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WRC | Il Post-Rally – Polonia: Impresa di Rovanperä e Sesks

Due imprese segnano il ritorno del Rally di Polonia nel calendario, macchiato però da un’organizzazione quantomeno discutibile.

Il Rally di Polonia è tornato in calendario e ci ha regalato un’altra bella pagina di motorsport, anzi due. Anche se, a dire la verità, il weekend è stato tutt’altro che rose e fiori. Ne parliamo insieme nel Post-Rally.

Disorganizzazione

Due imprese segnano il ritorno del Rally di Polonia nel calendario, macchiato però da un'organizzazione quantomeno discutibile.

Come ha già esaustivamente analizzato il nostro Edoardo Scialanga, l’organizzazione del Rally di Polonia è stata tutt’altro che impeccabile. Le prime avvisaglie le abbiamo avute già martedì, con il grosso incidente di Sébastien Ogier durante le ricognizioni (per fortuna senza gravi conseguenze) scatenato da un’auto che guidava contromano sfuggita ai controlli degli organizzatori.

In gara, poi, il finimondo. Il calore degli appassionati polacchi (nulla da eccepire su questo) si è spinto un po’ troppo oltre, con numerose persone assiepate in punti molto pericolosi delle prove speciali. Risultato? 2 speciali del rally cancellate (la SS3 e la SS7) e altre prove interrotte e, per fortuna, riprese in ritardo. Aggiungiamoci che anche nello shakedown ci sono stati problemi in questo senso e la frittata è fatta.

La colpa è ovviamente da dividere. Gli spettatori hanno oltrepassato il limite, non si sono resi conto del pericolo che poteva palesarsi e sono ovviamente il fattore principale. Ma anche l’organizzazione non ha lavorato bene. Perché se è vero che gli spettatori non si sono compertati benissimo, è vero che l’organizzazione non è riuscita a controllarli e ad arginarli a dovere. E occhio perché va bene il tifo, va bene le belle speciali, ma non basta per rimanere in calendario. Tanti altri eventi spingono per uno slot nel 2025, e chissà che a fare spazio a quelli nuovi non sia proprio la tappa polacca.

Rally1

Toyota: Mamma che Kalle!

Due imprese segnano il ritorno del Rally di Polonia nel calendario, macchiato però da un'organizzazione quantomeno discutibile.

Terminata la parentesi spettatori, passiamo alle cose importanti. Kalle Rovanperä.

Semmai a qualcuno rimanessero dubbi sul suo talento (e anche qui, chi aveva ancora dubbi??) il Rally di Polonia arriva giusto giusto per spazzarli via tutti. Il buon Kalle, ha iniziato la settimana in pace in Finlandia, dove aveva in programma di curare la sua auto da drift senza stress e senza dover saltare su un’auto da rally. Martedì però, una scellerata signora decide di andare per campi e centra il povero Ogier che finisce pure in ospedale. Toyota ha un disperato bisogno di fare più punti possibili soprattutto nel costruttori, e dunque non può rimanere con soli due piloti (anche perché in questo momento rimanere con Evans e Katsuta…mmm…).

Allora il buon Jari-Matti Latvala alza la cornetta e convoca Kalle in Polonia, potendo attingere da una panchina non di lusso, di più. L’impresa è ardua, primo perché Rovanperä non ha fatto test e non ha mai corso in Polonia, secondo perché arriva a Mikolajki con un giorno di ritardo sulle ricognizioni. Però, il buon Akio Toyoda alla fine di ogni mese sgancia la grana (e non poca) e dunque bisogna assolvere agli ordini. Il mercoledì Kalle si pappa 12 ore di Recce per scrivere le note (che oggigiorno vengono già preparate in anticipo tramite video delle prove, nella maggior parte dei casi) e il giovedì sveglia presto per lo shakedown.

Vediamo” dice Rovanperä nelle interviste. “Sono qui per aiutare il team” anticipa ben sapendo che, dovesse andare storto qualcosa, questa volta ha un bell’alibi da giocarsi. Eppure una volta in gara, prese le misure con le velocissime strade della Varma-Masuria, le difficoltà della vigilia svaniscono.

Al venerdì è lì con Mikkelsen, al sabato invece, come da Vangelo secondo Kalle, domina in lungo e in largo. “Non mi sta piacendo nulla, ho paura quando sono in quinta marcia a tavoletta” azzarda a dire Kalle. Come direbbe qualcuno, “Alza un attimo il gomito…”. Eppure alla fine l’impresa riesce e Rovanperä vince. Da outsider completo, da rimpiazzo di lusso dell’ultimissimo secondo. È parso farlo quasi col gomito di fuori. Quando uno vince così cosa gli vuoi dire?

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Elfyn Evans. Il britannico ha fatto un buon rally ed è riuscito a rosicchiare finalmente qualche punticino a Neuville. Ma è ben lontano dall’essere la guida del team che Latvala si aspettava ad inizio anno. Lui si è preparato al rally, ma è finito comunque dietro al compagno di squadra corso in aiuto del team all’ultimo secondo. La velocità non è stata male eh, attenzione. Ed è un buon preludio ai Rally di Estonia e soprattutto di Finlandia, dove Evans è sempre molto forte. I rally veloci non gli dispiacciono, lo sappiamo. E dunque lo aspettiamo al varco. Al momento, però, pare ancora opaco.

Takamoto Katsuta, invece, è stato il più lento delle Rally1. Non ha esperienza in Polonia, potrebbe dire qualcuno. Vero, ma non è stato l’unico. E dunque cosa gli è mancato? Velocità. Aggiungiamoci il fatto che per sua scelta non ha voluto strafare e il risultato è presto detto. Qualche punto lo ha portato a casa, e non ha fatto errori. È già qualcosa, e quindi non c’è neanche motivo di scagliarsi troppo contro di lui.

