Ayao Komatsu, Chief Engineer, Haas F1 Team

Haas: possibile una rinascita in stile McLaren grazie a Komatsu?

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Ayao Komatsu è da poche ore il nuovo Team Principal Haas. Riuscirà il giapponese a emulare il percorso di Andrea Stella in McLaren?
 

Dopo l’inaspettato addio di Gunther Steiner, Ayao Komatsu è stato nominato da poche ore nuovo Team Principal del team Haas. Il giapponese è solo l’ultimo esempio di come un ingegnere possa rapidamente assumere ruoli di dirigenza all’interno di una scuderia, trend in rapida diffusione negli ultimi anni grazie a personalità come quella di Binotto in Ferrari, Stella in McLaren, Vowles in Williams, Famin in Alpine o ancora Laurent Mekies al comando dell’AlphaTauri.

Mattia Binotto Andrea Stella
Mattia Binotto e Andrea Stella.

La “soluzione interna” che prevede la promozione di un ingegnere o di un’altra figura tecnica in qualità di Team Principal non è sempre da intendersi come un compromesso. Talvolta potrebbe anche essere un bene, come nel caso McLaren che è riuscita a risollevarsi dalla crisi di inizio stagione divenendo una delle rivelazioni del 2023 grazie proprio all’apporto dell’ingegnere italiano. In effetti, come emerge anche dalle parole di Gene Haas, sembrerebbe che i vertici della scuderia statunitense abbiano voluto premiare il background ingegneristico di Ayao Komatsu, inteso come elemento fondamentale per la rinascita di un team che certamente non naviga in ottime acque.

Nel nominare Ayao Komatsu come caposquadra fondamentalmente abbiamo deciso di porre l’ingegneria al centro della nostra gestione. Dobbiamo essere efficienti con le risorse di cui disponiamo e migliorare le nostre capacità di progettazione è la chiave del nostro successo come squadra. Non vedo l’ora di lavorare con Ayao e di massimizzare il nostro potenziale: questo riflette davvero il mio desiderio di competere adeguatamente in Formula 1“.

Il messaggio, seppur sintetico ed essenziale, è chiaro: ottimizzare la gestione delle risorse economiche ingegneristiche a disposizione per rientrare agilmente nei limiti del budget cap e possibilmente ottenere più di ciò che il team ha già ottenuto finora. Del resto è stata proprio questa una delle decisioni che hanno portato allo strappo tra Haas e Steiner, quest’ultimo sostenitore della necessità di maggiori investimenti in termini di infrastrutture.

 

Una figura completa

Al momento cinque scuderie su dieci sono guidate da una personalità proveniente dal vivaio degli ingegneri. Avere Team Principal cresciuti dietro un muretto dei box, quindi avere persone che vivono e respirano questo sport nella sua interezza anziché semplici figure di rappresentanza, è sicuramente un bene per il futuro della Formula 1.

Ayao Komatsu Team Principal Haas
Ayao Komatsu, neo Team Principal Haas.

Tuttavia è anche necessario che tali figure presentino un ampio spettro di competenze, in grado di spaziare non solo nella ricerca e dello sviluppo ma anche in settori più delicati come quello economico o commerciale. Qualora ciò non fosse garantito, è altrettanto importante che la nuova leva di ingegneri Team Principal venga affiancata da figure di riferimento in grado di supportare le scelte più delicate – non a caso Andrea Stella ha stretto una forte alleanza con il CEO Zak Brown, mentre Red Bull ha affiancato Mekies con Peter Bayer. Cosa che, al momento, Haas non è in grado di attuare nel breve termine.

 

Considerazioni finali

Komatsu dovrà quindi affrontare responsabilità che vanno oltre ciò che ha svolto finora, peraltro dovendosi interfacciare con un team che non naviga nelle stesse acque di AlphaTauri e McLaren. La prima, forte del “gemellaggio” con Red Bull, può contare sull’apporto degli austriaci nella gestione di situazioni spinose, mentre la seconda ha sicuramente una piattaforma tecnica e una serie di risorse economiche degne di menzione. Altre cose, queste, che Haas non dispone al momento. Gli statunitensi hanno concluso il Campionato Costruttori 2023 in ultima posizione e soprattutto sono apparsi sempre disorientati nell’arco della scorsa stagione, situazione aggravata dal fatto che gli aggiornamenti di Austin non hanno mostrato i risultati sperati.

Komatsu sta quindi assumendo le redini di una carrozza, almeno all’apparenza, totalmente allo sbaraglio. Eguagliare il tipo di progressi compiuti dalla McLaren lo scorso anno sarà un compito veramente arduo se non addirittura impossibile nell’arco di una singola stagione, soprattutto considerando il livello di competitività che il Paddock sta gradualmente raggiungendo. La speranza è che l’ingegnere giapponese, avendo da sempre lavorato negli ambienti Haas e conoscendone nel dettaglio gli alti e i bassi nel corso degli otto anni di attività in Formula 1, possa fare tesoro della propria esperienza per risollebare le sorti di una scuderia fanalino di coda della massima serie automobilistica. Testa bassa e pedalare.

Haas Magnussen Hulkenberg
Le due Haas di Magnussen e Hulkenberg.

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