Dopo il passo falso di Shanghai, una Ferrari ancora senza importanti aggiornamenti termina al terzo e quinto posto il GP di Miami, in attesa di Imola e delle fatidiche novità in arrivo da Maranello.

Ferrari: tra strategie, Newey e aggiornamenti

Dopo il passo falso di Shanghai, una Ferrari ancora senza importanti aggiornamenti termina al terzo e quinto posto il GP di Miami, in attesa di Imola e delle fatidiche novità in arrivo da Maranello. 

Dopo la prova di forza di due settimane fa, a Miami la Red Bull di Max Verstappen torna ad esser vulnerabile (secondo Horner per un danno al fondo della vettura numero 1), ma stavolta non è la Ferrari ad approfittarne, ma la McLaren di Lando Norris. Occasione persa da Ferrari quindi?

Forse sì. Forse no. No perché la crescita mostrata nelle ultime due gare da McLaren è stata chiara, gli aggiornamenti portati dal team di Andrea Stella evidentemente hanno dato i frutti sperati, rendendo la vettura papaia, a seconda delle condizioni, anche più performante della SF-24. Ed i meriti per questa vittoria ci sono tutti, comprese le scelte strategiche di domenica.

Dopo il passo falso di Shanghai, una Ferrari ancora senza importanti aggiornamenti termina al terzo e quinto posto il GP di Miami, in attesa di Imola e delle fatidiche novità in arrivo da Maranello.

Forse sì, perché Red Bull non ha mai mostrato una superiorità schiacciante nell’arco del weekend di gara, sia nella sprint che nella gara di domenica Super Max non ha mai fatto il vuoto dietro di sé.

Al netto del passo mostrato da Norris nel secondo stint, la tempistica del pit stop di Leclerc non è di facile comprensione, in quanto avvenuto forse troppo presto in condizioni di basso degrado, dando la possibilità a qualsiasi safety possibile di far pendere lago della bilancia verso la scelta di un cambio gomme in linea a quello degli avversari (Verstappen ha sostato ai box 4 giri dopo, Piastri e Sainz 8, mentre Norris ha effettuato il cambio gomme sfruttando la safety car al giro numero 30).

In un circuito come quello di Miami, dove vetture con velocità simili faticano nei sorpassi, può capitare che la fortuna riesca ad avere un peso maggiore rispetto al solito, e Norris e la sua McLaren sono stati bravi a saperla cogliere, per aver poi la possibilità di mostrare un passo migliore persino di quello di Verstappen.

A Miami tra personaggi, atleti, attori ed un ex presidente si è parlato molto del futuro di Adrian Newey, le parole dette sul suo futuro sono infinite, l’unica certezza è che l’ingegnere che nel 2022 ha presentato l’unica vettura che non soffriva di porpoising, non lavorerà agli sviluppi finali della RB20 e alle prossime RB. Ditemi se è poco. Tutto questo con il sorriso di Sir Lewis Hamilton verso un la possibilità di lavorare con Newey a fare da sfondo.

Tra due settimane Imola, dove Ferrari porterà i primi importanti aggiornamenti per poter tornare seconda forza e perché no, puntare a qualcosa di più. Le aspettative sono alte, come sempre quando si parla di Ferrari, ma la buona base su cui lavorare c’è, il tempo per una tranquilla gestazione c’è stato, ed ora manca solo il verdetto della pista.

Menzione finale per la penalità che ha tramutato il quarto posto di Sainz in quinto, che sembra esser più una punizione all’intenzionalità di volersi far giustizia da sé da parte del pilota spagnolo piuttosto che la giusta conseguenza di una scorrettezza.

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