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Charles Leclerc è “Essere Ferrari”

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Charles Leclerc ha dato tutto in questo finale di stagione, concludendo l’anno con la certezza di aver fatto tutto il possibile, e con lui anche il team.

Il monegasco è riuscito a salire sul secondo gradino del podio al termine del Gran Premio di Abu Dhabi, ma il brillante risultato non è bastato a garantire alla Ferrari il secondo posto in Classifica Costruttori, sottratto per tre punti dalla Mercedes. Nella Scuderia a fine gara un po’ di delusione c’è, ma è destinata a sparire presto per concentrarsi sul futuro.

“Sappiamo cosa ci manca, ma c’è ancora molta strada da fare prima di raggiungere il ritmo della Red Bull. Siamo tutti consapevoli nel team che c’è ancora molto lavoro da fare. A Yas Marina la squadra è stata perfetta, peccato per il secondo posto in Costruttori. Abbiamo fatto un lavoro incredibile nel corso di tutto il weekend, dalle strategie alla qualifica. Voglio ringraziare il team per i miglioramenti dopo un inizio di stagione in salita“. Con queste parole Leclerc si lascia alle spalle un’annata complicata.

Una stagione obiettivamente buia, iniziata con lo sguardo preoccupato già dai test, il ritiro in Bahrain mentre era diretto a podio e lo zero in Australia. Da quando a Suzuka è stato cambiato il fondo non ha più sbagliato. Le risposte sono arrivate, in pista come lui è solito fare, a chi per tutto l’anno lo ha dipinto poco performante e inferiore al compagno di squadra. “Dal Giappone abbiamo fatto uno step in avanti, l’anteriore era più forte e mi ha aiutato in qualifica e in gara. Dobbiamo lavorare tanto e spero di arrivare alla prima gara del 2024 con una solida base per vincere”. Ha affermato Charles.

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La strategia di Charles

Dopo 55 giri del GP di Abu Dhabi il pilota numero 16 del Cavallino Rampante ha la lucidità di pensare ad una strategia per assicurarsi la seconda posizione nel Campionato Costruttori.
Una volta saputo della penalità di 5 secondi inflitta a Sergio Perez, Leclerc ha scelto di rallentare e far passare il messicano per far sì che Checo creasse un gap di 5 secondi su Russell, sottraendo così punti fondamentali al britannico. Una mossa coraggiosa che non è riuscita per un solo secondo.

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“La scelta di farmi raggiungere da Checo è stata presa negli ultimissimi giri, una volta saputo della penalità di cinque secondi. Volevamo aiutarlo perché finisse davanti a George con quei 5 secondi, quindi gli ho dato DRS e scia, ma purtroppo non è bastato. Abbiamo fatto tutto alla perfezione, mi dispiace per il Costruttori, era l’unica cosa che contava in questo finale di stagione”. Ha spiegato così Charles Leclerc la strategia improvvisata.

Charles è “Essere Ferrari”

In conclusione possiamo, anzi forse dobbiamo, dire che la Ferrari ha un leader. In un mondiale complesso, mentalmente il più duro da quando si trova in Formula 1, Leclerc ha dimostrato ancora una volta il suo attaccamento per la Scuderia di Maranello, che mai era stato messo in dubbio. Ha sempre provato a trovare il limite e a superarlo. A volte troppo, anche sbagliando. Non è perfetto e non sempre lo sarà. Non è il primo, ma ha lottato e lotterà ancora per raggiungere la vetta.

“Dove siamo nei costruttori?”, chiede Leclerc in radio a fine gara. “P3”, gli viene detto dal suo ingegnere di pista. “Per l’amor del cielo!”, esclama frustrato e dispiaciuto. Lui che quel secondo posto lo voleva più di qualsiasi altra cosa, persino della quarta posizione nella classifica piloti.

Perché Charles Leclerc è Essere Ferrari.

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