La sliding door di Carlos Sainz firmata Maranello si è chiusa. Ma lo spagnolo non ha trovato aperto un portone, ma una piccola porticina.
“Che l’approdo in Ferrari per Carlos Sainz sia un salto importantissimo per la sua carriera è chiaro a tutti, così come il fatto che se lo sia ampiamente meritato, grazie alla sua costanza nei risultati e la sua dote di uomo squadra. Che il suo arrivo a Maranello sia per lui una vera e propria sliding door, invece, appare meno scontato“.
Così recita il primo paragrafo del primo articolo che ho scritto per questo sito. Sono passati poco più di tre anni (sigh…), eppure gli spunti per parlare del Carlos Sainz di oggi e del suo futuro sono tremendamente attuali.
Il madrileno ha da pochi giorni annunciato il passaggio in Williams, dopo una corte serrata da parte di James Vowles che ha addirittura ammesso di aver iniziato a “tampinare” Sainz già ad Abu Dhabi l’anno scorso. Carlos passerà al team di Grove, per iniziare una nuova fase della sua carriera che, se proprio vogliamo dirla tutta, non cercava eppure ha trovato.
Cambio di rotta

“Carlos ci arriva preparato e determinato [a Maranello, ndr] perché sa che è la sua possibilità di fare quel salto che gli permetterebbe di passare dall’essere un buon pilota, ad essere un grande pilota” scrivevo. Ed era vero, alla fin dei conti. Carlos ha fatto tanta gavetta per poi ricevere l’importante chiamata di Binotto che gli ha permesso di salire sulla rossa e che lo ha visto comunque crescere sotto il profilo della tecnica di guida pura e del pilota che sta in macchina. Ha colto pole position, podi e, fino a qui, tre vittorie.
C’è un però. Ai tempi scrissi che Sainz sarebbe stato “uomo squadra” e che “in cuor suo sa(peva) che il suo ruolo (sarebbe) probabilmente (stato) quello di fare da spalla a Leclerc”. Ecco, in questo senso un cambio rotta c’è stato. Se è vero che, in termini più ampi, l’appellativo di uomo squadra può essere usato anche per indicare un pilota che si spende particolarmente per migliorare il progetto tecnico del team (su questo nulla da eccepire nella sua esperienza a Maranello), è vero anche che in termini di aiuto al compagno di squadra Carlos non si è speso come ci si aspettava.
Forse pompato dai media che gli gironzolano intorno (cough…Marca…cough), l’ego di Sainz ha soppiantato l’umile lavoratore spagnolo che conoscevamo per rimpiazzarlo con una specie di Alonso 2.0 con un pelo meno manico e, come si dice in questi ultimi tempi, meno aura. E forse è proprio questo che lo ha indirizzato verso la Williams.

Nessun dubbio che, giunti a questo punto della sua carriera, Carlos sia un pilota da top team. Ma ormai si è capito che non è più un team player, e questo probabilmente nel mercato ha giocato a suo sfavore. Avrebbe potuto benissimo fare il gregario di Max Verstappen in Red Bull, ma sarebbe stato sicuramente meno accondiscendente di Perez. Avrebbe potuto essere il rimpiazzo di Hamilton in Mercedes ma, ancora una volta, con Russell sicuramente non sarebbe stato tutto rose e fiori.
Si è chiusa una porta ma non si è aperto un portone
E così, il nostro impavido pilota iberico si è trovato con il cerino in mano e ha dovuto fare ammenda, siglando un contratto per Williams che è sì un team storico e dal nome importante, ma ha anche tante lacune tecniche e una situazione a livello di performance non troppo rosea.
Vowles dice di essere riuscito a convincere Sainz con il progetto. Forse è vero, ma molto probabilmente per Carlos è stata più una questione di “Now or never”, ora o mai più. Perché il rischio di ritrovarsi senza un sedile per il 2025 c’è comunque stato.
Il passo indietro rispetto a Ferrari è lampante, una situazione che egli stesso avrebbe voluto evitare e che però si è costruito con le sue stesse mani a suon di dichiarazioni non sempre appropriate e comportamenti in pista non troppo in linea con quanto dettato, a volte, dal team.

Nessuno saprà mai con certezza quanto di “Credo nel progetto” e quanto di “Cazzo devo firmare sennò resto a casa” ci sia stato nella testa di Carlos.
Tutti, però, riconoscono che la sliding door di Carlos si è chiusa e anche in malo modo. ” […] questa nuova sfida può essere un grandissimo trampolino di lancio, ma allo stesso tempo trasformarsi in un incubo. Una sliding door, appunto. Che può lanciare definitivamente lo spagnolo, oppure farlo naufragare. Il tempo ce lo dirà” scrivevo alla fine di quel famoso primo articolo.
Il tempo ha dato il suo responso, Carlos Sainz è apparentemente naufragato. Solo il futuro della Williams potrà dirci se potrà tornare a galla o scivolare definitivamente in fondo all’oceano.
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