Gli pneumatici C2, messi a disposizione dei piloti dalla Pirelli in questo weekend, risultano, a conti fatti, i migliori in termini di rapporto Usura/Costanza di rendimento. Nelle fasi di pista bagnata, le “Cinturato Intermediate” hanno faticato su quasi ogni vettura, a causa della formidabile capacità di drenaggio della pista. La mescola più morbida C3, invece, ha manifestato grosse problematiche di graining dovuto ad un surriscaldamento anomalo e troppo repentino delle carcasse.
Tutte le scuderie erano al corrente che sarebbe venuto a piovere nel corso del gran premio e per questo tutti i team sono corsi ai ripari, cercando un compromesso sufficientemente efficace a contrastare l’arrivo della perturbazione. Il risultato? Gran parte dei piloti sono scesi in pista con le gomme a banda gialla, le C2, nel tentativo di allungare lo stint il più possibile, aspettando la pioggia. Perez, che partiva dalla pit, l’unico dei top drivers che ha scelto una strategia più audace, montando le dure (C1).

Overview del primo stint di gara
Al via della gara, sono le due Mercedes di Russell ed Hamilton a risultare le più performanti. Le due frecce d’argento hanno messo subito in temperatura le medie, entrando in una finestra di funzionamento ottimale che gli ha garantito di essere i mattatori assoluti del primo stint su asciutto. Subito dietro troviamo le due McLaren, con Norris e Piastri, leggermente più in difficoltà nel mettere a loro agio le Pirelli P Zero C2, anche per via della scelta del team di Woking di optare per un assetto anfibio, più carico, visto il pericolo pioggia. La cosa, però, gli ha fatto perdere qualche secondo di troppo dai due battistrada nei primi giri.
Mediocre, invece, il passo delle Ferrari. Leclerc, specialmente, ha sfruttato bene le medie, all’inizio, per risalire la china, mettendosi alle spalle di Sainz che, invece, ha fatto molta più fatica del monegasco. Dopo aver completato la rimonta iniziale, però, Leclerc è crollato con le prestazioni, non riuscendo più ad imporsi a livello di tempi sul giro. Evidentemente ha chiesto troppo alle sue coperture nelle tornate iniziali ed i 15 giri trascorsi nelle turbolenze di Stroll non hanno di certo migliorato la situazione.
A sorpresa, però, il peggiore del lotto dei piloti di testa è stato Verstappen, che ha continuato a soffrire di sottosterzo in ingresso curva, cosa che appesantiva il carico di lavoro delle sue C2, andate ben presto in crisi di prestazione. L’olandese ha provato a tamponare il problemi con aggiustamenti suggeriti dal muretto, non raggiungendo, però particolari risultati.

Arriva la pioggia, cambiano gli equilibri in campo
Attorno al 17esimo giro è iniziata a cadere una fitta e leggera pioggia che rende il circuito umido ed infido. Si è spezzata la marcia trionfale delle Mercedes che hanno iniziato ad arrancare pericolosamente in condizioni di pista scivolosa, per loro anche una simultanea escursione fuori pista in curva 1. Le frecce d’argento hanno pagato il carico minore rispetto a McLaren quando ha iniziato a piovere. Quasi nessuno del gruppo di testa, però, si è azzardato in alcun modo a rientrare per le intermedie.
Allo stesso tempo, sono salite in cattedra le due McLaren che, ben presto, si sono rivelate essere le più performanti in queste condizioni di fondo misto. L’assetto anfibio è decisamente entrato nella sua finestra di utilizzo migliore e le due orange Papaya hanno, ben presto, ereditato il comando della corsa. Il manifesto della superiorità in condizioni di pista umida delle McLaren lo si intuisce dalle traiettorie percorse da Norris e Piastri nella sequenza di curve Brooklands e Luffield, dove i due, a differenza degli altri piloti, escono fuori dalla traiettoria gommata, divenuta scivolosa, per cercare più grip all’esterno di essa. Le monoposto di Woking risultano bilanciatissime.
In casa Ferrari, si è acceso Sainz, che conferma di aver ereditato dal padre, con le dovute proporzioni, il pedigree da rallista. Il madrileno, infatti, è molto veloce in queste fasi concitate, con la pista che si bagna e si asciuga di continuo. Discorso opposto per le vicende che coinvolgono Charles Leclerc. Il monegasco, in crisi nera di prestazioni con le C2 ormai sulle tele, ha sfruttato l’arrivo del primo scroscio di pioggia, per giocarsi un pericoloso Jolly, montando le intermedie, sperando in un aumento delle precipitazioni. Non è stato così e Leclerc ha letteralmente compromesso la sua gara per questa scelta si audace, ma assolutamente non richiesta.

