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Storie di F1 – Williams: un gigante caduto

Dopo i primi tre racconti che parlavano di scuderie “minori”, oggi parliamo di un vero e proprio gigante della Formula 1 in declino: Williams.

La storia della scuderia inglese risale addirittura al 1977, quando due sognatori, Sir Frank Williams e Sir Patrick Head fondarono la Williams GP Engineering. La storia del team con sede a Grove è una delle più belle che si possano trovare; drammi, campionati vinti e persi, insomma, emozioni a più non posso.

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Il successo per Williams è sempre stato di casa: la prima vittoria arrivò infatti già nel 1979 per mano di Clay Regazzoni in un circuito speciale, quello di casa. Il GP di Silverstone del 1979 segnò l’inizio di una vera e propria era e non ci fu modo migliore di iniziarla, se non proprio dal Gran Premio di casa. In quella stagione, il team vinse 4 ulteriori gare. In tutte queste altre occasioni ci pensò il compagno dello svizzero, Alan Jones. Il britannico vinse in Germania, Austria, Paesi Bassi e Canada. Queste 5 vittorie valsero il secondo posto nel campionato costruttori ed il terzo nel campionato piloti (per Jones; Regazzoni finì 5º). Nonostante la mancata vittoria di entrambi i campionati, questa prima stagione ad alti livelli diede il Là a una serie di stagioni molto vincenti per i britannici.

Gli anni ‘80 videro infatti la consacrazione del team Grove: 36 vittorie conquistate, 4 campionati costruttori e 3 piloti vinti.

I formidabili anni ‘90

Dopo un assenza di titoli durata dal 1987, il nuovo decennio si apre con un quarto posto nei costruttori guidato dalla coppia di piloti Boutsen-Patrese e due gare vinte. Il ‘91 si rivelò essere un nuovo miglioramento: 7 gare vinte, secondo posto nel costruttori. Come si direbbe oltremanica, però, il vero turning point arrivò nel 1992. Il biennio ‘92-‘93 si rivelerà uno dei migliori in assoluto per una Williams che farà incetta di tutto il racimolabile. Tutti e quattro i campionati vincibili furono vinti dal team inglese, che dominò a mani basse, nonostante un cambino di piloti. Infatti, i vincenti Patrese e Mansell del 1992 vennero cambiati per il ‘93, con Prost e Hill che li sostituirono. Il ‘94 si aprì con grandi aspettative, anche giustificate dalla firma di uno dei più performanti e forti piloti di quell’era. Il fato riservato al brasiliano Senna, però, è conosciuto a tutti noi. Quel weekend di Imola nel 1994 fu uno dei più tragici di sempre.

Nonostante ciò, Williams vinse quel campionato costruttori, onorando Ayrton nel modo in cui, vogliamo pensare, avrebbe apprezzato di più: correndo e vincendo per lui. Nel ‘95 non vinse nulla, arrivò infatti una piccola battuta d’arresto spazzata subito via da altri due anni (quasi) perfetti. Il ‘96 ed il ‘97 videro Williams vincere di nuovo tutti e quattro i titoli vincibili (sommando le due stagioni).

Il declino e la vendita

L’ultimo anno citato sopra, il ‘97, fu l’ultimo anno in cui si vide una Williams trionfare in un campionato. Oggi corre il 2024 e da quell’anno ne sono passati 27. Vedere una solida realtà come Williams sgretolarsi è stato tragico e ha fatto male a molti appassionati. Inoltre, l’ultima volta che una monoposto della scuderia di Grove si piazzò sul gradino più alto del podio fu dodici anni fa, in Spagna, a Barcellona. Quel giorno la Williams la guidò Maldonado.

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Nonostante molteplici azioni per cercare di risollevare il team, eventualmente, si arrivò ad una vendita nel 2020. Dorinton Capital rilevò dalla famiglia Williams (padre Frank, fondatore, e figlia, al tempo dirigeva la scuderia, Claire) il team per una considerevole cifra.

Come abbiamo potuto raccontarvi, dunque, la Williams è una scuderia ricca di storia, di passione e soprattutto di emozioni. Un business familiare che si non riuscì a stare al passo e si dovette dunque piegare. Ciò che noi ci possiamo augurare per questo e per gli anni a venire è di rivederli al più presto dove dovrebbero stare. Sul gradino più alto del podio.

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