Norris McLaren Miami Grand Prix

Norris, la fedeltà alla McLaren sta cominciando a ripagare

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Lando è sul primo gradino del podio. Mentre ascolta God Save the King, ripensa alla strada che lo ha portato alla prima vittoria.

Ripensa al debutto in Australia, al primo podio in Austria.

Ripensa alla vittoria persa a Sochi, che tanto lo ha fatto soffrire.

Ripensa al compagno Ricciardo che vince a Monza e al rookie Piastri primo nella sprint in Qatar, mentre lui era ancora a zero.

Ripensa al complicato inizio del 2023, quando persino arrivare a punti era complicato.

Ripensa alle pole position perse. E arriva ad oggi. E si gode la vista, più in alto di chiunque altro.

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Il debutto, i primi podi e Sochi

Dal 2019 ad oggi, Lando Norris ha trascorso la sua intera carriera in Formula 1 con la McLaren. Arrivato a 19 anni nel team Papaya dopo gli anni da incubo con la motorizzazione Honda, insieme a Carlos Sainz è subito riuscito a riportare la squadra al quarto posto nei costruttori, dietro solamente ai “big 3”: Mercedes, Ferrari e Red Bull.

Il 2020 è iniziato subito con il suo primo podio in Austria e nel 2021 i podi sono diventati addirittura quattro. Con la lotta tra Hamilton e Verstappen, era quasi impossibile vedere un pilota diverso da loro due vincere un Gran Premio. Norris ce l’aveva quasi fatta in Russia. Dopo aver conquistato la pole position, il numero 4 era riuscito a tenere il comando per buona parte della gara. Una volta arrivata la pioggia, però, la sua decisione di non ascoltare il team e rimanere fuori con gomme slick non ha pagato, chiudendo addirittura settimo.

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I rifiuti alla Red Bull

Da quel momento fino a domenica scorsa, la gara di Sochi è stata spesso usata per criticare Norris, a dimostrazione del fatto che quando la pressione aumenta, lui non regge. Zak Brown e i vari team principal McLaren (prima Andreas Seidl, poi Andrea Stella) hanno invece sempre difeso Norris. Stella, a inizio 2024, lo ha paragonato ad altri piloti con cui ha lavorato, del calibro di Michael Schumacher, Kimi Raikkonen e Fernando Alonso.

Lando è al loro livello, ha tutto per diventare campione del mondo: il talento, il mindset, la dedizione” ha spiegato. Nonostante questo, Norris stesso è sempre stato il primo dei suoi critici, arrabbiandosi per alcune pole perse negli ultimi 12 mesi. Ma la squadra che ha attorno ha sempre voluto continuare assieme a lui, come dimostrano le generose offerte contrattuali proposte a Norris per difendersi dall’interesse della Red Bull.

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La fiducia ripaga

Il 24enne di Bristol, che a gennaio ha firmato un rinnovo con McLaren che va oltre al 2026, è sempre rimasto fedele alla squadra che lo ha lanciato e che ha creduto in lui prima di chiunque altro. Tuttavia, non è stato sempre facile. Un anno fa, di questi tempi, la McLaren era una delle ultime forze in griglia e non solo i podi, ma anche i punti non arrivavano con facilità.

Norris, però, ha creduto nel progetto capitanato da Andrea Stella e già nella seconda parte della passata stagione si sono visti i primi frutti, con il numero 4 che ha conquistato ben 7 podi e ha chiuso a un punto dal quarto posto nel mondiale piloti. Il 2024 è poi iniziato come è finito il 2023 e con gli aggiornamenti di Miami, la McLaren ha potuto dare a Norris una macchina con cui lottare per la vittoria per la prima volta.

Grazie anche all’ottima strategia, Norris ha colto subito l’occasione e si è finalmente liberato del soprannome “No wins” che lo accompagnava negli ultimi anni. Lando è rimasto con McLaren quando i punti erano un miraggio. Ora ha vinto il suo primo Gran Premio di Formula 1.

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