In foto il pilota GP2 Nobuharu Matsushita

5 piloti che hanno corso in GP2 senza lasciare il segno

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Tanti sono i diamanti sorti nel mondo del Motorsport dalla GP2, ma sono tanti anche i rimpianti. Vediamo quindi 5 nomi che hanno corso in GP2 senza lasciare il segno.

Dalla GP2 nel corso degli anni sono sbarcati nel mondo del motorsport tantissimi nomi altisonanti, come Lewis Hamilton, Sebastian Vettel, Nico Rosberg, Pierre Gasly, Romain Grosjean e molti altri.

Nella storia decennale della serie, però, sono stati tanti al contempo i rimpianti e/o i piloti che non hanno lasciato il segno nella categoria durante la loro permanenza. Oggi, vedremo i nomi di 5 di loro, analizzando il loro percorso in GP2.

Raffaele Marciello

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Lello sbarca in GP2 nel 2014 da campione di Formula 3 Europea, ed i primi mesi della sua stagione da rookie non sono il massimo. Durante le prime gare d’ambientamento, il suo miglior risultato è un 12° posto in gara 1 a Monza, ma poi in quel del Red Bull Ring arriva il primo podio. Anzi, i primi 2. Marciello infatti arriva 3° in entrambe le gare dell’Austria, guadagnandosi i primi risultati di spicco della sua carriera in GP2. Dopo altri 2 round in cui vedrà la bandiera a scacchi in sole 2 gare corse su 4, in Ungheria ottiene l’8° posto, mentre a Spa riesce a vincere gara 1 in condizioni di pista bagnata. Alla fine dell’anno arriverà 8° in classifica generale, con 74 punti conquistati, 3 podi ed una vittoria.

L’anno successivo ci sono dei passi avanti, nonostante un inizio travagliato in quel del Sakhir in cui si ritirerà in gara 1 ed arriverà 20° in gara 2 (nonostante il giro veloce), Lello nel corso della stagione ottiene 3 secondi posti ed un 3° posto, arrivando 7° in classifica generale a pari punti con Gasly ed Alexander Lynn entrambi col suo stesso ammontare di punti conquistati (110). Il 2016 è il suo ultimo anno di GP2 e, correndo con il team Russian Time, si dimostra un pilota solido ma con un’ultima parte di gara in cui latita il passo a causa di gomme troppo consumate (ed anche un po’ di sfortuna di troppo). Alla fine dell’annata i punti conquistati sono ben 159 ed i podi sono 6 (4 terzi posti e 2 secondi posti). Ciò non gli basta per ottenere la grande chiamata della Formula 1, nonostante la presenza nel team Sauber come tester, e decide quindi di approdare nelle ruote coperte. Il resto è storia.

Daniel Abt

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A differenza di Marciello, i risultati di Abt in GP2 sono diametralmente opposti.

Daniel effettua il suo ingresso in GP2 nel 2013, dopo aver conquistato il 2° posto nel campionato di GP3 a bordo dell’auto del team Lotus. Il salto glielo fa fare il team ART Grand Prix, ma il suo anno di debutto non è di certo dei migliori. In 22 gare arriva in zona punti solo 4 volte, portandosi a casa 11 punti ed il 22° posto finale. L’anno successivo cambia squadra trasferendosi in Hilmer Motorsport, team supportato in quell’anno da Force India.

Durante l’annata si vedono dei miglioramenti, infatti Daniel riuscirà per ben 3 volte ad arrivare in top 5 nel corso dell’anno. Queste 3 top 5, messe assieme ad un 8° ed un 10° posto, saranno però i suoi unici piazzamenti a punti in tutto il corso dell’anno. Daniel poi lascerà il campionato dopo il round di Monza, per prepararsi al debutto nella neonata Formula E con Audi.

Santino Ferrucci

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Santino compie il suo debutto nella serie nel 2017, conquistando un 9° posto nella sua gara d’esordio.

Viste le buone cose dimostrate durante le sue prime gare, Trident decide di confermarlo come pilota full time per la stagione 2018.

