Red Bull ha portato al limite la sua RB20 con dei sidepod praticamente chiusi, ma delle evoluzioni ancor più estreme non sono da escludere.
Già dal momento della presentazione, la RB20 progettata da Red Bull è parsa quasi una sfida lanciata a Mercedes. I cannoni del raffreddamento a cintura alta come usato dalla Stella durante il 2022 e fino al GP di Monaco 2023 sono il primo aspetto che salta all’occhio quando si guarda la vettura costruita dagli ingegneri guidati da Newey.
A Milton Keynes inoltre hanno deciso di abbandonare l’inlet dei radiatori a vassoio inferiore come visto da Monza in poi per adottare delle pance completamente chiuse, optando per delle bocche verticali poste sotto le fiancate.
Varie speculazioni però parlano già di un concetto “vecchio”, che Red Bull userà solo durante le gare più calde della stagione. Già da Suzuka potremmo vedere una completa rivoluzione della RB20, equipaggiata con delle pance ristrettissime che ricordano l’infelice W13 sviluppata da Mercedes durante il primo anno dell’era ad effetto suolo.
Quali problemi affliggevano la W13?
La prima monoposto ad effetto suolo sviluppata da Mercedes è stata un po’ l’esempio da non seguire per tutti i team nelle due passate stagioni. Rigidità, drag eccessivo senza carico aerodinamico erano i problemi maggiori che affliggevano la W13 E Performance della Stella.
Il concetto ‘zeropod’ adottato a Brackley inoltre non è mai stato sbloccato appieno: l’idea era quella di stringere le pance il più possibile per massimizzare la portata d’aria al fondo, elemento fondamentale di queste vetture.
I test in galleria del vento non rispecchiavano però la realtà, dando in pasto agli ingegneri un’auto che, nella sua finestra operativa, soffriva particolarmente le irregolarità dei tracciati.
Questo ha causato enormi problemi di porpoising (ricordiamo il disastroso Gran Premio d’Azerbaijan dove Hamilton è uscito senza forze dalla vettura) e di resistenza all’avanzamento.
È inoltre plausibile che delle pance così strette non favorivano l’uscita dei flussi turbolenti delle ruote anteriori, sporcando l’aria diretta al diffusore e destabilizzando l’aerodinamica dell’auto.

Su cosa possono basarsi invece in Red Bull?
La squadra guidata da Christian Horner può invece partire un passo più avanti rispetto a come iniziarono i rivali di Brackley. I radiatori verticali e compatti visti al lancio della Red Bull RB20 permettono alla squadra di snellire la vettura per arrivare al concetto a “zero sidepod” proposto in passato da Mercedes.
Inoltre una zona grigia del Regolamento potrebbe favorirli durante lo sviluppo dell’aerodinamica, nonostante le grandi restrizioni imposte su test in galleria del vento e simulazioni CFD.
La FIA lascia un’eccezione sui test aerodinamici per “test in galleria del vento esclusivamente per lo sviluppo di scambiatori di calore del propulsore che respingono il calore nell’aria o per il funzionamento del propulsore da un confine fisico che inizia dai condotti di aspirazione dell’aria del propulsore”.
Gli sviluppi visti durante la stagione 2023 di Red Bull si sono incentrati molto sul raffreddamento, evitando quindi di togliere tempo dal monte ore massimo imposto dall’Aerodynamic Testing Regulations (ATR).

Horner elogia i suoi per il lavoro svolto con la RB20
Al lancio della Red Bull RB20, Horner ha voluto spendere parole gratificanti per i suoi ingegneri e per ciò che hanno prodotto durante l’inverno.
“Logicamente, ci sarà una convergenza con regolamenti stabili. Possiamo vedere che altre auto hanno preso influenza dalla RB19. Quindi, penso che il team abbia fatto un ottimo lavoro sulla RB20. Non si sono seduti sugli allori e si vede che hanno oltrepassato i limiti con l’auto.”
“Cerchi costantemente di evolverti. Se guardi l’attenzione ai dettagli dell’auto, ci sono alcuni dettagli davvero squisiti. Non c’è stato alcun compiacimento, hanno continuato ad evolversi e continuano a superare i limiti”.
“C’è anche una grande innovazione sulla vettura che senza dubbio sarà esaminata attentamente nelle prossime due settimane, ma penso che la creatività sia stata forte nel team… Non è un’evoluzione conservativa“, ha dichiarato il Team Principal britannico.
Intervistato sulla nuova copertura del motore e sui cannoni alti in stile Mercedes, Horner ha risposto: “Non c’è tattica. Si basa sulle prestazioni e su ciò che vediamo attraverso i nostri strumenti di simulazione.”
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