La vittoria di Pato O’Ward alla Honda Indy 200 at Mid-Ohio esalta il messicano per le prossime gare della IndyCar.
Pato O’Ward ha trionfato a Mid-Ohio, conquistando il suo secondo successo stagionale in IndyCar. Tuttavia, è importante notare che la sua vittoria a Saint Petersburg è stata ottenuta in seguito alla squalifica di Josef Newgarden. Pertanto, era da due anni che il pilota messicano, classe 1999, non tagliava per primo il traguardo sotto la bandiera a scacchi. Seppur le statistiche non distinguano tra le due vittorie, per O’Ward la differenza è significativa sia dal punto di vista sportivo che della soddisfazione personale.
Una vittoria costruita sulla costanza e la strategia
Partito secondo al via, sulle primary (dure) nuove, Pato, in questo stint si è rivelato più lento di Palou. Così la scuderia l’ha chiamato ai box un giro prima per montare le alt (morbide) nuove. Nel secondo stint, O’Ward mangiava decimi su decimi a Palou. Siamo al giro 54 e Pato ha quasi preso Palou, Arrow McLaren lo chiama ai box per montare le primary per l’ultimo stint. Sarà proprio questa chiamata ai box perfetta a far prendere la testa della gara al messicano. Palou, fermatosi un giro dopo rispetto a Pato, scivola in seconda posizione e nei restanti 24 giri alcuni suoi errori e una guida impeccabile di Pato gli negheranno la vittoria.

Le parole di Patricio O’Ward
Al termine della Honda Indy 200 at Mid-Ohio Pato O’Ward ha parlato della sua performance e quella del Team al portale ufficiale dell’Arrow McLaren.
“È stata una gara molto combattuta“, ha rimarcato il centramericano. “Eravamo davvero molto forti con le morbide. Palou era veloce con le dure. Tutto quello che dovevo fare era tenerlo a bada nel primo stint, poi mettere le rosse per cercare di colmare il divario e quindi raggiungerlo in pista“.
“Il team Arrow McLaren e la Chevrolet hanno svolto un ottimo lavoro per tutto il fine settimana. È passato un po’ di tempo dall’ultima volta. Certo, so che abbiamo vinto a Saint Petersburg, ma questa è una vittoria vera e propria. Ce la siamo guadagnata lungo l’intera tre giorni. Tanto di cappello all’Arrow McLaren. Mi hanno dato un razzo“.
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