McLaren e Mercedes stanno crescendo, avvicinandosi sempre di più a Red Bull e mettendo in discussione il dominio del team austriaco. Tuttavia, Pierre Waché spiega di non essere preoccupato.
Il campionato di quest’anno sta regalando numerose sorprese. Dopo il 2023, in cui la Red Bull ha dominato e vinto ogni gran premio, fatta eccezione per Singapore, negli ultimi mesi il team austriaco ha dovuto far fronte ai miglioramenti sviluppati dagli avversari. Difatti, McLaren, Mercedes e Ferrari sono riuscite a conquistare alcune vittorie, mettendo in discussione il dominio della squadra campione del mondo in carica.
Le lotte in pista sono molto più numerose e finora sono ben sei i piloti che sono saliti sul gradino più alto del podio. Tuttavia, gli sviluppi apportati da questi team non sembrano preoccupare Red Bull e Pierre Waché. Infatti, in un’intervista alla testata olandese De Telegraaf, il direttore tecnico del team austriaco si è soffermato sui progressi delle alte squadre, in modo particolare di Mercedes e McLaren.
“All’inizio della stagione gli avversari non erano così vicini come ci aspettavamo, ma lo sviluppo McLaren e quelle Mercedes in alcune aree è stato un successo. Dall’inizio di maggio, a Miami, la McLaren ha fatto un enorme passo avanti. Gli altri si sono avvicinati, ora sta a noi proporre aggiornamenti che ci permettano di riconquistare il primato”.

L’ingegnere francese ha poi sottolineato che quest’aspetto non desta preoccupazione. Come dimostrato nelle ultime settimane, il team campione del mondo in carica può contare sul suo leader, Max Verstappen, e su un muretto box che raramente commettono errori.
“Ultimamente non siamo stati dominanti, ma non c’è alcun motivo per premere il pulsante panico. In fabbrica si possono accelerare le cose, ma cambiare idea ogni cinque minuti non è l’atteggiamento giusto per lavorare con 300 ingegneri”.
Nelle prossime settimane torneremo ad assistere al dominio di Verstappen e Red Bull? O gli avversari confermeranno l’efficacia dei loro aggiornamenti e si dimostreranno in grado di lottare per la vittoria? Per Pierre Waché non c’è motivo di preoccuparsi.

