Analizziamo il “disastro” compiuto dal muretto McLaren a Budapest, dando anche un occhio alle comunicazioni radio dei piloti.
Dopo diverse occasioni perse nelle scorse gare, la McLaren è finalmente tornata al successo, essendo riuscita a vincere il GP d’Ungheria. A Budapest la squadra di Woking ha addirittura colto una doppietta, con Piastri davanti a Norris, ma non è stata comunque esente da errori, anzi… La corsa è stata infatti gestita male dal muretto, che ha rischiato di compromettere gli equilibri interni al team e di scatenare una polemica. Ma andiamo con ordine e ripercorriamo gli ultimi 30 giri della gara di Budapest, considerando anche le comunicazioni via radio tra i piloti “papaya” e i loro ingegneri di pista (riportate da Autosport), per poi tirare delle conclusioni.
Gli ultimi 30 giri del GP
40° GIRO (SU 70)
Piastri è primo e ha un vantaggio di un secondo e mezzo su Norris, entrambi sono su gomme dure e devono ancora effettuare la loro seconda e ultima sosta. Alla fine di quella tornata rientrano ai box Hamilton, che era terzo a 10 secondi da Norris, e Leclerc per effettuare il loro ultimo pitstop.
43° GIRO
Tom Stallard (TS81), ingegnere di pista di Piastri (OP81), informa il suo pilota che dai box non hanno intenzione di coprire Hamilton e di fermarsi subito, dato che l’inglese è ancora lontano e dato che sarebbe una sosta troppo anticipata, dovendo arrivare al traguardo con le medie, e in seguito gli chiede quanta gomma gli è rimasta per estendere il più possibile lo stint.
TS81: “Pensiamo che non proveremo a coprire Hamilton, ora è molto presto per fermarsi.” “Quanto pensi che possiamo arrivare lontano [con questo set di gomme]? Possiamo arrivare al giro target del piano A?”
Sull’altra vettura, Will Joseph (WJ4), ingegnere di pista di Norris (LN4), dà informazioni sul vantaggio su Hamilton, dicendo che ancora presto per rientrare ai box, e suggerisce di fermarsi 5 giri prima di quanto previsto dalla strategia originale indipendentemente dai tempi sul giro che sarebbe riuscito a stampare.
WJ4: “Il gap con Hamilton è di 28.5 secondi, pensiamo che al momento sia un po’ presto [per fermarsi]. Vorremmo fermarci cinque giri prima del target a qualsiasi passo riusciamo a tenere.”
45°-46°-47°-48° GIRO
Norris, che è a 2 secondi da Piastri, viene chiamato ai box e rientra alla fine del 45° giro per montare gomma media. Subito dopo la sosta, viene comunicato a Piastri che il compagno di squadra si è fermato per coprire Hamilton e gli viene chiesto di spingere per sfruttare fino a fine vita le sue gomme senza preoccuparsi di Norris, che in questo momento potrebbe compiere su di lui un undercut e superarlo.
TS81 (giro 46): “Lando si è fermato per coprire Hamilton. Terremo la situazione sotto controllo. Adesso spingi al massimo.” “Spingi al massimo, non preoccuparti di Lando.”
A questo punto, Norris sta guadagnando molto terreno su Piastri, grazie a una gomma fresca e più morbida. Il rischio che l’inglese superi l’australiano con un undercut, ribaltando le posizioni, è concreto. La motivazione di una sosta anticipata è che il muretto aveva paura di subire l’undercut di Hamilton, eventualità che non doveva assolutamente verificarsi, dato che all’Hungaroring è fondamentale la track position e dato che le scarse top speed della MCL38 rendono i sorpassi più complicati. In verità, come già visto in un’analisi precedente, Norris aveva circa 4 secondi di vantaggio virtuali su Hamilton, un buon margine di sicurezza, e avrebbe quindi potuto restare fuori almeno un altro giro.
Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, Piastri non rientra alla fine del 46° giro e rimane in pista per estendere lievemente lo stint ed estrarre ciò che resta nelle sue gomme. In questo modo il muretto ha di fatto consegnato la testa della corsa a Norris, che con 2 giri di “vantaggio” avrebbe sicuramente portato a compimento l’undercut. Difatti, Piastri si ferma alla fine del 47° giro (monta anche lui gomme medie) e al rientro in pista è 3 secondi dietro a Norris. Mentre Piastri è in pitlane, Joseph comunica a Norris che con ogni probabilità avrebbe superato Piastri e che l’intenzione del team è quella di invertire le posizioni per tornare allo status quo.
