posto in gara. Jake ha dichiarato di non essere stato all’attacco per tutta la gara, per la prima metà infatti è rimasto molto cauto, dichiarando che le tante strategie differenti hanno creato molta confusione.

“Nick era semplicemente più veloce di me. Sono contento del mio risultato, la pole ed il secondo posto in una gara senza alcun problema e chiusa da leader del mondiale. Tutti hanno avuto diverse strategie ed ha reso il clima molto confusionario, nei primi 15 giri non ho spinto al massimo, nessuno voleva essere il leader della corsa”.
“A posteri, penso che avrei dovuto scegliere meglio i momenti d’attivazione dell’attack mode. Alla seconda attivazione sono sceso 7° e sono stato molto vulnerabile. I target di energia erano già molto alti e raggiungere Antonio e Nick un’altra volta è diventato difficile. Questa è una cosa da cui dovremo imparare. Alla fine sono contento che sia finita questa trasferta, ora possiamo concentrarci su Roma e Londra, dove le macchine potranno tornare a gareggiare su circuiti cittadini stretti. Li è dove si vede il loro massimo potenziale, così come lo si è visto in qualifica a Portland”.
Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

