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Lewis Hamilton in tutte le sue sfumature

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Lewis Hamilton, in una intervista per GQ, parla delle sue passioni; del futuro e del “dopo”. E su Abu Dhabi 2021…

Lewis Hamilton è stato protagonista di una lunga intervista con Daniel Riley, in cui si è spaziato sull’ampio mondo del sette volte Campione del mondo.

Tutti sanno come Lewis sia una persona poliedrica; animata da tanti interessi disparati tra loro. Interessi che vanno oltre il mondo delle corse; oltre la competizione e l’adrenalina. Non di meno, però, queste ultime hanno perso rilevanza nella sua vita, anzi. Semmai l’avere altri interessi, altre passioni, gli permette di vivere e sfruttare al meglio la concentrazione nei weekend di gara e, la fame di vittorie.

Riley ha architettato la sua chiacchierata in quattro atti: tutto parte dalla fatica domanda “E dopo?”, chiaramente intendendo al futuro post Formula 1; a quando anche il Sir deciderà di appendere il casco al chiodo. Da lì i tre temi cardine, nonché interessi dell’Inglese: musica, cinema e moda.

Alle domande su queste passioni segue quella che un po’ tutti vorremmo fargli, se mai avessimo il privilegio di parlargli. E si tratta di una domanda dolorosa, intima; che però rivela anche l’animo di Lewis Hamilton: Abu Dhabi 2021.

Lewis Hamilton, in una intervista per GQ, parla delle sue passioni; del futuro e del "dopo". E su Abu Dhabi 2021...

“Fine dei giochi”

Nella grande cerchia di conoscenze di Lewis, tra personaggi famosi provenienti da ogni mondo, molte sono le leggende sportive con cui condivide un destino. La vita dopo la fine della propria carriera sportiva. Ed è un argomento, come dichiarato dallo stesso Hamilton, che scuote parecchio questi atleti. Il dover pensare al dopo, quando si ha passato l’intera vita a fare praticamente una cosa sola. Pensare a come cambiare vita, abitudini; a reinventarsi.

Proprio dai timori dei suoi illustri colleghi Lewis ha iniziato a riflettere molto sulla sua vita senza le quattro ruote; per non trovarsi impreparato e spaesato.

Prepararsi all’aldilà, l’ha definito a Riley. Intendendo, ovviamente, non la morte, bensì la vita senza lo sport.

Ho avuto occasione di chiacchierare con tanti atleti straordinari, da Boris Becker a Serena Williams, fino a Michael Jordan. Nel ragionare con i grandi campioni incontrati lungo la strada che si sono ritirati o anche alcuni ancora in attività, siamo arrivati a parlare del timore verso il futuro, della mancanza di preparazione per ciò che verrà dopo.Molti di loro hanno lamentato: “Mi sono fermato troppo presto”. Oppure: “Sono rimasto oltre il limite”. “Quando è finita, non avevo niente in programma”. “Mi è crollato il mondo addosso perché tutta la mia vita era incentrata sull’agonismo sportivo.”“.

Sostanzialmente molti lamentano di non aver pianificato il dopo e, questo è un errore che Hamilton non vuole assolutamente commettere.

Ok, quando mi fermerò, come potrò evitare di trovarmi nella stessa situazione?”. Così mi sono messo seriamente a cercare altre occupazioni da coltivare con passione“.

Come sappiamo fin da bambino Lewis ha pensato ad una sola cosa: allenarsi e correre per diventare il migliore. Mai avrebbe immaginato di arrivare dov’è oggi; con tutte le difficoltà ed i sacrifici del padre e della famiglia. Eppure, oggi, con sette mondiali vinti al pari di Schumacher e, otto mondiali costruttori e 103 vittorie, che lo collocano in una classifica a sé, può dirsi orgoglioso e grato.

Tuttavia, solo negli anni ha maturato e compreso l’esigenza di pensare anche ad altro; di concentrarsi su altro per potersi concentrare meglio in pista. Per molti può sembrare un paradosso, ma se guardiamo i risultati, possiamo dire che ha avuto ragione.

Avere la possibilità di focalizzarsi anche sulle sue passioni personali gli permettono di sentirsi libero, di essere felice.

Ad un certo punto era diventata anche una necessità perché iniziava a non riuscire a concentrarsi al massimo, ad essere infelice per il suo costante bisogno di stimoli.

Il mondo delle corse è un po’ come vivere in una palla di vetro con la neve. Al di fuori esistono tante altre cose che non c’è il tempo di esplorare. Se si va in ufficio tutti i giorni e si fa lo stesso lavoro ogni giorno, alla fine ci si spegne. Devi trovare qualcosa di diverso dal solito che possa aiutarti a mantenere viva la tua mente“.

Lewis Hamilton è così. È una persona curiosa, creativa. Lo si può notare dai suoi tatuaggi, dalle treccine, dai suoi look quando entra nel paddock. Non è un caso che appena entri lui, i fotografi lo attendano in massa. Non a caso è l’atleta più di spicco del suo sport, forse anche quello più rilevante in assoluto.

