James Allison, storico ingegnere Mercedes, si è rivelato felicemente sorpreso dagli ottimi riscontri ottenuti al GP della Cina.
Alla vigilia del weekend cinese, in pochi avrebbero immaginato che Lewis Hamilton avrebbe potuto competere per la sprint pole e un podio nella sprint race. Hamilton, come Mercedes in generale, in realtà ha stupito tutti. Il britannico infatti, sulla sua W15 è riuscito a conquistare un’ottima P2 nella sprint race. Uno dei tanti scettici era James Allison.
L’ingegnere britannico, che è stato incisivo sui successi di Mercedes tanto quanto Adrian Newey lo è oggi per quelli di Red Bull, si è rivelato felicemente sorpreso dai risultati ottenuti in Cina. “Se devo essere onesto, non mi sarei aspettato che potessimo mantenere la seconda posizione perché non credo che la macchina sia ancora abbastanza forte. Sull’asciutto credevo che saremmo stati sorpassati sia da entrambe le Red Bull che da altri.” ha raccontato Allison.
In realtà però le cose sono andate molto a favore di Mercedes al sabato. Tra curva 1 e 2 Norris, che partiva dalla pole, commette un errore, essendo forzato da Hamilton verso l’esterno. Il giovane britannico va largo e non trova grip, Lewis si inserisce e guadagna la prima posizione. Alonso in seconda posizione fa da tappo e Hamilton può scappare il giusto, quanto basterà per essere sorpassato solo da Verstappen prima della bandiera a scacchi.

Parlando proprio del sabato, Allison ha continuato: “Ci è voluto un po’ prima che le altre macchine arrivassero e questo ci ha dato un po’ di aria per respirare. Non voglio sminuire la prestazione di sabato perché Lewis ha fatto una gara attenta e ha estratto il massimo dalla macchina. Tuttavia credo che le condizioni in gara ci abbiano un po’ aiutati, perché Fernando ha fatto da tappo tra noi ed i più veloci.”
Nonostante le buone prestazioni nelle due sessioni sprint, alla fine Hamilton è uscito nel Q1, qualificandosi diciottesimo. Segnale che c’è ancora molto da lavorare in Mercedes.
Ambizioso, perfezionista ed in cerca di miglioramento.

