Il Direttore Tecnico della F1 Pat Symonds ha fatto il punto sulle caratteristiche principali delle vetture del 2026, rivelando nuovi dettagli.
Il Regolamento Tecnico della F1 che partirà dal 2026 è ormai alle porte, con le sue importanti novità sui motori e sull’aerodinamica attiva.
I nuovi propulsori, forniti da ben 6 costruttori, saranno privi dell’MGU-H e genereranno molta più potenza dal motore elettrico. La preoccupazione più grande dei team però è dovuta al turbo lag, cioè il ritardo di erogazione della potenza del turbocompressore, rendendo le nuove power unit ancora meno potenti degli attuali V6.
Pat Symonds, direttore tecnico della Formula 1, ha voluto chiarire la situazione, affermando che il problema è già stato discusso con i fornitori.
“Saranno, al momento, vetture che erogano 900 cavalli a pieno regime elettrico”, ha detto al canale ufficiale della F1.
“Supereremo i 1.000 cavalli con l’auto del 2026, e ne vogliamo la maggior parte dal motore elettrico. Al momento su queste vetture non esiste il turbo lag perché abbiamo un motore elettrico sul turbo, che funziona. Ma il turbo lag non è più quello di una volta”.

Il cambio regolamentare sulle power unit non sarà l’unica novità dal 2026, che vedrà scendere in pista nuovi telai e il ritorno dell’aerodinamica attiva, il cui sviluppo però è bloccato fino al 1 Gennaio 2025.
Symonds ritiene che il lavoro da fare per migliorare il regolamento ad effetto suolo del 2022 è ancora molto e la volontà di ridurre il peso e il downforce generato dalle vetture servirà per tornare al principio su cui si voleva basare l’era ad effetto suolo: aumentare i sorpassi in pista.
“Vogliamo ridurre il carico aerodinamico sulla vettura”, ha detto Symonds. “Parte del motivo per cui le auto sono così pesanti è perché devono affrontare un carico così elevato, quindi scivolano un po’ di più”.
“Penso che ciò che farà sarà mettere un po’ più enfasi sul pilota. Questa è una cosa importante. Sono i piloti gli eroi, sono i superuomini che vogliamo promuovere. Quindi penso che le cose stiano andando nella giusta direzione lì”.
Un occhio anche ai costi delle nuove tecnologie
Rispetto a quest’anno e al 2025, in cui i produttori delle power unit sono quattro, dal 2026 si aggiungeranno in F1 Audi e il ritorno di Honda come azienda indipendente e non più sotto il nome Red Bull Powertrains.

Mentre Cadillac progetta la sua entrata in F1 dal 2028, Symonds ritiene che per attirare sempre più costruttori è necessario rendere le nuove tecnologie più accessibili ma ugualmente intriganti ed avanzate.
“È tecnologia a un costo ragionevole”, ha detto. “Parliamo molto della macchina del 2022, di come sono migliorate le corse e di tutto ciò che abbiamo fatto, ma il budget cap non ottiene davvero i riconoscimenti che merita perché è fondamentale per il futuro della Formula 1″.
“La mia ultima squadra è stata la Williams, dove vivevamo con pochi soldi. E infatti, non molto tempo dopo che avevo lasciato la Williams, essa non esisteva più con pochi soldi. Dovevano vendere e non erano soli. Le squadre stavano davvero lottando per sopravvivere”.
“Nel corso di sette anni, abbiamo fatto sì che queste squadre valessero tutte almeno mezzo miliardo di dollari e questo è davvero impressionante. E gran parte di ciò è dovuto al limite di bilancio”.
“Ora, quando parli dei produttori, dicono ‘sì, in realtà questa è una tecnologia interessante e non ha un prezzo ridicolo’. Non devono investire centinaia e centinaia di milioni di dollari, ma possono sfruttare le aree di interesse”.

Pur rimuovendo la MGU-H, rendendo meno complessi i motori, il Direttore Tecnico della F1 crede che le novità del 2026 porteranno le case automobilistiche a sviluppare importanti programmi di ricerca.
“La tecnologia delle celle delle batterie è affascinante“, ha affermato.
“La gente pensa solo alle batterie agli ioni di litio. Ci sono così tante diverse sostanze chimiche là fuori per le batterie e quelle davvero interessanti vengono sfruttate in Formula 1. Quindi c’è ancora molta tecnologia per i produttori”.
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