Tracciato di Imola (foto di Brembo)

Brembo Preview F1 – GP di Imola: si torna nella Motor Valley!

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Si torna ad Imola dopo l’assenza del 2023 per mettere alla prova i piloti anche in frenata, come testimoniato dai dati di Brembo!

Ha pesato come un macigno l’assenza dell’appuntamento emiliano nel calendario dell’anno scorso a causa dell’alluvione che ha colpito la regione, ma finalmente Imola torna a sentire il rombo dei motori delle F1! Brembo ha pubblicato i dati per il Gran Premio sui punti di frenata del tracciato del Santerno, andiamo a scoprirli assieme.

Caratteristiche della pista

Lungo 4909 metri e snodato in 19 curve, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, nominato in memoria del fondatore di Ferrari e di suo figlio, ha fatto la storia del motorsport in Italia.

Teatro di mille battaglie spettacolari e di ricordi dolorosi per il mondo delle corse a quattro ruote, il tracciato di Imola rappresenta un’icona dell’Italia. Attorno alla città poggia le proprie basi la Motor Valley, il territorio tra Maranello, Faenza, Bologna e Sant’Agata dove i più grandi costruttori motoristici italiani hanno avuto origine e continuano tutt’oggi a tenere alto l’orgoglio della nazione.

L'identikit del circuito di Imola per i punti di frenata - Foto: Brembo.com
L’identikit del circuito di Imola per i punti di frenata – Foto: Brembo.com

I tecnici di Brembo hanno valutato il tracciato del Santerno con un 3 su una scala da 1 a 5 per la difficoltà delle frenate, con le staccate di curva 2, 14 e 17 classificate con il maggior grado possibile.

È proprio la Rivazza 1 a rappresentare la sfida più grande per i piloti che dovranno sopportare 4,6G di decelerazione massima in 2,17 secondi per rallentare la vettura dai 296 Km/h a 114 Km/h, mentre il carico sul pedale del freno arriva fino a 169 Kg per sviluppare 2364 kW di potenza dall’impianto.

Menzioni onorevoli per Curva 2 e Curva 14, che restano oltre i 160 Kg di carico richiesto sul pedale del freno, toccando punte di 4,6G di forza massima. Leggermente inferiori invece le potenze sviluppate, circa 100 kW in meno della Rivazza 1.

Imola come un piccolo Nurburgring

L’uomo visionario che era Enzo Ferrari vide il nascente autodromo come un Nurburgring in miniatura viste le difficoltà naturali, rendendo la pista altamente selettiva e aggressiva con i piloti alle prime armi.

Il 19 Ottobre 1952, Giuseppe Farina, Alberto Ascari e Luigi Villoresi sulle Ferrari, Bertocchi su una Maserati, Masetti su Gilera e Enrico Lorenzetti su Guzzi testarono per la prima volta il nuovo tracciato del Santerno. Nomi non proprio sconosciuti all’epoca.

La F1 corse ad Imola per la prima volta nel 1963 come gara extra, poi nel 1979 di nuovo come fuori calendario per approdare stabilmente nei piani del Circus dall’anno seguente. In entrambe le occasioni, Ferrari corse con vetture dotate di impianti targati Brembo, collaborazione nata tra le due compagnie già dal 1975.

Solo due italiani trionfarono in casa

Sono solamente due i piloti italiani ad aver vinto un Gran Premio ad Imola: Elio de Angelis nel 1985 e Riccardo Patrese nel 1990.

Il primo trionfo casalingo ad Imola è opera anche di Brembo, partner di Lotus proprio quell’anno che assieme al fornitore italiano riuscì a conquistare due delle prime tre gare stagionali. L’altra vittoria del team inglese arriva in Portogallo con un giovane ma promettente Ayrton Senna, commemorato a inizio mese per il trentennale dalla sua morte sul tracciato dell’Enzo e Dino Ferrari.

De Angelis

Senna fu inoltre uno dei primi piloti a dare importanza alle evoluzioni tecnologiche di un impianto frenante, testando soluzioni innovative come le pinze a 4 pastiglie oppure quelle a 8 pistoni, passando per le strutture in alluminio per dare robustezza all’impianto.

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