WJ4 (giro 47-48): “Oscar ha appena effettuato il pitstop. Probabilmente uscirà appena dietro di te. Vorremmo ristabilire le posizioni al momento più opportuno.”
49° GIRO
Nel giro di uscita (il 48°) Piastri commette un errore in curva 12 e, in seguito, non riesce a tenere il passo del compagno di scuderia, che sta lentamente andando in fuga. Per cercare di rallentarlo e consentire così a Piastri di riavvicinarsi, Joseph ricorda a Norris che con quel treno di gomme deve ancora effettuare diversi giri e lo esorta quindi a gestire il ritmo.
WJ4: “[Mancano] 21 giri dopo questo, al momento hai il giro veloce. Fai attenzione alle gomme.”
51° GIRO
Stallard informa Piastri che avrebbe riavuto la prima posizione indietro quando avrebbe raggiunto Norris, dato che al muretto, legittimamente, non vogliono rallentare pesantemente Norris per lo scambio di posizioni, benché avessero un buon margine sugli inseguitori.
TS81: “Quando avrai chiuso il gap con Lando scambieremo le posizioni, ma vogliamo evitare di fargli perdere molto tempo di gara.”
53° GIRO
Joseph chiede nuovamente a Norris di preservare le gomme nelle curve più veloci. L’obiettivo primario è comunque sempre quello di far riavvicinare Piastri per fare lo scambio in sicurezza e senza perdite grossolane di tempo.
WJ4: “Risparmia le gomme in curva 4 e in curva 11 per favore.”
56° GIRO
Mentre ormai appariva sempre più chiaro che le McLaren non dovevano più preoccuparsi degli avversari, grazie alla superiorità in termini di passo, Piastri continuava a perdere terreno da Norris. Perciò, Joseph ripete esplicitamente a Norris che vogliono ridare la posizione a Piastri. Norris, riluttante a lasciare la leadership del GP, risponde che se volevano che Piastri fosse davanti allora dovevano fermarlo prima e che per lui, a differenza del team, sarebbe importantissimo vincere, soprattutto per il morale, dopo le diverse opportunità sprecate.
WJ4: “Abbiamo bisogno che risparmi le gomme e vogliamo lasciar passare Oscar.”
LN4: “Allora avreste dovuto fermarlo prima, no?”
WJ4: “Non ha importanza.”
LN4: “Ce l’ha. Per me, forse.”
57° GIRO
Joseph ricorda a Norris che sta spingendo troppo sulle gomme e cerca anche di far appello alla sua coscienza per fargli ridare la posizione a Piastri.
WJ4: “Pensiamo ancora che stai usando troppo le gomme in curva 4 e in curva 11, quelle posteriori in uscita di curva 6 e di curva 9. Oscar è 3.5 [secondi dietro], so che farai la cosa giusta.”
59° GIRO
Joseph manda l’ennesimo promemoria a Norris di preservare le gomme.
WJ4: “[Gestisci le gomme in] curva 4 e 11. Diventerà noioso.”
61° GIRO
Joseph dice a Norris che mancano 10 giri alla fine e, nuovamente, cerca di far leva sulla coscienza e sul buonsenso di Norris, che risponde però che l’unica cosa che Piastri deve fare è alzare il passo e raggiungerlo.
WJ4: “10 giri alla fine. Pensiamo che entrambe le vetture stiano usando troppo le gomme. Ricordati solo tutti i briefing che facciamo ogni domenica mattina.”
LN4: “Allora digli di raggiungermi per favore.”
64° GIRO
Norris ha ormai accumulato oltre 5 secondi di vantaggio su Piastri. Joseph si apre allora in radio per riconoscere che era più veloce, cercando ancora di fargli cedere la posizione, e poi difende l’operato della squadra, che ha fermato prima Norris nonostante fosse dietro. Norris è ancora restio a scambiare le posizioni, anche perché il suo obiettivo è vincere il titolo e in pista ha dimostrato che aveva più ritmo.
