Non è stata la qualifica che Ferrari si aspettava. La Rossa (in tutti i sensi) non si è accesa. Vediamo tutto con l’Analisi Telemetria.
Quella di Suzuka non è stata sicuramente la miglior qualifica di Ferrari quest’anno. Anzi, è stata quasi sicuramente la peggiore. La Rossa ha faticato tanto ad accendere la gomma soft ed è parsa essere molto in difficoltà sul giro secco. Ma (e c’è un ma), una cosa positiva alla fine c’è. Vediamo tutto in dettaglio nell’Analisi Telemetria!
Primo settore

La telemetria di Suzuka, innanzitutto, ci fornisce un quando che va al di là della performance sul singolo tracciato. Ci mostra come Ferrari e Red Bull abbiano lavorato benissimo per risolvere i problemi delle monoposto 2023, e soprattutto Ferrari ha svolto veramente un ottimo lavoro nel sistemare la vecchia SF-23. Perché? Andiamo con ordine.
Innanzitutto la Red Bull di Max Verstappen arriva alla prima curva con 2 Km/h di vantaggio sulla Ferrari di Carlos Sainz. Mentre Lando Norris, che paga ben 5 Km/h, recupera un pochino frenando veramente tardi in curva 1.
Dopodiché, c’è un grande assolo della RB20. La vettura austriaca, nelle mani di Super Max, è un mostro di trazione, e l’olandese è il pilota che nello snake del primo settore riesce a mantenere la velocità più alta, nonché il pilota che riesce ad andare prima sull’acceleratore. Sainz e la sua SF-24 non possono nulla contro questo pregio di Red Bull, che nel corso dell’inverno si è migliorata moltissimo sotto questo aspetto. Grande downforce da parte della McLaren di Norris, che a centro curva è il pilota ad avere la velocità più alta.

Per tutto lo snake, Red Bull può contare su grande trazione unita ad un sempre ottimo downforce. Una macchina quasi perfetta che infatti permette a Verstappen di guadagnare tanto in trazione senza perdere nulla in appoggio a velocità più alte. E oltre a performare meglio in trazione, la RB20 è la migliore anche in termini di velocità di punta.
Secondo settore
Spostandoci nel secondo settore, notiamo come Red Bull mantenga una velocità molto più alta degli altri in curva 8. Nemmeno Ferrari, che rimane un’ottima macchina nel veloce, può nulla. In curva 9, l’approccio di Max è radicalmente diverso da Sainz e Norris, ma ancora una volta è spaventosa la trazione che la RB20 riesce a dare all’olandese. Notiamo anche un approccio leggermente diverso nell’interpretazione della curva da parte di Verstappen.

Apriamo ora una parentesi. Se è vero che Red Bull è così forte in trazione, è altrettanto vero che Ferrari ha sofferto lato “accensione gomme”. A Maranello hanno prediletto un set-up che, nei long run, ha dimostrato di essere efficace a tal punto da far tremare Helmut Marko, ma tale messa a punto si è riveltata deleteria per il warm-up degli pneumatici. I piloti della Rossa, infatti, non sono mai riusciti a mettere le gomme soft in condizione di performare al meglio. Tant’è che Sainz ha pagato tanto in trazione e al tempo stesso non ha fatto meraviglie nel veloce, lì dove Ferrari quest’anno ha un ottimo pacchetto. Questo è sintomo di gomme “spente” e non in una finestra di funzionamento adeguata, dal momento che mai nel giro secco sono riuscite a dare il grip sufficiente, in nessun punto del tracciato.
Al tornantino Norris ha la velocità media più alta, ma è di nuovo Verstappen a fare meglio in trazione. Nella seconda parte del secondo settore, Ferrari sembra andare leggermente meglio. Forse figlia di una temperatura pneumatici un po’ più alta, giunti a questo punto del tracciato, la prestazione della SF-24 non è da buttare e ci dimostra come, nella finestra giusta, la macchina del Cavallino sia forse la migliore nel medio-veloce.

Questo fino a curva 14, dove la Rossa perde di nuovo in trazione nei confronti della Red Bull.
Terzo settore

Nel terzo, e cortissimo settore, Red Bull è sempre quella che mantiene la velocità di punta più alta. E nella chicane prima del rettilineo finale, è anche la vettura che (ovviamente, direte voi a questo punto), traziona meglio.
Considerazioni

Che considerazioni possiamo fare, dunque? Direi che ci sono tre punti in particolare che vanno menzionati come sintesi di ciò che si è visto in qualifica a Suzuka.
- Red Bull in trazione va fortissimo. La monoposto austriaca ha risolto forse il punto più debole della vecchia RB19, guadagnando tanto in questo senso. Gli aggiornamenti portati in Giappone possono aver contribuito, ma va dato atto che la vettura 2024 del team di Christian Horner ora fa paura in accelerazione.
- Ferrari non è riuscita ad accendere la mescola più morbida. Lo hanno detto i piloti e i vari analisti (ben più quotati di me). Il set-up forse troppo gentile sulle gomme ha fatto in modo che Sainz e Leclerc non riuscissero mai a fare un warm-up soddisfacente, così da permettere agli pneumatici di regalare il giusto grip.
- MA, e c’è un ma, Ferrari ha risolto i problemi dell’anno scorso. Ora riesce a limitare il degrado e ha colmato il gap nei tratti veloci e in appoggio, che quando la macchina è in giornata sono appannaggio della Rossa. Anche in una giornata storta come quella di Suzuka, non è in questi punti del circuito che si è persa la possibilità di fare meglio.
E qui torniamo a ciò che si è detto all’inizio. Red Bull e Ferrari hanno lavorato molto bene durante l’inverno per risolvere i punti deboli delle loro monoposto, e sembrano esserci riuscite meglio degli altri team. Entrambi avevano delle lacune che sono state colmate. Soprattutto per Ferrari, il miglioramento è lampante e dimostrazione che sì, ora il team funziona bene e probabilmente possiamo lasciarci alle spalle anni dubbi e perplessità sul lavoro della GES. C’è ancora del terreno da recuperare, ma forse la strada in salita inizia a spianare.
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