Tutte queste cose, però, hanno portato a critiche perché sono cose che vanno oltre al concetto di pilota. Ma è quello che fa Lewis, andare oltre; essere ed esprimere se stesso a 360°. Lo fa in pista mostrando il suo talento, la sua visione di gare e, al di fuori con il suo stile inconfondibile.

Man mano che esploravo la mia creatività e anche lo stile espressivo ho subito parecchie critiche da parte dei media“, ha ammesso Lewis.

Lewis Hamilton, in una intervista per GQ, parla delle sue passioni; del futuro e del "dopo". E su Abu Dhabi 2021...

Chiaramente non sono mancati i commenti negativi e le asserzioni del tipo “Non è così che deve comportarsi un pilota da corsa”. C’era chi poi credeva che si sarebbe solo distratto, che non avrebbe più potuto dare il massimo in pista con tutte queste sue distrazioni.

Ma Lewis Hamilton è così, mai una parola arrogante a questi commenti, mai risposte; se non quelle con i fatti, in pista, che sono gli unici che contano quando sventola la bandiera a scacchi.

In merito con Daniel Riley ricorda anche i pareri negativi di Niki Lauda, il quale non era d’accordo con Toto Wolff su tutte le libertà che lasciava al suo pilota. Tuttavia, la stessa leggenda austriaca si è dovuta ricredere e, di fatto dare ragione al duo Hamilton-Wolff.

Ho capito che non posso correre per sempre“. Da qui l’avvicinarsi ad altri mondi, “Perché così, appena smetterò, lascerò il microfonino delle comunicazioni via radio e sarò felice“.

Lewis e la musica

La musica è un qualcosa che anima la vita di tutti noi. Riuscite ad immaginare un mondo senza? Questo vale anche per Lewis Hamilton.

Negli anni il pilota Mercedes si è avvicinato a questo mondo sempre di più, tanto da iniziare a comporre brani al piano.

Ci tiene in particolare ai songwriting camp che organizza almeno un paio di volte all’anno durante le pause estive e invernali, quando riunisce una squadra di produttori e autori chiamati ad aiutarlo a mettere insieme i molti campioni musicali, i frammenti e i testi buttati giù durante la stagione per comporre i propri pezzi.

La musica mi tiene in vita“, precisa Lewis.

La mia mente è sempre in movimento“.

Faccio sogni estremamente vividi, devo svegliarmi e scriverli. Ho la visione di progetti in fase di sviluppo. A volte si tratta di musica. Magari c’è una canzone che mi suona nella mente. Mi alzo e vado al piano di sotto, la suono al pianoforte, la registro e diventa parte di quanto sto facendo“.

Lewis Hamilton, in una intervista per GQ, parla delle sue passioni; del futuro e del "dopo". E su Abu Dhabi 2021...

Una vita da film, ma non solo…

Altra grande passione è il cinema. Lewis, ogni volta che ne ha l’occasione, guarda film di qualunque genere.

Questo non solo per diletto, ma anche per via della sua nuova casa di produzione, la Dawn Apollo Films.

Non è un segreto che Lewis Hamilton stia collaborando per la creazione di un film sulla Formula 1.

Infatti sta realizzando una produzione hollywoodiana insieme a Brad Pitt e al team di Top Gun: Maverick; compresi il regista Joseph Kosinski ed il produttore Jerry Bruckheimer.

L’obiettivo non è solo quello di realizzare il miglior film sulle corse di sempre. Il punto centrale è riuscire a trasmettere l’autenticità di quel mondo, l’adrenalina nel modo più reale possibile.

Qui il ruolo di Lewis.

“Il mio punto di vista era: ragazzi, un film del genere dovrà essere davvero realistico. Ci sono due diversi gruppi di fan: quello dei più vecchi e originari che da quando sono nati sentono la musica rombante del Gran Premio ogni fine settimana e lo guardano insieme alle loro famiglie, e quelli della nuova generazione, appassionati solo da oggi dopo avere scoperto la F1 grazie a Netflix“. Questa la visione di Lewis.

Ho pensato che il mio lavoro potesse essere quello di cercare di frenare le possibili stronzate. “Così non è verosimile”, “Questo è il modo in cui avviene nella realtà”, “Ecco come potrebbe funzionare”. Ho solo dato loro dei consigli sulla verità delle corse e su cosa, dal punto di vista di un fan, sarebbe potuto piacere o meno”“.

Tutti ricorderemo le telecamere della produzione durante il Gran Premio di Gran Bretagna della scorsa stagione, che hanno ripreso in diretta le gare con un pubblico enorme.

Pochi forse sanno che lo stesso Lewis ha avuto l’occasione di avere una parte proprio in Mavericks e, da pilota niente meno. Infatti, complice l’amicizia con Tom Cruise, Hamilton era stato contatto dalla produzione nel 2018 per affidargli la parte. Purtroppo però in quel periodo il mondiale era nella sua fase viva con la lotta tra l’Inglese e Sebastian Vettel e, dunque non è riuscito a conciliare le due cose.