WJ4: “Non riesce a raggiungerti. Hai dimostrato la tua tesi e non importa.”
LN4: “Ha gomme molto più veloci. Insomma, avrei provato a fare l’undercut in ogni caso, altrimenti l’avrei subito.”
WJ4: “Abbiamo fatto i pitstop in quest’ordine per il bene della squadra.”
LN4: “Sì, e io sto lottando per questo campionato.”
WJ4: “Sto cercando di proteggerti.”
66° GIRO
Vedendo che Norris non ha ancora la minima intenzione di obbedire, Joseph continua il suo tentativo disperato di persuasione e tira ora in mezzo (con un ragionamento giusto, ma che, come altre frasi riportate poco fa, dà quasi l’idea che il team non sappia più che pesci prendere per far obbedire il proprio pilota) l’armonia e l’equilibrio interni al team. La F1 è infatti prima di tutto uno sport di squadra e Norris potrà riuscire nel suo intento di vincere il campionato solo col pieno supporto dei suoi uomini e con l’eventuale aiuto del compagno di squadra, con cui rischierebbe di incrinare i rapporti se non cedesse la posizione.
WJ4: “5 giri alla fine. Il campionato non lo vinci da solo, avrai bisogno anche della squadra e di Oscar.”
67°-68° GIRO
A questo punto anche lo stesso Piastri, che fino ad allora era sempre stato impassibile e fiducioso nei confronti del team e di Norris che avrebbe riavuto la posizione indietro, inizia a diffidare del compagno di squadra e si apre in radio per ricordare al muretto che, col passare dei giri e l’avvicinarsi della bandiera a sacchi, lo scambio diventa più rischioso, dato che potrebbe esserci una Safety Car o qualche altro imprevisto. Stallard lo rassicura, mentre Joseph riferisce tale ragionamento a Norris. Dopo quest’ultima “supplica” Norris, che aveva mantenuto 5 secondi di vantaggio, cede alle pressioni del team e rallenta alla fine del 67° giro. Lo scambio di posizioni si compie sul rettilineo principale poco dopo l’inizio del 68° giro, con Norris che lascia passare Piastri e si accoda.
OP81: “Più andiamo avanti più [fare lo scambio] diventa rischioso.”
TS81: “Non preoccuparti, ce ne stiamo occupando.”
WJ4: “Se ci fosse una Safety Car ora, renderebbe questo molto imbarazzante. Per favore fallo ora.”
LN4: “Sì, non devi dire niente.”
DOPO LA BANDIERA A SCACCHI
Piastri va a vincere il primo GP della sua carriera e si scusa via radio per aver reso lo scambio di posizioni più complicato a causa della mancanza di ritmo nell’ultimo stint.
TS81: “Ben fatto. Bandiera a scacchi. Bravo amico.”
OP81: “Sì, grazie a tutti. Grazie mille, grazie per il coordinamento. Scusate, ho reso lo scambio più doloroso di quanto doveva essere, ma grazie, lo apprezzo. Massimo bottino di punti, ottimo weekend, [la mia] prima vittoria in F1. Grazie a tutti.”
Dall’altro lato, è sembrato che Norris abbia accettato, benché a malincuore, la decisione della squadra. Non è stato sicuramente facile lasciare una vittoria al compagno di squadra dopo aver dimostrato di essere più veloce sul campo, ma in questo caso Norris è stato un buon team player e bisogna prenderne atto.
LN4: “Ben fatto, buon 1-2, buon bottino di punti. Congratulazioni a tutti voi, è ben meritato.”
WJ4: “Come ho detto stamattina, ci saranno molte altre opportunità.”
Considerazioni
Tirando le somme, si può partire dicendo che la McLaren si è scavata la fossa sotto ai piedi. Infatti, se avesse fermato Piastri al 45° giro e Norris al 46° giro, quando avrebbe comunque avuto un buon margine di sicurezza su Hamilton, il problema di scambiare le posizioni non si sarebbe sicuramente posto. Il fatto di voler fermare prima Norris in entrambe le soste è sembrato inizialmente quasi un tentativo di volerlo favorire rispetto a Piastri (che già altre volte in passato era stato “sacrificato” o aveva aiutato il compagno di squadra), ma la volontà di scambiare le posizioni non può che aver smentito del tutto questa ipotesi.
