Dopo un fine settimana scoppiettante per la F2 in quel di Jeddah, è il momento di tirare le somme con i promossi e bocciati della nostra redazione.
Top numero 1: Dennis Hauger

Rispetto al Bahrain cambia completamente faccia. Dennis è incredibilmente veloce, sin dalle libere del giovedì in cui ottiene il 1° tempo. In sprint race, nonostante una partenza non troppo eccezionale, si guadagna un 2° posto più che meritato che poi si trasforma in vittoria dopo la squalifica di Verschoor.
Al sabato in feature race è perfetto, uno dei migliori come passo gara, ed il sorpasso capolavoro su Crawford e Cordeel che gli vale il podio è la ciliegina sulla torta su un weekend (quasi) perfetto. Vedremo se si tratta dell’ennesimo fuoco di paglia o se manterrà la costanza. Quel che è certo è che sia stato uno dei migliori del weekend di F2.
Sublime
Top numero 2: Enzo Fittipaldi

Anche lui in Bahrain aveva ricevuto una discreta mazzata, ma a Jeddah è completamente rinvigorito. In una pista che l’anno scorso si era rivelata amica, ma non troppo, un Enzo in grande rispolvero parte col piede giusto conquistando la top 5 (5° tempo) in qualifica.
In sprint race resta lontano dai guai, guadagnandosi un’altra top 5, ed al sabato comincia a volare. A metà gara prende il giro veloce, passa Maini per la leadership virtuale, ma ha ancora fame e si rende anch’egli autore del sorpasso capolavoro della gara con la doppia mossa su Correa e Cordeel alla 1. Enzo rende felice il Brasile e soprattutto zio Wilsinho, dipartito poche settimane fa, a cui dedica la splendida vittoria.
Masterclass
Top numero 3: Kush Maini

Per tutto il weekend sembra digerire meglio la pista araba rispetto al compagno Bortoleto, magari anche grazie ad un pizzico d’esperienza in più guadagnata su questo tracciato.
Si conferma tra i migliori qualificatori della stagione, prendendosi una gran bella redenzione dopo la pole annullatagli in Bahrain. Al sabato fa tanta fatica, anche per sua stessa ammissione, e non riesce a concludere in zona punti, ma alla domenica non sbaglia nulla e si porta a casa 18 punti tutto sommato meritati.
Promosso
Top numero 4: Jak Crawford

Una grande vendetta, e che vendetta, dopo lo sfortunato ritiro in Bahrain. Anche Jak dimostra di essere un buon qualificatore col 3° tempo del venerdì, ed in sprint riesce a portare a casa punti.
Nella tirata sfida d’astuzia con Hauger è colui che ottiene la pagliuzza più corta, avendo anche la “sfortuna” di subire la mossa capolavoro del norvegese all’ultima curva dell’ultimo giro, ma un 4° posto di certo non si butta via, soprattutto dopo quello che fu l’epilogo del fine settimana di Sakhir.
Redemption
Top numero 5: Zane Maloney

L’anno scorso l’esordio in Arabia Saudita non fu dei migliori, ed in qualifica non performa benissimo. In Sprint Race però inscena una grandissima rimonta, risalendo la china fino alla quinta posizione. Non riesce ad essere dominante come in Bahrain, vista anche la posizione di partenza abbastanza arretrata, ma porta comunque a casa una grande settima posizione, che gli permette di mantenere la leadership indisturbata in classifica piloti a +15 su Fittipaldi.
Insomma, non male come riparazione dei danni.
Il meccanico
Menzione onorevole: Andrea Kimi Antonelli

Non male come prima volta a Jeddah. Non è facilissimo esordire in un tracciato come il cittadino arabo, ma Kimi ci riesce bene. Allo start della sprint rischia di combinare la frittata, ma riesce comunque a portare a casa punti. In più riesce a guadagnarsi l’attenzione della regia con qualche bel sorpasso in feature race, in cui riesce ad arrivare 6° davanti a Zane Maloney concludendo un fine settimana molto solido.
Pilastro
Ma non è tutto oro ciò che luccica: è il momento dei bocciati.
Flop numero 1: Victor Martins

Altro weekend disastroso per Martins, che ad inizio anno era visto il favorito per la lotta al titolo di F2, ma momentaneamente non ha conquistato nemmeno un punto.
Il suo inizio di stagione è stato peggiore pure di quello dello scorso anno, perché se l’anno scorso era competitivo ma compieva errori, quest’anno invece non è per niente performante, tanto che nella Feature Race non è riuscito a concludere la gara solo in decima posizione nonostante i tanti ritiri.
Flop numero 2: Gabriel Bortoleto

Ovviamente, dal campione in carica di F3, e dopo il buon weekend in Bahrain, dal brasiliano ci sia spettava molto di più.
Dopo una qualifica difficile, le due gare sono ancora peggio, e Bortoleto va via da Jeddah con 0 punti conquistati nel weekend.
Flop numero 3: Franco Colapinto

Dopo un buon weekend d’esordio in F2, il giovane argentino soffre in quel di Jeddah. Dopo una brutta qualifica e un Sprint Race sfortunata, nella Feature Race lotta per tornare in zona punti, ma colpisce le barriera e rompe la bandella della ruota posteriore sinistra, e perciò deve ritirarsi dalla gara.
Flop numero 4: Zak O’sullivan

Anche lui, come la maggior parte dei rookie di questa stagione di F2, veniva da un ottimo esordio lo scorso weekend a Sakhir, mentre in questo fine settimana è andato tutto storto pure per lui.
Come Colapinto, non riesce ad entrare in top10 in qualifica, e nella Sprint è costretto a partire dai box dopo dei problemi alla partenza, ma il vero disastro avviene nelle gara del sabato: Zak, mentre lottava a centro gruppo, commette un errore e finisce in testacoda. Purtroppo, pure per lui, il suo fine settimana in Arabia Saudita finisce in anticipo.
Flop numero 5: José Marìa Martì

Fin da giovedì si capisce che non riuscirà a replicare il doppio podio di Sakhir, ma nessuno si aspettava un weekend così tragico per il talento del Red Bull Junior Team.
Infatti, Martì arranca e non poco nella Sprint Race, ma, grazie a qualche ritiro e squalifica, riesce a rientrare in zona punti negli ultimi giri e a portare a casa 2 punti. Invece, la sua Feature Race dura una curva, quando appena dopo perde il controllo della vettura e colpisce un’altra macchina, distruggendo la sua ala anteriore e ponendo fine alla sua gara.
Menzione disonorevole: Ritmo Miyata

Chi l’ha visto? In questo weekend il giapponese è completamente sparito, senza nemmeno lasciare traccia. Se la qualifica è disastrosa per entrambi i piloti del team Rodin, Maloney riesce a risalire il gruppo, mentre lui rimane nelle ultime posizioni, non dando mai segni di ripresa. Il processo di adattamento alla F2 è ancora lungo.

