Se la scorsa stagione è stata caratterizzata da un dominio assoluto da parte di Red Bull, con 21 vittorie in 22 gare, la lotta per il secondo posto è stata decisamente più combattuta. Mercedes e Ferrari si sono contese il titolo di vicecampione fino all’ultimo giro di Abu Dhabi, ma anche McLaren e Aston Martin hanno dato filo da torcere. Detto questo, chi è messo meglio per lottare con i campioni del mondo?
Mercedes: cambiamenti importanti

Gli attuali vicecampioni del mondo hanno scartato radicalmente la filosofia che li aveva contraddistinti nelle passate due stagioni. Le innovazioni della W15 sono abbastanza importanti: la vettura appare più armoniosa e, oltre ad un rinnovato design dei sidepod, sperano di aver tirato fuori il coniglio dal cilindro con l’ala anteriore.
Le regole in vigore dal 2022, infatti, impediscono di avere diversi profili “spezzettati” a favore di un’ala anteriore più compatta. La W15, invece, presenta una configurazione simile a quella usata fino al 2021, resa regolare da una sottilissima parte in carbonio. Inoltre, come richiesto da Lewis Hamilton, la posizione di guida è stata spostata più indietro rispetto alla W14.
L’obiettivo del team di Toto Wolff, per ora, non è battere la Red Bull, quanto confermare la seconda posizione e raggiungerla con un maggiore distacco. Soprattutto, l’obiettivo del 2024 è quello di correre con una monoposto più facile da guidare e dimenticare gli incubi dello scorso biennio.
Ferrari: concept stravolto ma mantenendo alcune caratteristiche

Come Mercedes, anche Ferrari ha rivoluzionato la propria macchina. Come detto da Fred Vasseur già mesi fa, la SF-24 è diversa per il 95% dalla monoposto che ha corso nel 2023. I cambiamenti, però, non sono così radicali come quelli della Mercedes.
La Scuderia di Maranello è l’unica in griglia ad usare una sospensione pull-rod anziché push-rod (oltre ad Haas, che importa le sospensioni Ferrari). La scelta di andare controcorrente e mantenere una filosofia scartata dall’80% delle squadre in griglia si rivelerà controproducente? Lo scopriremo solo quando vedremo le auto in pista.
Inoltre, sembra che la scelta di rivoluzionare il concept precedente sia stata presa più per costruire una base solida per il prossimo biennio piuttosto che per lottare per il mondiale in questa stagione. L’obiettivo, quindi, non è dominare la stagione, ma crescere passo per passo, migliorando l’unica vittoria del 2023 e cercando di ottenerne 4 o 5 nel 2024.
McLaren: candidata numero 1 al ruolo di vice Red Bull?

La MCL38 è sostanzialmente quasi la stessa vettura che è scesa in pista ad Abu Dhabi l’anno scorso. Non che sia una brutta scelta: la versione B della McLaren 2023 ha battuto chiunque apparte la Red Bull dal GP di Austria in poi. Per questo non è servita una rivoluzione in stile Mercedes o Ferrari.
La McLaren del 2023 era una delle migliori auto in griglia dal punto di vista aerodinamico, se non la migliore ad alte velocità. L’obiettivo per il 2024 è quindi una crescita che elimini il restante gap da Red Bull. Il concept del 2023 ha avuto successo e con migliori strutture e nuove figure nel reparto tecnico può solo migliorare.
Ovviamente, non vi è certezza che la stagione 2024 rifletterà ciò che abbiamo visto nelle ultime gare del 2023. Magari la McLaren non lotterà per nessuna vittoria, né di tappa, né finale. Ma gli altri rivali dovrebbero essere piuttosto preoccupati: il team di Woking è il favorito ad un ruolo di vice Red Bull.
Aston Martin: il momento d’oro è già finito?

L’Aston Martin è stata indubbiamente la vice Red Bull della prima metà di 2023, mentre McLaren e Mercedes rivoluzionavano le proprie monoposto e Ferrari cercava di capire la propria. Una volta che i tre team hanno risolto le loro problematiche, Alonso e Stroll sono tornati a centro gruppo, con soli due podi nella seconda metà di stagione rispetto ai 6 delle prime gare.
Il team di Silverstone non ha centrato gli aggiornamenti del 2023, ma aveva cominciato la stagione con una base solidissima. Potremmo rivedere questo all’inizio del 2024? Con Dan Fallows, ex apprendista di Adrian Newey, a capo del progetto, Aston Martin potrebbe anche migliorare con i vari aggiornamenti a stagione in corso.
Quegli esperimenti che nel 2023 hanno portato la squadra a trascorrere certi weekend come nona forza in griglia, potrebbero ripagare gli sforzi nel 2024. Lottare con Red Bull sarà difficile, probabilmente anche più dell’anno scorso, ma riuscire a progredire più costantemente durante il corso dell’anno sarebbe una vittoria.
Racing Bulls: la mina vagante del 2024

Prima di concludere l’articolo, bisogna riservare uno spazio anche a Racing Bulls. Il team faentino aveva iniziato il 2023 con la peggior monoposto in griglia, ma con gli aggiornamenti e le componenti importate dalla RB19 aveva finito la stagione dando filo da torcere persino a Ferrari, Mercedes e Aston Martin.
Potremmo rivedere una scena simile nel 2024? La squadra di Ricciardo e Tsunoda certamente non ripartirà dal fondo della griglia e sarà uno step avanti rispetto agli altri team di centro-fondo gruppo. Difficilmente lotterà per essere la seconda forza in griglia, ma in alcune gare potrebbe inserirsi e creare scompigli nella lotta per il podio.
Red Bull: gli altri migliorano, ma loro…

Finora abbiamo parlato di quanto ogni team sia migliorato o abbia cercato di cambiare rispetto al 2023, accomunati da un unico obiettivo: avvicinarsi o addirittura lottare con la Red Bull. Tuttavia, bisogna tenere in conto un aspetto non da poco. La RB19, mattatrice dello scorso campionato, era una macchina con uno sviluppo quasi inesistente a causa della penalità circa il cost cap. E se ha vinto 21 gare, chissà cosa farà la RB20 libera da restrizioni.

