Ad inizio stagione era dato come uno dei favoriti per il titolo, ma dopo sole tre gare Tänak è lontano dalla leadership. Che succede?
Dopo un travagliato 2023 in M-Sport, Ott Tänak ha optato per il ritorno in Hyundai, ben conscio che non è più un giovincello e che per ambire all’agognato secondo titolo non può più aspettare che il progetto diventi vincente. Deve esserlo già, e per questo i coreani sono sembrati la scelta più logica per tornare ad ambire al mondiale.
L’uscita di scena (parziale) di Kalle Rovanperä è una ghiotta occasione per giocarsela fino alla fine, ma per ora Tänak non ha portato a casa i risultati che competono ad un pilota del suo livello. E il gap con gli altri due contendenti, Thierry Neuville e Elfyn Evans, è già abbastanza ampio. Vediamo in dettaglio questo difficile inizio 2024 dell’estone.
Maledetto venerdì
Come già detto, il pacchetto per competere al top c’è. La i20 N Rally1 è da mondiale, e le prestazioni del leader del campionato Neuville lo stanno dimostrando. Tänak però non è ancora riuscito a trovare il giusto feeling con la vettura coreana, come lui stesso ha ammesso. Ma al di là di un feeling con la i20 non ancora al 100%, uno dei grossi problemi di Ott in questo inizio di 2024 sta nei venerdì. Sì, perché è nella prima giornata di gara che Tänak ha avuto i problemi più grossi.
Partiamo dal Rally di Monte-Carlo. Ott si presenta al venerdì mattina con una buona 4a posizione in classifica generale dopo il giovedì, a poco più di 22 secondi dal leader Evans. Già nella SS3 Bayons / Bréziers, la prima del venerdì, il rally prende una brutta piega. Tänak approccia una curva a destra arrivando forse un po’ troppo veloce per le condizioni dell’asfalto, che presenta delle patch di ghiaccio abbastanza visibili e insidiose. La sua i20 N Rally1 va in testacoda proprio a causa del ghiaccio e finisce in un fosso.
È solo grazie alla pronta reazione dei fan assiepati a bordo strada, che danno una mano al pilota, che Tänak riprende la prova. Il tempo perso non è tanto, ma abbastanza da allontanarlo dalla lotta per il podio. A fine gara è 4°, non un brutto risultato, macchiato però da un errore abbastanza grossolano non da Tänak.
Al Rally di Svezia, che lo ha visto vincitore l’anno precedente sulla Puma Rally1, la musica non cambia. Ott è uno dei favoriti per la vittoria finale, ma ancora una volta il venerdì gli è fatale. Sulla SS4 Floda 1, l’estone sbaglia ancora una volta i calcoli e su una veloce piega a destra, il posteriore della sua i20, entrata in curva troppo veloce, scivola e la vettura impatta sugli snowbank anche con l’anteriore andando a danneggiare il radiatore. Il pilota e il navigatore sono costretti a fermarsi a bordo strada e a ritirarsi per la giornata.
Un altro errore che costa molto caro. Tänak termina il rally in 41esima posizione generale, e solo il nuovo sistema di punteggio e la Power Stage lo salvano da uno zero completo.
Come lui stesso ha ammesso, i problemi avuti nei primi due rally dell’anno sono stati suoi errori. “A Monte-Carlo e in Svezia ho chiaramente sbagliato io. Sono errori che non dovrebbero capitare e che non mi sono mai capitati prima” ha detto l’estone.
Ma anche in Kenya il venerdì non è andato tanto meglio. Al Km 3,2 della speciale SS6 Geothermal 2, Tänak impatta pesantemente contro una grossa pietra posta al centro della carreggiata. L’impatto “rompe” l’anteriore destra e il braccetto dello sterzo, facendo finire la sua i20 contro un muro naturale a bordo strada. Ancora una volta, rally rovinato già al venerdì, senza possibilità di lottare per qualcosa di importante.
Questa volta l’estone si difende, dichiarando che non avrebbe potuto fare nulla per evitare la pietra. È vero, come è vero che ad impattare contro di essa è stato lui e non altri piloti, che sono comunque passati indenni sullo stesso tratto. A fine gara è 8°, ma una grande domenica dove vince il Super Sunday salva in parte il weekend.
Il confronto con il 2023
Come dicevamo prima, Tänak ha deciso di tornare in Hyundai per riscattare un 2023 sicuramente non all’altezza delle aspettative, e per tornare a lottare per il titolo mondiale. Il confronto con il 2023, però, al momento non regge.
Dopo 3 round, anche nel 2023 Tänak risultava 4° in classifica mondiale, avendo però raccolto un 5° posto a Monte-Carlo, una vittoria in Svezia e un 9° posto in Messico, per un totale di 47 punti. Il distacco dall’allora leader della classifica era di soli 9 punti.
Quest’anno Ott è sempre 4° in classifica, ma il tabellino indica un 4° posto a Monte-Carlo, un 41° posto in Svezia e un 8° posto in Kenya, per un totale di 33 punti in classifica. Sono ben 14 punti in meno dell’anno scorso. Ancora peggio è il distacco dal primo in classifica, quest’anno di ben 34 punti rispetto ai 9 dell’anno precedente.
| 2023 | 2024 | |
| 1° Round – 🇲🇨 | 5° (2° Power Stage) | 4° (5° Power Stage) |
| 2° Round – 🇸🇪 | 1° 🥇 (4° Power Stage) | 41° (4° Power Stage) |
| 3° Round – 🇲🇽 / 🇰🇪 | 9° (2° Power Stage) | 8° (2° Power Stage) |
| Tot Punti | 47 | 33 |
| Distacco dal 1° in classifica | -9 | -34 |
Certo, c’è anche da dire che il confronto non può essere chiaramente indicativo al 100%, vista l’introduzione del nuovo sistema di punteggio. Ma se prendessimo in considerazione il sistema utilizzato fino a fine 2023, il confronto sarebbe ancora più impietoso. Tänak, con il vecchio sistema, avrebbe ora solo 23 punti, ben 24 in meno del 2023. E il distacco dal primo in classifica sarebbe di ben 37 punti.
Urge cambio di rotta

Com’è facilmente intuibile, per Tänak urge un vero e proprio cambio di rotta. La leadership del mondiale, dopo soli 3 eventi, è molto lontana e Ott sta seriamente rischiando di essere tagliato fuori dalla lotta al titolo già prima di metà stagione. Certo, i 34 punti di distacco sono ancora pienamente recuperabili, visto che mancano ancora 10 round alla fine. Però non sono pochissimi, e per recuperare ci vorrebbe un weekend storto sia per Neuville che per Evans, cosa che ad oggi è difficile possa realizzarsi.
Già dalla Croazia, quindi, serve fare meglio di tutti, così da cominciare a rosicare pian piano qualcosina ai due davanti e tenere accese le speranze per il titolo. Anche perché tutti questi errori non sono da Tänak, un pilota che negli anni ha dimostrato di poter essere costante e soprattutto velocissimo, scevro dagli errori grossolani che gli abbiamo visto fare in questo inizio di 2024. Sarà difficile? Sì, ma è una missione alla portata di uno come Ott.
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