“Innanzitutto, non avevo mai preso una lezione di recitazione”. “E non intendevo essere il punto debole in un simile progetto. In secondo luogo, non avevo proprio il tempo da dedicargli. Mentre lo dicevo a Joe e Tom, mi si è spezzato il cuore. Poi me ne sono pentito, naturalmente, quando mi hanno mostrato il film e ho detto: “Avrei potuto esserci!”“.

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Icona di stile

Lewis e la moda da diversi anni vanno a braccetto. Spesso e volentieri partecipa alle sfilate e siede in prima fila alle viarie fashion week.

Questa passione nasce ancora prima del cinema.

Vengo dall’ambiente delle corse dove io e mio padre eravamo davvero le uniche persone di colore. Invece, nel mondo della moda c’era una tale mescolanza, una tale diversità. Mi è piaciuto molto entrarci“.

Non è un caso, come detto precedentemente, che utilizzi orecchini, gioielli, outfit particolari per distinguersi dalla massa; per essere unico.

La moda è il modo per Lewis Hamilton per esprimere se stesso, in tutte le sue sfumature.

Da un interesse si è sviluppato un progetto. Innanzitutto con Tommy Hilfiger, per il quale ha disegnato cinque collezioni; ma non solo. Grazie a lui Hilfiger è diventato uno degli sponsor maggiori di Mercedes.

Negli anni poi il suo sguardo è andato ben oltre. Oltre ad indossare capi di un certo tipo o a disegnare capsule, Lewis Hamilton vuole lasciare il segno a modo suo.

Come nel mondo delle corse ha avviato la sua battaglia ed il suo programma di inclusione, lol stesso vuole fare nella moda. Aiutare a dare voce a stilisti emergenti, permettere ai giovani talenti di entrare nel giro.

A mio avviso, si tratta di lavorare sull’idea di dare davvero una mano e rimettere in moto l’ascensore sociale. Ci sono così tanti marchi emergenti di incredibile valore che, prima o poi, verranno inglobati nelle grandi organizzazioni. I giovani talenti perderanno una grande percentuale dell’azienda da loro stessi avviata. Spesso è così che va. Non è facile ottenere un posto a tavola. Entrare nella stanza con Bernard Arnault e discutere“.

Onestamente, uno dei miei sogni è quello di creare una mia LVMH diversa. Non so se viviamo in un’epoca in cui un’impresa simile sia effettivamente possibile. Ma è qualcosa su cui sto ragionando“.

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Lewis Hamilton ed il suo mondo, la Formula 1 e, su Abu Dhabi 2021…

Il 2024 è iniziato in modo scoppiettante sia per Hamilton che per i fan di questo sport, grazie alla notizia del suo passaggio in Ferrari a partire dal 2025.

L’inizio 2024 è stato probabilmente il periodo più emozionante della mia vita. Non ho mai iniziato un anno pensando a quello successivo“.

Mi hanno sempre chiesto: “Dove ti vedi tra cinque anni?”. Ma io non ho mai avuto un orizzonte così esteso. Ora, però, sono nelle condizioni di tracciare una mappa per guardare un po’ più lontano. Vedo cose davvero interessanti nei prossimi due anni. Alcuni progetti molto divertenti con la moda che verranno alla luce alla fine dell’anno, ovviamente il film e, si spera, il conseguente documentario“.

Nel corso della lunga chiacchierata Daniel Riley affronta il fatidico argomento, ossia la famosa e discussa gara di Abu Dhabi 2021.

Sei stato derubato?“, chiede Riley.

Mi hanno derubato? È stato evidente. Voglio dire, la storia la conosci. Però c’è una cosa preziosa che da quel momento porto con me: la presenza di mio padre. Avevamo attraversato insieme le montagne russe della vita, con alti e bassi. E il giorno che mi ha fatto più male, lui era lì. Il modo in cui mi ha cresciuto è stato sempre quello di stare in piedi, a testa alta. Naturalmente sono andato a congratularmi con Max, senza rendermi conto delle ripercussioni negative derivanti da quanto accaduto, ma ero anche consapevole dell’esistenza di un mini-me che mi guardava. È stato il momento decisivo della mia vita. E credo che lo sia stato davvero. Lo sentivo. Non sapevo come l’avrei assorbito. Non l’avevo ancora realizzato. Di una cosa, però, ero certo: nei prossimi 50 metri che percorrerò cadrò a terra e morirò, oppure mi rialzerò“.

Poi Riley gli chiede se gli capita di pensarci ancora.

Se rivedo il filmato, continua a fare male. Ma sono in pace con me stesso“.

I miei fan sono rimasti davvero fedeli. All’inizio non riuscivo a capirlo: “Ragazzi, non sto vincendo più nulla!”. Così ho compreso che non è facile relazionarsi a qualcuno che arriva sempre primo. È ispirante, anche se mancava qualcosa…“.

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