James Allison ha spiegato quali sono le differenze in casa Mercedes tra questa stagione e le due passate, entrambe difficili.
La scuderia più in forma dell’estate della Formula 1 è senza dubbio la Mercedes. Dopo un inizio molto complicato in cui né Russell né Hamilton sono riusciti a salire sul podio nelle prime 8 gare, Wolff e compagni sembrano aver finalmente trovato delle soluzioni per far funzionare al meglio la W15. I primi segnali sono arrivati già ad inizio giugno con i podi di Montreal e di Barcellona, ma il processo di crescita è culminato nelle ultime 2 gare, in cui la Mercedes è tornata alla vittoria per la prima volta dal novembre 2022.
Dal cambio regolamentare di due anni fa, di fatto, il team di Brackley non è più riuscito ad essere competitivo come nell’era turbo-ibrida, ed ha dovuto affrontare molti problemi sia nel 2022 che nel 2023. Quest’anno, però, Mercedes sembra aver trovato una soluzione definitiva. A questo punto la domanda più interessante è: “Qual è la differenza con gli anni precedenti?”. Nelle dichiarazioni riportate da racefans.net, Allison ha provato a rispondere, concentrandosi su un aspetto in particolare: l’autocritica.
“La cosa più importante è stata puntare il dito verso noi stessi come critica. Il modo che avevamo trovato di lavorare nell’era precedente era molto efficace per quel momento. Non parlo solo del modo in cui costruivamo l’ala anteriore o altro, ma del modo in cui i gruppi di ingegneri interagivano tra di loro nella squadra. E a questi due gruppi sono collegati l’aerodinamica del veicolo e il comportamento in pista”.
“Il modo in cui abbiamo lavorato in passato ha funzionato bene per otto stagioni consecutive. È stato abbastanza impressionante. Ma poi abbiamo continuato a lavorare allo stesso modo ma in circostanze diverse. Non siamo stati sufficientemente autocritici da riconoscere che c’erano delle debolezze legate a quell’approccio in questa nuova era. Abbiamo sicuramente pagato un prezzo per questo errore” ha spiegato Allison.

Il britannico si è poi soffermato sull’aspetto tecnico che ha fatto la differenza rispetto al vecchio regolamento, ossia il rapporto tra le sospensioni e l’aerodinamica. A partire dal 2022, le auto hanno un’altezza da terra molto minore rispetto al passato, e questo è stato un problema per Mercedes.
“Le vetture attuali sono molto vicine al suolo. Per questo, le sospensioni e l’aerodinamica devono essere strettamente legate l’una all’altra. Prima, non avevamo bisogno che fossero perfettamente incorporati l’una nell’altra. Con le vecchie regole, sarebbe stato inutile passare il tempo a preoccuparsi dell’interazione di queste due in modo particolare, erano aspetti in qualche modo distanti. Ora sono completamente legate e l’interazione deve essere molto stretta” ha concluso Allison.
Stando a queste parole, il recente (e ancora provvisorio) successo della Mercedes sembra dovuto in buona parte anche al fallimento dei due anni passati. Ora che sono sempre più vicini alla vetta, però, Hamilton, Russell e tutti gli uomini di Brackley non hanno la minima intenzione di tornare indietro, e questo non può che essere un bene per tutto il mondo della Formula 1.