Secondo scroscio di pioggia e passaggio alle Intermedie
Dopo la prima, timida, pioggierellina, attorno al giro 26 i rovesci si fanno più intensi, costringendo il grosso della carovana a rientrare per passare alle “Pirelli Cinturato Intermediate”. Sacrificata, inspiegabilmente, la gara di Oscar Piastri, forse per una pavida scelta di non fare un double pit-stop. L’australiano è costretto, infatti, a rimanere un giro in più in una pista totalmente bagnata, remando e annaspando, stoicamente, fino alla “fast-lane”. Con gomma da bagnato, McLaren e Mercedes hanno mostrato un ritmo simile, con Norris che nel complesso è risultato il migliore. Oltre a ciò, in quel momento erano proprio le due Orange Papaya a far funzionare al meglio la mescola, mantenendola nel range corretto.

Discorso differente sia per Ferrari che per il solo Verstappen. Le Ferrari non si sono mai accese sul serio. Solamente Sainz si è leggermente distinto nell’amministrare l’usura del suo treno di Inters, nella parte iniziale dello stint, patendo meno, inoltre, l’innalzamento delle temperature e dei tempi nella parte centrale. Red Bull e Ferrari hanno avuto, rispettivamente, un passo di 5 decimi ed un secondo più lento nei confronti di Norris. La grande evoluzione della pista, dovuta alle straordinarie capacità di drenaggio del manto stradale, ha portato ad un’usura maggiore soprattutto per Verstappen. I tempi dell’olandese, come si nota del grafico in basso, relativo all’usura, hanno il miglioramento minore. Non essendoci stata una pioggia copiosa, la mescola intermedia montata sulla vettura numero 1, ha degradato più velocemente rispetto le vetture avversarie. La causa è legata alla maggiore velocità portata in curva dalla Red Bull ed ai conseguenti sforzi superiori dei battistrada.

Overview terzo stint: Suicidio tecnico-tattico in McLaren
La pioggia ha lasciato spazio ad un poco auspicabile cielo blu, la pista si è asciugata a tempo di record ed i piloti hanno sfondato con facilità il tempo indicativo di Crossover per ripassare alle coperture da asciutto. Il ballottaggio in quasi tutti i team era tra le C2 e le C3.
In casa McLaren viene commesso un doppio, ingiustificabile, errore di strategia, aggravato da un ulteriore strafalcione di Norris al momento del pit-stop. Succede, infatti che l’inglese di McLaren è stato chiamato ai box un giro troppo tardi per montare le C3, con tanto di lungo in piazzola del pilota. Hamilton e Verstappen, nel frattempo erano già rientrati per la loro sosta. Hamilton ha scelto le soft mentre Verstappen, con la complicità della stratega Hannah Schmidt, si è reso artefice di un miracolo sportivo. Il Campione del Mondo, infatti, ha scelto la mescola più dura, la C1. Intuizione questa che ha fatto sfiorare il sogno di un’inaspettata vittoria a Verstappen. Hamilton dal canto suo, è riuscito a gestire magistralmente le gomme soft, cosa che ha prevenuto un ritorno anticipato di un arrembante Verstappen.
Tornando a McLaren, i tempi di Lando sono stati ovviamente alterati dall’anomalo degrado dovuto alla eccessiva richiesta del pilota alla sua mescola soft usata, nella fase iniziale, perdendo anche il secondo posto a discapito di Max. della sua mescola soft usata. Facendo un rapido calcolo, però, se l’inglese avesse montato un treno di C2 nuove, avrebbe potuto ingaggiare la lotta con Hamilton. Questa teoria viene, infatti, confermata semplicemente guardando i tempi di Piastri con le medie. L’australiano ha, infatti, girato 7 decimi più veloce rispetto il compagno di scuderia. Se Norris avesse scelto le C2, dunque, tutte le proiezioni avrebbero portato Lando in vantaggio di circa 1,5 secondi rispetto Hamilton a fine gara.
Fase finale sugli scudi per Sainz, che con gomma Hard è riuscito a migliorare i tempi man mano che la monoposto si alleggeriva. Lo spagnolo, come Norris, ha ritardato la propria sosta di un giro, perdendo la posizione su Piastri. Tuttavia, Carlos ha potuto montare gomma soft negli ultimi due giri per effettuare il giro veloce e prendersi il punto addizionale.

Seguici sui Social!
Sei un grande appassionato della F1 o del WRC? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

