Sosta lenta, testacoda nel finale di gara e un problema alla monoposto non ancora identificato: il GP dell’Arabia Saudita di Daniel Ricciardo è stato un autentico incubo.
Sembravano una delle migliori proposte per quanto riguarda la lotta a centro gruppo, con Ricciardo che, durante i test prestagionali, aveva annunciato di puntare a un’ambiziosa top-5. Eppure, nonostante un inizio promittente durante la tre giorni di test in Bahrain, la nuova Racing Bulls (fu AlphaTauri) sta affrontando un avvio di stagione a dir poco difficoltoso. Con zero punti conquistati nelle prime due gare del 2024, la scuderia italiana occupa stabilmente la nona posizione della classifica costruttori, davanti ai soli francesi della Alpine.

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Finora le prestazioni positive in casa Racing Bulls latitano. In Bahrain i due alfieri di Faenza hanno tagliato il traguardo in 13ª e 14ª posizione, con Tsunoda costretto (malvolentieri) a cedere posizione a Ricciardo nel disperato tentativo di superare Magnussen, mentre a Jeddah la compagine italiana ha collezionato una P14 a firma nipponica e una P16 a firma australiana. Una sola apparenza in Q3, sempre a opera di Tsunoda, mentre tre sono i biglietti strappati per il Q2 in questo avvio di stagione.
Come se non bastasse, tra le curve del Jeddah Corniche Circuit Daniel Ricciardo ha accusato sulla propria monoposto problemi di natura non ben definita; una preoccupazione, questa, che ha afflitto il pilota australiano a partire dalla terza sessione di Prove Libere, impedendogli di performare al meglio delle proprie capacità. “Sapevamo che sarebbe stata una battaglia in salita perché semplicemente non avevamo tutto funzionante al 100%. Onestamente abbiamo visto alcuni difetti sulla macchina, quindi dobbiamo sistemarli per la prossima gara“.
Pit stop e testacoda
È risaputo che la fortuna è cieca mentre la sfiga ci vede benissimo e prende anche la mira. A prescindere dal problema sulla sua RB VCARB 01 non ancora noto, infatti, Ricciardo ha dovuto anche affrontare una serie di imprevisti che hanno definitivamente compromesso la sua gara precludendogli ogni possibilità di un arrivo in zona punti. Uno di questi è il pit stop lento (oltre 41 secondi di attesa ai box) in regime di Safety Car, che ha relegato la monoposto numero 3 nelle retrovie dello schieramento.

Il pilota australiano è quindi ritornato in pista in fondo al gruppo, alle spalle di Bottas, riuscendo a sfruttare liberarsi del finalndese solo dopo una serie di tornate… ritrovandosi però imbottigliato nel “trenino DRS” formato dalle monoposto che non riuscivano a sorpassare il più lento Magnussen, pedina di una strategia che ha consentito a Hulkenberg di arrivare in zona punti.
La gara di Ricciardo si è poi conclusa con un testacoda nel penultimo giro prima della bandiera a scacchi; un errore dovuto alla frustrazione che però non ha impedito al nativo di Perth di concludere il GP dell’Arabia Saudita in 16ª posizione, davanti alle due Sauber di Bottas e Zhou.
“Durante Safety Car tutti hanno fatto il pit-stop e noi abbiamo avuto una sosta davvero lenta. Poi siamo rimasti [bloccati] in quel trenino. Alla fine, solo per assicurarmi di aver commesso anche io un errore, ho fatto un testacoda in Curva 1, quindi… non volevo che il team si sentisse escluso!” ha ammesso ironico Ricciardo. “Probabilmente un po’ di frustrazione da parte mia“.
Ottimismo per la tappa australiana
Nonostante l’inizio di stagione in salita, Daniel Ricciardo continua a predicare ottimismo. “Il motivo per cui rimango ottimista è perché so che c’erano alcune cose sbagliate. Con una macchina buona e tutto sistemato so che possiamo fare molto meglio. Quindi sono stati tre giorni dolorosi, ma non voglio che [tutto ciò] ci tolga fiducia. Non è stato l’inizio che volevamo, ma Jeddah è stata la seconda gara e Melbourne è la prossima. Quindi sì, grande spinta affinché tutti facciano la cosa giusta e avremo un buon fine settimana“.

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“Metterò ben presto tutto ciò alle spalle e motiverò il team. Già ieri sera sono rimasto [sveglio] abbastanza tardi per cercare di aiutare tutti a individuare il problema. Ora tocca a me continuare a motivarli. So che anche loro vogliono far bene tanto quanto me. Ci assicureremo di avere un buon pacchetto a Melbourne perché la mia stagione inizierà lì e spazzeremo via tutti“.