Il pilota americano nella cadetteria però farà parlare di se più per il panorama fuori pista, che altro. Il suo “patriottismo” non manca, ed infatti viene scoperto che prima del round di Silverstone (di cui tra poco andremo a parlare) Santino avesse tentato di inserire sulla sua monoposto lo slogan “Make America Great Again”, usato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ciò non era permesso dal regolamento FIA, che vietava ogni slogan politico.

Poi, proprio a Silverstone, avviene il fattaccio. Durante il giro di rientro dopo la bandiera a scacchi della sprint race Santino colpisce volontariamente il compagno di squadra Arjun Maini e viene squalificato per 4 gare dalla FIA. Dopo questo spiacevole episodio, ed anche delle voci incessanti su comportamenti razzisti assunti da Santino e suo padre nei confronti di Maini, Trident decide di licenziare in tronco Ferrucci. Nel comunicato sulla rescissione del contratto, la squadra di Salvadori cita anche la reiterata inadempienza nei pagamenti al team, nonostante avesse allo stesso tempo trovato casa nel team Dale Coyne in Indycar.

Santino lascia quindi la serie con 7 punti conquistati nel corso della stagione, e tra le tante polemiche. Come miglior piazzamento un 6° posto nella Sprint Race di Baku.

Gustav Malja

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Il pilota svedese debutta in GP2 nel 2015, sostituendo prima René Binder in Trident a Spa, e poi Robert Visoiu in Bahrain ed a Yas Marina in Rapax. Proprio a Spa riuscirà a guadagnarsi un punto, con Rapax che quindi lo assume come pilota titolare per il 2016.

In quell’annata Gustav è sempre impegnato a lottare nel midfield, diventando quindi un pilota di centro gruppo a tutti gli effetti. A Spa e Monza, però, ecco il suo momento di gloria. Nella feature race del Belgio Gustav arriva 2°, mentre in Italia conquista il 3° posto nella Sprint. Terminerà quell’annata al 13° posto in classifica generale, con 53 punti conquistati. Lo svedese lascerà la categoria l’anno successivo, dopo un’altra stagione passata a lottare a centro gruppo, con anche un podio conquistato a Monaco. Al volante della monoposto del team Racing Engineering Gustav conquisterà 44 punti, arrivando nuovamente 13° in classifica.

Nobuharu Matsushita

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Nobuharu viene notato da ART Grand Prix dopo aver vinto il campionato di F3 giapponese, e fa il salto di categoria approdando in GP2 nel 2015.

Nel suo anno d’esordio soffre incredibilmente il confronto con il compagno di squadra Stoffel Vandoorne, che distrugge la concorrenza e vince il campionato con 341.5 punti conquistati. Nobuharu, invece, ottiene un 3° posto in Austria, la prima vittoria in carriera in GP2 in quel dell’Ungheria ed un 2° posto in Bahrain. Purtroppo per il nipponico, i restanti piazzamenti a punti sono solo 6, con un 9° posto finale in classifica piloti con 68.5 conquistati. Ben 273 punti di differenza da Vandoorne.

Nel 2016 viene riconfermato da ART, ma soffre ancora una volta platealmente il confronto con il compagno di squadra: il russo Sergey Sirotkin. Sergey sbarca nella squadra francese arrivando da Rapax e si gioca il campionato, mentre Matsushita lotta solo sporadicamente per il podio e rimanendo il più delle volte a centro gruppo. Nobuharu viene addirittura squalificato dal round del Red Bull Ring per aver gestito male una ripartenza sotto safety car durante la Sprint race di Baku.

A fine anno i podi conquistati sono 2 (una vittoria a Montecarlo ed un 2° posto a Yas Marina) ed i punti, invece, 92. Meglio dell’annata precedente, ma con il piazzamento fuori dalla top 10 in classifica generale. Nobuharu infatti arriverà 11°. Il compagno Sirotkin, invece, concluderà 3° con 159 punti conquistati.

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Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

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