Lettera, immaginaria, di Lewis Hamilton alla Mercedes; tra saluti e ricordi e, un addio difficile dopo più di un decennio insieme.
Cara Mercedes, ti scrivo.
Sono io, Lewis. So che non ti saresti aspettata una notizia simile; probabilmente nemmeno io, sai?
Però si sa, la vita è imprevedibile.
Mai avrei pensato di lasciarti, Amica mia. Eppure, eccoci qua.
Mi ci è voluto tanto coraggio, sai? Eh sì, perché lasciarti è la decisione più difficile che abbia mai preso.
Magari adesso sei arrabbiata, magari no; ma non pensare nemmeno per un attimo che sia stato facile decidere.
Ne abbiamo passate così tante insieme, vero?
Abbiamo fatto cose incredibili; abbiamo riscritto la storia di uno sport tanto meraviglioso quanto crudele.
Il 2021 è stato l’annus horribilis per eccellenza. Solo noi due sappiamo quanto ci ha fatto male quell’ultima gara. E poi due anni di difficoltà con la nuova macchina hanno dato un’ulteriore mazzata. Forse, Amica mia, non ci siamo mai del tutto ripresi da quel frastuono; forse, senza accorgersene, qualcosa si era spazzato.
Pensa però, cara Mercedes, quante cose immense abbiamo costruito insieme.

Ti ricordi, Amica mia, la prima volta undici anni fa, che ho varcato la tua porta? Sembra ieri, lo so.
Anche quella volta, come questa mia scelta di andare via, avevo spiazzato tutti; mi davano del matto.
Io, però, sapevo che eri quella giusta e, la storia mi ha dato ragione.
Il nostro, in realtà, è un rapporto che è iniziato tempo prima.
Quando ho mosso i primi passi in questo sport, il cuore pulsante della mia monoposto era sempre Mercedes. Il mio primo titolo mondiale, seppur con McLaren, l’ho vinto sempre con te. Il tuo motore e, il mio talento. Un’accoppiata niente male, non trovi?
Mercedes mia, mi hai vista da ragazzino e, adesso mi lasci da uomo. Mi hai visto crescere, cercare di essere sempre migliore, sfidare quasi la fisica insieme a te.

Un duo che tutti, me compreso, pensavano non si sarebbe separato mai.
Amica mia, quando il nostro amico Niki mi ha convinto a venire da te, nessuno immaginava cosa saremmo riusciti a costruire insieme.
Eppure, guarda tutti i trofei che abbiamo conquistato; i record che abbiamo abbattuto.
Undici anni e sette mondiali dopo, siamo qui e, sono orgoglioso e fiero di noi!
So che sei triste, Amica mia; lo sono pure io. Ma pensa a tutto questo; alle nostre lotte, ai momenti di gloria e di sconfitta. Abbiamo avvicinato più persone a questo bellissimo sport, soprattutto i bambini. Pensa a queste cose! Anche se ci sarà un velo di malinconia, pensaci con il sorriso.
Perché queste cose sono e saranno sempre nostre; nessuno ce le porterà via! Le leggono e leggeranno nei libri. La nostra è e sarà sempre una delle storie più belle ed emozionanti che hanno costituito questo sport!

Grazie, Amica mia
Grazie a te ho realizzato il sogno di una vita; anzi, in realtà, sono andato ben oltre.
Quel bambino minuto di Stevenage mai avrebbe pensato di entrare in Formula 1, figuriamoci diventare il pilota più vincente di sempre.
Non mi sto vantando Amica mia, sto pensando a tutto ciò che ho realizzato nella mia carriera… corro da un po eh! E, tutto questo, tutto quello che sono riuscito a realizzare, l’ho fatto con e grazie a te e, di questo te ne sarò eternamente grato. Probabilmente senza te non sarei Lewis Hamilton. Così come, senza di me, tu non avresti realizzato tutto questo.

Insieme, questa è stata la chiave per più di un decennio. Ci siamo fidati l’uno dell’altra; abbiamo sempre fatto fronte unito; siamo stati l’uno la spalla dell’altra.
Mi hai insegnato cosa significa il lavoro di squadra.
Hai riposto tutta la tua fiducia su di me; mi hai ascoltato, anche quando sembravano idee assurde; ma ti sei fidata di me.
Mi hai permesso di essere me stesso; di esprimere la mia personalità e concedermi del tempo per me stesso. So che, magari, ti ho fatta sudare freddo quando facevo parapendio o altri sport estremi; ma mi hai sempre lasciato libero e, questo vale moltissimo.

Amica mia, so che fa male, ma ad un certo punto ci saremmo comunque lasciati.
Ho immaginato varie volte questo momento. Pensavo ad un addio definitivo, una volta deciso di appendere il casco al chiodo per sempre; con una grande festa e i cuori pieni di ricordi. Lo scenario è un po’ diverso, perché sì vado via, Amica mia, ma continuerò a correre.
Per la prima volta dopo una vita indosserò dei colori nuovi. E, un colore anche bello sgargiante, il rosso!
Sai che il rosso è il mio colore preferito, non me ne volere. Sai anche che, quel Rosso in particolare, mi ha sempre fatto gola. E come biasimarmi, fa gola a tutti i piloti! Niki su tutti lo diceva sempre, così come Michael.

Sai, finire la carriera insieme a te sarebbe stato un sogno; sarebbe stato magico e speciale; una vita insieme. Immagino come sarebbe potuta essere la nostra ultima gara insieme e, poi le celebrazioni, le lacrime, gli abbracci.
Però, Amica mia, dopo averti fatta grande e lucente, sento che è giunto il momento di provare a realizzare un altro sogno che da tempo ho nel cassetto.
Nessuna sarà come te, Mercedes mia; ma sono certo capirai la mia volontà di cambiare aria. La mia necessità di nuove sfide e nuovi stimoli; sai che ho sempre bisogno di adrenalina.
E, ora che siamo cresciuti entrambi, è il momento per me di cogliere questa nuova sfida tutta rossa. Mi mancherai, lo sai. Non sarà facile. Magari ai primi GP durante i pit stop, per abitudine, verrò erroneamente nella tua piazzola. Perché, in fin dei conti, sei stata casa mia per molto tempo e, ovunque andrò lo sarai sempre.

Mercedes mia, non sarà facile stare senza di te, ma sento che è giunto il momento.
Fa paura lo so, ne ho anche io.
Si chiude un’era, meravigliosa ed unica, e fa paura; lo so. Anche a Roscoe mancherai, sai?
Come ho detto, non volermene; sento che per me è giunto il momento di realizzare un sogno. Sai, è un po’ come se lo facessi nel segno di Ayrton; un po’ come se andassi al posto suo, anche per lui.
Sarà difficile all’inizio, ma con il tempo migliorerà vedrai.
E, poi, mi rivedrai ancora. Ci incroceremo nel paddock e, spero tanto riusciremo ad incrociare gli sguardi con un cenno di intesa e, magari pure con un sorriso.
Adesso, Amica mia, è giunto il momento dei saluti.
Avrei ancora così tante cose da dirti, che non basterebbero decine di lettere.
Una cosa, però, te la voglio ridire: GRAZIE!
Abbiamo ancora un anno insieme; cerchiamo di renderlo memorabile. Still We Rise!
E, come cantava un’altra Leggenda della musica:
“Goodbye everybody, I’ve got to go!“.
Con affetto,
Lewis.
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