Il Gran Premio F1 di Miami ha visto la McLaren trionfare davanti a Leclerc e Verstappen grazie ad un passo gara strabiliante. Delude Mercedes.
È stato un weekend pieno di sorprese, a partire dall’incredibile Sprint Race di Ricciardo che lo ha portato in quarta posizione, una Sprint Qualifying incerta che ha tenuto tutti sulle spine fino alla fine per culminare poi con la prima vittoria in carriera di Lando Norris. Il Gran Premio F1 di Miami ha visto i passi gara delle forze in campo mescolarsi completamente rispetto all’appuntamento precedente in Cina, complici i grossi pacchetti di aggiornamenti portati da molti team, McLaren in particolare.
Norris, Verstappen e Leclerc in un’altra categoria
Per quanto i danni al fondo abbiano influenzato la gara di Verstappen, trovandosi a dover domare una RB20 molto sottosterzante, i tre davanti hanno girato su una media tempi spaventosa rispetto al resto della griglia.
Lando Norris ha tenuto una media sul giro che si attesta attorno al 31.9 tendente al 32.0, con un secondo stint sulle hard montate in occasione della Safety Car costantemente migliore rispetto ai rivali, volando verso la vittoria.
Segue Charles Leclerc con una media di 32.0 e Max Verstappen con il suo 32.3, soffrendo particolarmente durante il secondo stint e perdendo continuamente terreno da Norris.

L’enorme pacchetto di aggiornamenti portato in pista da McLaren, montato per metà sulla vettura di Piastri, ha riavvicinato pericolosamente la scuderia di Woking a Ferrari e Red Bull, con la squadra di Maranello però che porterà i suoi upgrade ad Imola per tentare il sorpasso sui Campioni del Mondo.
Il degrado a Miami non sembra essere stato un fattore determinante per gli esiti della gara visto il basso grado di abrasività dell’asfalto. Diverso è il discorso se andiamo a parlare di tempismo per i pit-stop: la sosta anticipata di Leclerc al giro 20 lo ha costretto a subire i tempi più bassi di Verstappen e Norris che giravano ancora su una gomma media molto valida, perdendo tempo importantissimo per poter puntare al successo.
Sul secondo stint il re indiscusso non può che essere proprio Norris, che ha tenuto il passo tra il 31.0 e il 31.4 con una costanza impressionante. Seguono più staccati Verstappen e Leclerc che non riescono ad avvicinarsi al britannico a causa del tempo sul giro più lento mediamente di circa 3-4 decimi.
Lo confermano i continui 31.1 di Norris contro i 31.5 messi a segno dall’olandese che ha chiuso la gara a ben 7.6 secondi dalla prima posizione. Leclerc inoltre soffre in alcuni giri tra la cinquantesima e la cinquantaduesima tornata, segnando dei picchi negativi vicini al 32.0 che lo allontanano irrimediabilmente dalla testa della gara.

Il resto dei top team: Perez, Sainz e Piastri
I rispettivi scudieri dei tre piloti arrivati sul podio hanno avuto gare abbastanza ravvicinate se andiamo ad analizzare le medie di gara: 31.5 per Perez e Sainz e 31.6 per Oscar Piastri.
Se guardiamo all’intera gara invece, le cose cambiano radicalmente. Il primo stint su gomma hard per tutti ha visto molto equilibrio in pista, con Piastri e Sainz continuamente su tempi molto simili e Perez a seguire staccato di pochissimo (si resta nell’ordine degli 1-2 decimi).
Perez pitta prima di tutti per mettere gomma hard e braccare i piloti di McLaren e Ferrari che viaggiano tra il 32.5 e il 33.0, ma la fase su gomma dura dura pochissimo per il messicano, chiamato ai box durante la SC per montare gomma media nuova.
Mentre Piastri e Sainz smarcano la loro sosta per montare le hard sotto il regime di Safety, Perez cerca di stare vicino ai due rivali, riuscendo in un compito ben svolto, tenendo sotto tiro i tempi di Carlos Sainz a parte per piccoli picchi positivi verso il 31.0 dello spagnolo.
Oscar Piastri si trova invece a dover ricostruire la gara dopo l’incidente a Curva 17 con Sainz, sostando per montare una gomma gialla nuova, rendendo i dati non più indicativi per un passo di gara paragonabile agli altri.

Mercedes e Aston Martin: due opposti pur soffrendo
Sia Mercedes che Aston Martin hanno avuto un Gran Premio all’insegna della gestione e della difesa, aspetto già messo in risalto dalla Sprint Race, con Hamilton che ha faticato moltissimo a sorpassare Magnussen (autore anche di manovre scorrettissime per difendere la posizione).
Nonostante tutto, per Mercedes il Gran Premio di Miami resta il migliore del 2024 a detta di Hamilton vedendo il suo passo gara. Infatti tra Russell, Stroll e Alonso, Lewis è il pilota che spicca su tutti grazie ad una media sul giro di 1’32″8 alto, due decimi più veloce del compagno di squadra e 6 decimi meglio delle ‘verdone’ di Silverstone.
Aston Martin invece si trova in una situazione sfavorevole anche a causa del traffico trovato in partenza da Alonso, partito in quindicesima posizione dopo una brutta qualifica da parte sua. I due piloti della squadra di Silverstone hanno corso attorno al 32.3 tendente al 32.4, sintomo di un grande problema di drag in una pista che richiede alte velocità di punta nel secondo e terzo settore.
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