In Italia il cielo è ancora scuro e l’alba lontana quando i semafori si spengono e scatta il gran premio a Melbourne, in un pomeriggio di fine estate in Australia. All’inizio, le sensazioni della maggior parte degli italiani e dei tifosi della Ferrari sono pressoché le medesime degli ultimi tempi. Da una parte la speranza di un podio per Sainz e Leclerc ma dall’altra la consapevolezza di una Red Bull superiore.

Sul circuito di Albert Park la gara comincia senza colpi di scena, le monoposto sfilano veloci tra le curve intorno al lago. Poi, pochi istanti dopo la vettura rossa con le sfumature gialle, che ricordano la patria tanto amata, diventa sempre più rapida. Sainz, con la sua SF-24 si avvicina al leader della gara, Max Verstappen. Sembra veloce, carico dopo i giorni trascorsi a letto per recuperare al meglio dopo l’intervento all’appendicite.
Dopo settimane di mormorii e silenzi, un boato irrompe. Sainz supera il tre volte campione del mondo e prende il comando, tra gli applausi e le esultanze di chi, nonostante tutto, continua ad amare questo sport. Tra i sorrisi di chi è assonnato sul divano ed il supporto dell’intera squadra, il madrileno suona la carica: vuole quella vittoria, vuole dimostrare di esserci.
Dopo poche curve, un altro episodio fa saltare tutti in piedi. Dalla RB20 del pilota olandese, ora seconda, esce uno strano fumo bianco. I freni cedono e “Mad Max” è costretto a rallentare per poi fermarsi definitivamente una volta arrivato ai box. Ora la possibilità di portare in Italia una vittoria ed una doppietta diventa concreta.

Alle spalle dello spagnolo, Leclerc lo protegge dai possibili attacchi delle McLaren, vicine. E sarà così fino alla fine, con lo spagnolo più veloce di tutti gli avversari ed il monegasco che, seppur in difficoltà, aiuta il suo compagno. Fino alla bandiera a scacchi, fino alla gioia più grande.
“Dite a Charles di avvicinarsi, così festeggiamo insieme!” In quel team radio a fine gara c’è un mix di emozioni fortissime: passione, entusiasmo, felicità. Emozioni che non si provavano da troppo tempo e che nel box del Cavallino Rampante irrompono come un fuoco d’artificio.

Una vittoria da “Matador”, con le caratteristiche che contraddistinguono lo spagnolo: intelligenza, lucidità, voglia di combattere. Il dominio della Red Bull per oggi viene spezzato. Ed anche se, probabilmente, ricomincerà a breve, per ora lasciateci sognare. È di nuovo un’alba rossa sopra Maranello, sopra l’Italia intera e nel cuore dei tifosi!

