Nel weekend in Arabia Saudita Kevin Magnussen si è preso un posto da protagonista. Seppur dal centro griglia e lontano da un possibile podio, il pilota danese ha svolto un ruolo importante per il team e per il compagno di squadra. Vediamo come!
Tutto si sviluppa in occasione della Safety Car, entrata in pista a causa dell’errore di Stroll dopo appena pochi giri dall’inizio della gara. Approfittando dei tempi dimezzati in regime di Safety Car, il team Haas decide di differenziare le strategia tra i due piloti. Hülkenberg non si ferma, nella speranza di allungare il più possibile lo stint; Magnussen invece entra in pit-line per montare le gomme hard.

Nel corso della gran premio, il pilota danese si ritrova in un acceso duello con Alexander Albon; duello che gli costa 10 secondi di penalità da scontare. Nel frattempo, con lui si forma un gruppo molto affollato, composto da Tsunoda, Ocon, Albon e Sargeant. Tra loro sono molto vicini e racchiusi in pochi decimi. Tutti alla ricerca della zona punti, non troppo lontana.
Più avanti, al giro 23, si sommano altri 10 secondi di penalità, a causa di un taglio di pista. Anche con 20 secondi di penalità da scontare, Magnussen difende e combatte per mantenere la dodicesima posizione. Così facendo, il suo compagno di squadra, davanti a lui, ottiene il margine sufficiente per effettuare il pit-stop.

In questo modo, Magnussen assicura al team Haas la decima posizione e così la zona punti.
Il lavoro di Magnussen è stato esaltato dal suo compagno di squadra. Al termine del gran premio, Hulkenberg spiega infatti che gli sforzi del danese sono stati essenziali per poter raggiungere la decima posizione e, di conseguenza, ottenere un punto molto prezioso per il team.

“Alla ripartenza, quando le macchine più veloci sono scappate via, sono riuscito ad avere aria pulita, un buon passo e un buon ritmo. Questo penso sia stato un punto chiave, ma anche il lavoro di squadra da parte di Kevin [Magnussen] per rallentare gli altri per me per consentirmi di fermarmi ai box. Un gioco di squadra perfetto, e gli ricambierò il favore più in là durante la stagione. Di questi tempi, un punto vale davvero tanto“.
Con due piloti affiatati, che pongono la squadra davanti a tutto, il team Haas può quindi sognare ed ambire alla top-10?

