David Coulthard crede che lo stapotere Red Bull in questo momento sia talmente importante da dover ricorrere a nuove regole, ad esempio sugli pneumatici.
La stagione 2023 è stata totalmente appannaggio della Red Bull, campione del mondo con Verstappen già ad inizio ottobre e vincitrice di 21 gare sulle 22 disputate. Dal punto di vista dello spettacolo, certamente è mancato qualcosa a questa Formula 1, che vorrebbe contendenti al titolo in grado di infastidire gli austriaci. Come accade ogni volta che inizia un nuovo ciclo vincente, la reazione mediatica e dei fan è quella di mettersi contro la squadra dominante, cercando novità che possano riportare allo spettacolo delle stagioni combattute punto a punto. In un periodo come quello di gennaio, non mancano persino gli addetti ai lavori o ex piloti che si lanciano in proposte più o meno realizzabili. Stavolta, è stato il turno di David Coulthard.
Il britannico, che ha 14 stagioni all’attivo in F1, chiuso la propria carriera proprio alla corte della Red Bull, ai tempi appena nata. In 4 stagioni a Milton Keynes, il vicecampione del mondo 2001 ha portato a casa 2 podi. La situazione è decisamente cambiata a favore dei bibitari, e secondo Coulthard l’unico modo per interrompere il loro dominio è mettere mano al regolamento. Nello specifico, la proposta dell’ex pilota Red Bull riguarda gli pneumatici.
“Anche se non penso sia nelle intenzioni della F1, credo che una competizione tra gommisti aiuterebbe [lo spettacolo]. Se accadesse, a volte sarebbe Pirelli ad avere la gomma giusta per un determinato circuito. Altre volte sarebbe, ipotizziamo, Bridgestone. Si avrebbe quindi un’alternanza di prestazioni di circuito in circuito, in base all’unica cosa che tocca terra, ossia le gomme” sono state le sue parole, come riporta racingnews365.com.

Non è la prima volta che Coulthard esprime opinioni interessanti ma controverse sulla situazione della Formula 1. Per quanto originale e non banale, la proposta dell’inglese è sicuramente discutibile: lo spettacolo che si verrebbe a creare deriverebbe solo da un’alternanza quasi casuale di piloti e squadre al vertice. Dovesse venirsi a creare una competizione tra Pirelli e Bridgestone, è probabile che la maggior parte delle gare venga decisa in gran parte dalla competitività degli pneumatici: è davvero questo quello che vogliamo?
Nel bene o nel male, la Formula 1 è e deve sempre rimanere (almeno in parte) uno sport di sviluppo e di squadra. Il team che lavora meglio e che costruisce la vettura più veloce, vince. Se da un lato è normale avere una preferenza per stagioni combattute e campionati incerti, dall’altro non bisogna oltrepassare il confine tra sport e spettacolo…

