Fin dalle origini della Formula 1, l’Italia è sempre stata in prima fila. Sia nella produzione di materiali e forniture. Che in termini di scuderie italiane che hanno preso parte alla storia del motorsport e di uomini e donne impegnate in esso. Ma anche per ciò che riguarda le curve ed i rettilinei, che hanno visto duelli importanti tra piloti e scuderie rivali. Oltre che l’amore dei tifosi, sempre pronti a sostenere questo sport.

Per questo motivo, il CEO della F1, Stefano Domenicali, si sta impegnando per mantenere due tracciati italiani storici nel calendario delle prossime stagioni. Si tratta di Monza ed Imola. Ma i tifosi italiani e di tutto il mondo sono ancora in attesa di conferme. I rinnovi di entrambe le occasioni sono in corso a causa di alcune difficoltà e tra queste spicca il notevole ritardo dei lavori di ammodernamento.
Come noto, attualmente l’Autodromo di Monza ha un contratto sino al 2025, che scadrà quindi tra due anni. Per Imola dovrebbe essere uguale ma molto probabilmente la scadenza sarà rinviata al 2026, a causa delle alluvioni che hanno provocato la cancellazione dell’appuntamento di quest’anno.
Ed il CEO sottolinea l’importanza di migliorare le strutture. Vi sono alcuni lavori che rappresentano un punto critico, come la costruzione di nuovi sottopassi e di percorsi per agevolare il deflusso del pubblico, la riasfaltatura del tracciato ed alcune migliorie in punti delicati del tracciato, come i cordoli. Domenicali non nasconde la sua amarezza parlando di alcuni di questi lavori. I quali, a Monza sarebbero dovuti iniziare a settembre, subito dopo il weekend di Formula 1.
Liberty Media ha infatti chiesto questi ed altri interventi, che saranno fondamentali per giungere ad un accordo.
E Domenicali evidenza quest’aspetto.
“Stiamo trattando [per il rinnovo], ma abbiamo bisogno di elementi attivi su cui poter portare avanti questa trattativa, perché senza fare certe cose, non se ne può parlare. Sento spesso il presidente Sticchi Damiani e so quindi che l’Aci ne è ben consapevole. Ma siamo a dicembre e i lavori che a Monza dovevano cominciare subito dopo il GP non sono ancora iniziati, dovrebbero iniziare speriamo presto. La mia è una spinta costruttiva, perché le burocrazie interne non possono fermare i progetti”.
In Italia sarà dunque importante investire sulle infrastrutture che, come messo in luce dall’italiano, spesso costituiscono un limite e fonte di incertezze.
Il CEO si rivolge dunque all’Italia.
“Il tema è cercare di mantenere il passo con i tempi. C’è bisogno di continuare ad investire senza guardare alla storicità di quello che è stato fatto fino ad adesso. Tutto sta nel capire se c’è la volontà del nostro Paese di investire nella F1 come piattaforma sportiva, promozionale e di business, perché la F1 ormai non può essere più gestita a livello privato”
Saranno quindi settimane decisive per il circuito di Monza ed anche per Imola. Al fine di mantenere quel posto storico del calendario della F1 e del cuore dei tifosi.

