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Pirelli e la sfida dei pneumatici 2026: impossibile usare muletti

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La Formula 1 è in procinto di affrontare una rivoluzione tecnica nel 2026, con l’introduzione di nuove unità motrici e un ampio uso dell’aerodinamica attiva. Tuttavia, questa transizione comporta delle sfide significative per Pirelli, il fornitore ufficiale di pneumatici della F1, che dovrà sviluppare una nuova gamma di pneumatici per adattarsi ai cambiamenti.

Mario Isola, direttore del motorsport di Pirelli, ha recentemente dichiarato che sarà “impossibile” costruire le cosiddette “mule cars” per testare le nuove regole. Le mule cars sono vetture adattate dalle squadre per simulare le future normative, ma le nuove regole per il 2026 rendono questa pratica impraticabile. “Non avremo auto più piccole e, pur risparmiando peso riducendo il livello di carburante per simulare il peso, non possiamo replicare l’aerodinamica attiva,” ha spiegato Isola.

Dal 2026, i piloti potranno passare a una modalità di bassa deportanza sui rettilinei per poi tornare alla massima deportanza in curva. Questa capacità di modificare l’aerodinamica in tempo reale rappresenta una sfida unica per lo sviluppo dei pneumatici.

Negli ultimi dieci anni, la F1 ha già cambiato il formato dei pneumatici due volte: nel 2017 con l’introduzione di pneumatici più larghi e due anni fa con il passaggio dai cerchi da 13 pollici a quelli da 18 pollici. In quei casi, le squadre erano in grado di produrre mule cars per testare i cambiamenti. Ma per il 2026, Pirelli dovrà affidarsi pesantemente ai dati di simulazione fino all’arrivo delle prime vetture.

La Formula 1 è in procinto di affrontare una rivoluzione tecnica nel 2026, con l'introduzione di nuove unità motrici e un ampio uso dell'aerodinamica attiva. Tuttavia, questa transizione comporta delle sfide significative per Pirelli, il fornitore ufficiale di pneumatici della F1, che dovrà sviluppare una nuova gamma di pneumatici per adattarsi ai cambiamenti.

Inoltre, le nuove power unit del 2026 aumenteranno la potenza elettrica, stimata intorno al 10%, raggiungendo i 1.100 cavalli. Questo incremento di potenza elettrica aumenterà significativamente la domanda di coppia sull’asse posteriore, influenzando lo stress sui pneumatici. “Stiamo lavorando per ottenere simulazioni che ci forniscano tutti questi numeri,” ha detto Isola.

Un altro punto di discussione è stato il diametro dei pneumatici. La FIA inizialmente voleva ridurre i cerchi a 16 pollici per diminuire il peso delle vetture, ma Pirelli ha contestato questa mossa, temendo che avrebbe compromesso troppo le prestazioni delle auto. Alla fine, si è optato per mantenere i cerchi da 18 pollici, leggermente più piccoli ma con caratteristiche in linea con le aspettative di prestazione.

Pirelli prevede di condurre il primo test con i prototipi di pneumatici più stretti per il 2026 a settembre, con il team Aston Martin. Questo test sarà cruciale per garantire che i nuovi pneumatici possano soddisfare le esigenze delle vetture di Formula 1 del futuro.

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