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F1 | GP Giappone – Analisi qualifiche: bene Red Bull, delude Ferrari

Analizziamo le qualifiche svoltesi a Suzuka esaminando le velocità di punta e i tempi in ogni settore focalizzandoci sui 5 top team.

Si sono svolte stamattina le qualifiche del GP del Giappone, nelle quali è stato Verstappen a spuntarla sui rivali. L’olandese ha conquistato la 5° pole consecutiva e ha battuto il compagno di squadra Perez di pochi centesimi di secondo. Il primo inseguitore è stato Norris, a quasi 3 decimi dalla vetta. Sainz ha chiuso 4°, a 2 decimi dal britannico della McLaren, e ha preceduto Alonso, Piastri, Hamilton, Leclerc e Russell. Tsunoda, il pilota di casa, ha messo a segno il 10° tempo.

La delusione della sessione è stata sicuramente la Ferrari, che era apparsa molto competitiva nella simulazione passo gara (benché sia ignoto il carico di carburante). In casa Red Bull si potranno dunque dormire sogni più tranquilli stanotte, sapendo che le due Rosse partiranno più lontane del previsto. La McLaren è stata la seconda forza in qualifica, mentre la Aston Martin, che quest’anno sembra più a suo agio sul giro secco che nei long run, è stata quarta forza e vicinissima al Cavallino.

La Mercedes è stata ancora quinta forza, un’etichetta che non dovrebbe certamente essere motivo di grande entusiasmo per un team plurititolato quale è. Eppure nel box della squadra di Brackley si respira aria di cauto ottimismo, a dimostrazione del fatto che ora come ora i tecnici della Stella si stanno concentrando più sulla comprensione della vettura e dei suoi problemi che sulle prestazioni in sé per sé (un po’ come aveva fatto la Ferrari la scorsa stagione).

A questo punto può essere interessante prendere in esame alcuni dati e grafici per capire meglio i punti di forza e di debolezza delle monoposto. Analizzando le top speed, si nota subito che le monoposto più veloci nei rettilinei di Suzuka sono state le Haas e le Williams, con Red Bull e Aston Martin non molto distanti, mentre, in generale, non hanno brillato negli allunghi le Mercedes.

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Guardando invece ai tempi registrati nei 3 settori, emerge la supremazia Red Bull, che è stata la più rapida in tutti e 3 gli intertempi. Il 1° settore è composto esclusivamente dal rettifilo principale, in cui è situata l’unica zona DRS del tracciato, e da curve veloci, come quelle dell’iconico “snake”. In questa sezione sono state molto competitive, oltre alle due solite RB20, le McLaren. Nonostante le ridotte velocità di punta, le due MCL38, grazie agli elevati livelli di carico aerodinamico, sono state velocissime nei curvoni.

Cambiando team, il distacco accusato dalla Ferrari nel T1 deriva dalle difficoltà nel mettere le gomme nella finestra di utilizzo ottimale, problema già visto a Jeddah. La SF-24 fatica infatti ad accendere i pneumatici e si ritrova perciò all’inizio del giro con le gomme ancora fredde, che entrano nella giusta temperatura dopo alcune curve. La Rossa, che è comunque sembrata ben bilanciata, non riesce dunque a sfruttare il picco di prestazione offerto dal compound morbido, principalmente perché manca del grip meccanico.

Nel 2° settore sono proprio le vetture di Sainz e Leclerc le prime inseguitrici della Red Bull. Questa porzione di circuito è senza dubbio la più mista delle tre, essendo formata da due allunghi, da un tornantino e dal cosiddetto “spoon”, una doppia curva a sinistra a velocità di percorrenza medio-alta.

Infine, si arriva nel T3, in cui ci sono solo due rettilinei e una chicane lenta: qui sono fondamentali l’agilità nella rotazione a centro curva, una buona velocità di punta e un’ottima trazione in uscita. Norris conferma la competitività della McLaren sul suolo nipponico. Hamilton risulta il più veloce nel microsettore del “Casio Triangle”, a testimonianza della bontà della Mercedes nelle curve più lente. Il 3° intermedio, in particolare la chicane finale, è anche quello in cui la Ferrari fatica maggiormente, indicando che la SF-24 è perfezionabile nel lento.

Tirando le somme, la Red Bull, che è indubbiamente la favorita per la vittoria, registra un 1-2 grazie a una RB20 che ha un’elevatissima efficienza aerodinamica e veloce in ogni condizione. La Ferrari, delusione di giornata, fatica nel lento e nel mettere rapidamente le gomme in temperatura e non eccelle nelle velocità massime. Comunque, per la Rossa il GP inizierà in salita nonostante l’ottimo ritmo mostrato nelle prove libere a causa delle posizioni in griglia “arretrate” rispetto a quanto sperava e l’obiettivo sarà dunque il podio. La McLaren sarà però una spina nel fianco per la Scuderia, con cui presumibilmente lotterà per il 3° posto. La Aston Martin e la Mercedes, verosimilmente, si daranno ancora battaglia in pista.

Nel midfield la Racing Bulls sembra la squadra più in palla e con più possibilità di ottenere punti. Tuttavia, la Sauber e, soprattutto, la Haas potrebbero insidiare il team di Faenza. La Williams e la Alpine dovrebbero invece essere i fanalini di coda. A ogni modo, cosa ci riserverà la gara di domani? E pioverà? Il GP del Giappone scatterà alle 7 di domattina.

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