Hyundai: Spunta Mikkelsen

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Non saprei nemmeno da dove partire per parlare del weekend di Hyundai. Quindi vado a caso e parto da Ott Tänak. Che dire della gara dell’estone? Si ritira per due volte e porta a casa comunque 11 punti grazie alla domenica. Ott non è stato molto fortunato, con quell’incidente con il cervo già nella SS2 che gli ha rovinato un rally che, a giudicare dai tempi, avrebbe anche potuto ambire a vincere.

Alla domenica, soprattutto, fa in un paio di speciali un altro sport (vedere gli onboard per credere) e così limita i danni di un weekend che si era messo malissimo. È comunque un buon segnale perché vuol dire che in Lettonia e in Finlandia può puntare al primo posto.

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Molto ma molto bene anche Andreas Mikkelsen. I suoi detrattori diranno che ha toppato la domenica, che ha rovinato tutto ecc. Ma può Andreas avere qualcosa a che fare con la sfortunata foratura dell’ultimo giorno? Forse sì, forse no. Fatto sta che era primo dopo il venerdì e secondo a poca distanza da Rovanperä il sabato. E, nel complesso, è stato il migliore delle Hyundai per larghi tratti. Le strade polacche le conosce bene e si è visto, ed è anche bello rivederlo lì a lottare per qualcosa di importante. Finalmente!

Thierry Neuville, invece, se si guarda al quadro generale (al netto di ritiri ecc.) è stato quello che ha deluso di più. Certo, non sono questi i rally preferiti del belga, ma forse ci si aspettava di più. È 4° a fine gara sfruttando sfortune altrui e facendo abbastanza bene alla domenica, ma non ha comunque avuto il passo che hanno avuto gli altri. Ci può stare, i mondiali vinti passano anche per questi weekend dove non sei il più veloce eppure porti a casa punti importanti e tieni a distanza gli inseguitori.

M-Sport: Tutti bene!

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Tutti bene quelli di M-Sport in questo fine settimana polacco. Ovviamente la scena se la prende il debuttante Martinš Sesks. Il giovane lettone stupisce tutti per velocità e mancanza di errori alla prima nel WRC e alla prima su una Rally1. In più, ha corso su una Puma Rally1 senza l’ibrido, ovvero con qualche cavallo in meno.

Vero, la mancanza dell’elettrico per certi verso lo ha anche aiutato in un rally così, però è comunque da segnalare il fatto che Sesks alla fine ha fatto 5° con una Puma “monca”. Già allo shakedown si intravedevano speranze di impresa, che si sono poi concretizzate grazie alla bravura di un ragazzo che non si è fatto intimidire e non ha avuto paura di guidare come sa fare. La faccia dopo il 2° posto della SS2, poi, è tutto un programma.

Parliamo poi di Adrien Fourmaux. Altro bel weekend del francese che centra l’ennesimo podio stagionale e si conferma tra i top driver del 2024. Da subito è rimasto più o meno con i primi, facendo segnare degli ottimi tempi e rimanendo comunque in zona podio. Ha riscattato in pieno il brutto Rally di Sardegna ed ora il podio non è più un risultato che fa scalpore.

Un altro che ha fatto bene è Grégoire Munster. Certo, in Sardegna ha fatto 5° e qui 7°, ma la prestazione della Polonia è stata di gran lunga la migliore della sua stagione. Porta a casa bei punti e finalmente fa vedere qualche sprazzo di buona velocità. Ora bisogna continuare così.

Rally2

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Sami Pajari vince il suo secondo rally dell’anno si lancia prepotentemente all’inseguimento di Yohan Rossel per il mondiale. Il finlandese è stato il più forte di tutti e non ha lasciato scampo a nessuno. Si è costruito un margine che poi ha gestito a piacimento grazie ad una grande velocità e alla mancanza di errori. Sta crescendo e si vede, perché ora è tra i più forti della categoria. E in Lettonia debutterà in Rally1 con tanta curiosità di capire cosa potrà fare.

Gli si è avvicinato solamente Oliver Solberg, a cui è mancato solo un piccolo gradino per eguagliare le prestazioni di Pajari. È anche vero che come ha detto lui il feeling con la Škoda Fabia non è stato dei migliori questo weekend, e dunque può darsi che ne avesse di più. Ad ogni modo è stato il migliore dopo Sami e si rilancia anche lui per il mondiale.

3° un solidissimo Robert Virves, al primo podio in categoria. L’estone l’anno scorso ha faticato tanto ad adattarsi, ma quest’anno, anche grazie alla Škoda, sta facendo bene e sta crescendo. In Polonia ha vinto delle speciali e si è dimostrato veloce, così come il connazionale Georg Linnamäe 4°. Si rivede anche Pierre-Louis Loubet, che non ha fatto per nulla un brutto rally e ha centrato una bella top 5.

Peccato per l’incidente della domenica che ha messo fine al rally di Josh McErlean. L’irlandese stava facendo veramente molto bene ed era in lizza per il podio, ma un errore alla fine gli è costato molto caro. Peccato perché sta crescendo anche lui molto bene e ha fatto vedere delle belle cose. Un po’ sottotono Nikolay Gryazin, non proprio nella sua miglior forma, così come Teemu Suninen che fa 10° ma del quale non ci si ricorda quasi che corre nel WRC-2. Un po’ in ombra anche Gus Greensmith, 9° e lontano dalle posizioni che gli competerebbero.

Infine, fuori dalla zona punti, questa volta, Roberto Daprà, che però continua il suo percorso di crescita.

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