Un altro errore commesso successivamente dal muretto, rimproverato a Stella anche da Rosberg, è stato quello di non essere stati abbastanza chiari e precisi nelle comunicazioni radio riguardo alle intenzioni del team, finendo per lasciare troppa libertà di azione ai piloti. Quel “al momento più opportuno” (in inglese “at your convenience”, letteralmente “a tua convenienza”) pronunciato da Joseph durante il giro 47-48 suonava infatti come un timido “quando puoi” e ha concesso a Norris di aprire il gap su Piastri. In seguito è iniziato una sorta di teatrino, con Joseph che cercava disperatamente e con delle scuse un po’ bizzarre di convincere il suo pilota a ristabilire le posizioni. A posteriori, si pensa perciò che il muretto avrebbe dovuto imporre, subito dopo il rientro in pista di Piastri, lo scambio di posizioni con chiarezza e usando il pugno duro. In quel caso, avrebbe potuto aprirsi una discussione riguardo alla possibilità di congelare le posizioni o di lasciare i piloti liberi di lottare tra loro, ma questo è un altro discorso.
La strategia per le soste ai box atipica e rivelatasi poi controproducente rimane comunque inspiegabile, col muretto della McLaren che ha commesso un errore grossolano nella sequenza dei pitstop. Per fortuna degli uomini di Stella, questo svarione non ha intaccato il risultato finale, ma solo perché la MCL38 era nettamente la monoposto più veloce dello schieramento. Tuttavia, in questo modo, pur non essendo cambiato il bottino di punti della squadra, il muretto box ha comunque messo in imbarazzo e reso scontenti entrambi i piloti: Norris è stato messo davanti a una scelta difficilissima e ha scelto di lasciar passare Piastri per amore della squadra, mentre Piastri, pur avendo ottenuto la sua prima vittoria, non potrà godersela appieno perché è arrivata grazie a un controverso ordine di scuderia e sperava (e meritava) di conquistarla diversamente, senza polemiche e nervosismo.

Bisogna comunque riconoscere che i due giovani alfieri della McLaren erano quasi ugualmente meritevoli di vincere a Budapest. Piastri meritava la vittoria perché aveva sfruttato al meglio la partenza, aveva condotto la corsa per la maggior parte dei giri e ha perso la leadership solo nel momento in cui non ha goduto della priorità nelle soste ai box (in genere si ferma sempre per primo il pilota davanti). Norris, invece, dopo aver pasticciato (ancora) in partenza, ha colto al meglio la sua seconda chance, dimostrando di averne di più in termini di velocità pura mentre era in testa. Risulta dunque molto difficile stabilire chi fosse più meritevole di vincere, anche se forse questa vittoria la meritava lievemente di più Piastri.
Ciò che rimane, aldilà del divisivo team order, è la conferma che la McLaren e Norris non sono ancora pronti per lottare per il mondiale. Norris, infatti, non riesce mai a capitalizzare come dovrebbe (in Ungheria, appunto, ha sbagliato nelle fasi iniziali del GP) e pecca in lucidità e astuzia, in quanto avrebbe potuto lasciar passare Piastri subito per poi, eventualmente, superarlo in pista, dato che comunque ne aveva di più e probabilmente il muretto li avrebbe lasciati liberi di lottare. La McLaren, che sembra credere nel titolo costruttori e vede il piloti più fuori portata e ambisce quindi a massimizzare il bottino della squadra e non dei singoli piloti, si è invece messa in una situazione scomoda da sola e ha rischiato di sprecare la supremazia tecnica della sua monoposto, compiendo comunque dei disastri nella gestione delle operazioni in pista. Stavolta, a essere pesantemente insufficiente, quasi imbarazzante, è stata la gestione dei piloti, apparsa a tratti molto improvvisata (nonostante gli scenari verificatisi fossero più che prevedibili).
In Ungheria la (lodevole) bontà di Norris, oltre a salvare l’armonia interna al team e a mantenere il gruppo compatto, ha, parzialmente, tratto d’impaccio la compagine inglese guidata da Stella, ma la prossima volta è vietato sbagliare, dato che per vincere il campionato bisogna essere perfetti.
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