Il weekend di Jeddah, in Arabia Saudita, ha visto azione dentro e fuori dalla pista. Lewis Hamilton, dopo l’ottavo posto nel Gp, ha parlato della situazione in casa Red Bull.
La pista ha raccontato, ancora una volta, un’evidente supremazia della Red Bull. La scuderia austriaca ha dimostrato, in una pista totalmente diversa da quella del Bahrain, di avere tutte le carte in regola per poter replicare la stagione da record dello scorso anno.
La RB20, frutto del lavoro di Newey e Waché, si è dimostrata ancora una volta la più veloce del lotto.
Ma non solo: il vantaggio sulla Ferrari, seconda forza indiscussa, è rimasto di circa 6 decimi a giro, come sul finire dello scorso anno.

Se però la scuderia di Milton Keynes, in pista, non sembra avere problemi, lo stesso non si può di certo dire per quanto riguarda gli aspetti extra pista.
La questione Christian Horner, da inizio febbraio, ha scatenato un terremoto in casa Red Bull e non solo.
Su questo argomento ha parlato anche il 7 volte campione del mondo della Mercedes, che dal 2025 sarà un pilota della Ferrari, Lewis Hamilton.
Le parole del pilota Mercedes
Interrogato sulla questione da alcuni media dopo il gran premio corso sabato 9 marzo, Hamilton ha dato la sua visione dei fatti che stanno tenendo sul filo il team principal della Red Bull.
L’inglese, ha sottolineato come questo sia un “momento difficile che colpisce tutti”.
Il 7 volte campione del mondo ha fatto riferimento alla sua esperienza in McLaren nel 2007, quando una cosa simile aveva colpito il suo team.
Stiamo parlando ovviamente della spy story che aveva visto il team di Woking, dove Hamilton correva al suo primo anno in Formula 1, in mezzo alla bufera con l’accusa di aver copiato la Ferrari nella costruzione della monoposto di quell’anno.
A questo proposito ha poi aggiunto “quando stavamo perendo Ron (Dennis)” la vicenda “ha colpito tutti noi” sottolineando ancora una volta la criticità di un momento delicato come questo.


