Dall’essere l’eroe della Ferrari al Gran Premio d’Arabia agli errori continui e preoccupanti in F2, Oliver Bearman sta attraversando uno tra i suoi periodi più difficili di sempre da quando ha sostituito Sainz a Jeddah.
È la mattina di Venerdì 8 Marzo 2024 e a Jeddah è tutto pronto per le qualifiche del Gran Premio. In casa Ferrari c’è preoccupazione per le condizioni di salute di Carlos Sainz, tenendo Oliver Bearman pronto nello sfortunato caso in cui il pilota spagnolo sia costretto a dare forfait.
Nel mezzogiorno da Maranello arriva la conferma: Carlos Sainz dovrà essere operato d’urgenza per un’appendicite, saltando così la gara in Arabia.
Per Bearman questa è l’occasione della vita per mettersi in mostra tra i grandi pur avendo alle spalle pochissimi test disputati e solo una prova libera per prendere confidenza con l’ostico tracciato cittadino. L’inglese però non si fa intimorire, chiudendo le qualifiche all’undicesimo posto per un errore all’ultima curva che lo lascia fuori dal Q3 per pochissimo dal tempo di Hamilton.
Arriva il Sabato con la gara per cercare di avanzare nel gruppo e per non far sfigurare la Ferrari SF-24 nella mischia. La bandiera a scacchi è pronta, Bearman taglia il traguardo in settima posizione dopo una prestazione sontuosa per un rookie alla sua prima gara di sempre in F1, con un top team e con solo un turno di prove a disposizione.
Già dal post-gara si vocifera un assalto delle affiliate Ferrari al giovane talento inglese della Academy, con la Haas in pole davanti a tutti per assicurarsi l’astro nascente. Tutti nel paddock si congratulano con lui, da Damon Hill a Helmut Marko, passando persino per Hamilton che lo ha aiutato ad uscire dalla vettura a causa della stanchezza fisica accusata.

Qualcosa si è bloccato in Ollie…
Dopo la gara in Medio Oriente però è successo qualcosa, Bearman sembra essersi bloccato una volta sceso dalla SF-24 a Jeddah.
A Melbourne non solo è stato battuto a più riprese da Antonelli, sia in qualifica che in gara, ma dopo il tamponamento subito da Pepe Martì nella Feature Race, l’inglese di Prema sbaglia clamorosamente in Curva 1 andando in testacoda.
Di positivo c’è da dire che in Australia ha condotto un’ottima gara sprint tra il caos degli incidenti in pista, rimontando dalla 16esima posizione all’ottavo posto, l’ultimo per i punti.
Dopo il weekend a Melbourne la lunga pausa prima di Imola potrebbe avvantaggiare Oliver Bearman, ricaricando le pile per poter tornare di nuovo a lottare per le zone alte della classifica come tutti si aspettavano.
Invece è un nuovo weekend da dimenticare per l’eroe di Jeddah, con l’errore nelle Prove Libere che lo porta a sbattere l’auto in curva 4 causando la bandiera rossa. Non è tutto buio per Ollie che riesce quantomeno a limitare i danni in qualifica prendendosi la seconda posizione dietro a Bortoleto.

La Sprint Race non regala particolari emozioni per l’inglese di Prema che ha chiuso in quinta posizione partendo dalla nona piazza. Il grande rammarico arriva però nella Feature Race: alla sosta ai box per cambiare gli pneumatici, Bearman spegne improvvisamente la vettura perdendo qualsiasi occasione per lottare quanto meno per la zona punti, relegandosi al penultimo posto davanti solo a Barnard.
La situazione sta forse un po’ sfuggendo di mano
Le prestazioni di Prema non sono nemmeno paragonabili a quello che hanno messo in mostra fino alla scorsa stagione questo è vero, ma la tenuta mentale e prestazionale di Bearman sembra aver accusato un colpo durissimo fin dalla fine del Gran Premio d’Arabia Saudita corso con la Ferrari.
Se ad Antonelli si può attribuire la scusante di essere un rookie arrivato dalla FRECA saltando completamente la Formula 3, pur avendo un talento incredibile, dal lato di Ollie ci si aspettava di più, forse una lotta molto più intensa con il suo compagno di squadra vista anche la maggior esperienza nella categoria.
Bearman deve ritrovare lo smalto e la lucidità tenuta fino a Jeddah per poter tornare a competere ad alti livelli e chissà, forse vederlo in F1 magari pure con una motorizzata Ferrari per poi scalare le gerarchie. Al momento però il focus deve andare solo sulla sua categoria, senza farsi influenzare dalle critiche esterne per liberare la mente e correre di nuovo per i posti che gli appartengono.

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