Dopo i primi sette round della stagione 2024 del WRC è arrivato il momento di dare un giudizio, seppur parziale, sul tanto discusso criterio di assegnazione dei punti iridati, introdotto a partire dalla prima tappa del Monte-Carlo. Le critiche e le perplessità di piloti, tifosi ed addetti ai lavori, però, come vedremo più avanti, si dimostreranno del tutto fondate. I conti, infatti, non tornano proprio.
A partire dal weekend di fine gennaio a Monte-Carlo, canonica gara inaugurale della rassegna mondiale rallistica, è entrato in vigore un nuovo sistema di punteggio per i piloti e, di riflesso, anche per i costruttori, fortemente voluto da FIA e WRC Promoter. Fin da subito questa scelta non ha convinto praticamente nessuno e con il passare delle gare, il partito degli scettici si è allargato a dismisura, raccogliendo sempre più consensi tra l’opinione pubblica e non solo.
Ufficio complicazioni affari semplici
In base al nuovo vademecum dei punteggi, si prevede una sorta di scala mobile di 18-15-13-10-8-6-4-3-2-1 punti, assegnata al termine della classifica finale del sabato, ma solo se un equipaggio raggiunge la classifica finale del rally, alla fine della domenica. Se un equipaggio non arriva a concludere la domenica, i punti del sabato si assegnano al successivo pilota meglio piazzato. Per dare un senso alla domenica, apparentemente snaturata da questo nuovo sistema, è stata introdotta la Super Sunday. Una specie di gara nella gara, in versione sprint che si svolge nelle rimanenti PS facenti parte della road map domenicale. Qui gli equipaggi si contenderanno un massimo di sette punti, secondo la seguente scala progressiva: 7-6-5-4-3-2-1. La Power Stage rimarrà invariata e i primi cinque piloti più veloci riceveranno altri punti bonus, con un massimo di cinque.
Vincere un rally ormai è quasi facoltativo!
Dopo ben sette round, ormai appare evidente a chiunque che il focus dei piloti si sia evidentemente spostato sul primeggiare nella classifica del sabato piuttosto che sulla vittoria del rally vera e propria, passata clamorosamente in secondo piano. Risultano, infatti, troppo invitanti per i drivers, quei 18 punti messi in palio al sabato. Non è raro, infatti, assistere a piloti (a meno che non si tratti di concorrenti part-time) che, una volta raggiunto il proprio obiettivo, scelgono, saggiamente, di veleggiare per le PS della domenica, aspettando solo la fine, con l’orecchio teso a sentire ogni minimo rumore sospetto proveniente dalla propria vettura.

Super Sunday: Un (fin troppo) prezioso salvavita!
Se per tutti quei piloti che sono riusciti a conquistare punti pesanti al sabato, la domenica rappresenti una mera formalità, per tutti quegli equipaggi, incappati in prestazioni negative o ritiri per incidente, la Super Sunday rappresenta una vitale ancora di salvezza. Il forziere della sprint domenicale, infatti, è pieno zeppo di preziosi punti, fino ad un “massimo” di 12. Ed è così che, più volte, si è assistito a piloti, Tänak e Katsuta su tutti, ma anche Fourmaux e Neuville riscattare weekend disastrosi, facendo affari d’oro durante la domenica. “E qui casca l’asino!“
Meritocrazia soppressa?
Per capire che qualcosa a livello meritocratico non va, basterebbe prendere in esame l’ultimo rally di Polonia, facendo un confronto tra il rapporto prestazioni/punti ottenuti tra Neuville e Tänak. Se siete giunti fin qui, innanzitutto vi facciamo i complimenti, ma vi chiediamo ancora un po’ di concentrazione poi sarete liberi di andare!

Analisi Neuville
Partiamo da Neuville; il belga ha portato a termine tutte e 19 le PS in programma senza mai ritirarsi, ottenendo un totale di 14 punti (6 dal sabato, 3 dalla domenica e 5 dalla Power Stage).
Analisi Tänak
Arriviamo a Tänak; il pilota di Kärla si è dovuto sfortunatamente ritirare dopo aver colpito un cervo sulla seconda PS. Rientrato in gara il giorno successivo, si ritirava ancora, stavolta per scelta tecnica, dopo appena tre speciali, al fine di preservare il motore, in vista della Super Sunday. L’estone ha poi stravinto la sprint domenicale, lasciando per strada un solo punto dei 12 a disposizione, concludendo il weekend con un attivo di ben 11 punti, ottenuti completando solamente 8 speciali su 19, undici in meno rispetto al suo compagno di colori, Neuville, che, inspiegabilmente, si è trovato a fare solo tre punti in più di Tänak nonostante abbia portato regolarmente a termine tutte le PS. Tutto ciò è alquanto ingiusto.

Questo è solo uno degli sterminati esempi analizzabili a nostra disposizione.
Si può parlare di campionato falsato?
Sebbene questo nuovo sistema di punteggio abbia fatto storcere il naso praticamente a tutti, tuttavia, allo stato attuale, non si può parlare di campionato falsato. La motivazione è semplice; questo è ciò che gli organizzatori della competizione hanno scelto di applicare sin dal principio di questa stagione. Per questo motivo, il nuovo modo di assegnare i punti iridati ai piloti, seppur sperimentale e pieno di difetti, è da considerarsi, nel bene o nel male, uguale per tutti. Della serie: “Intanto, tappatevi il naso e dateci dentro, poi si vedrà!”.
Il discorso, tuttavia, cambierebbe, nel momento in cui dovessero esserci ripensamenti a stagione in corso (ipotesi, ormai, alquanto remota). Se per qualche strano motivo il Promoter e la FIA decidessero di ritornare sui loro passi e reintrodurre il vecchio sistema, allora li si che ci sarebbero gli estremi per considerare il Mondiale 2024 come falsato, poiché nel confronto con il suo predecessore, il nuovo vademecum dei criteri di assegnazione dei punti iridati, applicato dal Monte fino ad oggi, risulterebbe altamente dannoso ai fini dell’integrità del campionato, in virtù delle sue numerose falle e dei suoi principi, involontariamente rivelatisi, decisamente antimeritocratici. Per quest’anno il danno è fatto ed è irreversibile! Aspettiamoci, però, di assistere a dei pesanti cambiamenti già a partire dal prossimo anno.
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