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F1, è ora di allargare la zona punti

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10 piloti in zona punti stanno diventando troppo pochi per la Formula 1 del 2024. È arrivato il momento di cambiare qualcosa?

Nonostante le aspettative fossero molto basse dopo un 2023 sicuramente non spettacolare, il 2024 si sta rivelando una stagione molto combattuta. La griglia della Formula 1 sembra più compatta che mai, con 4 scuderie racchiuse in un paio di decimi in cima alla classifica e altre 4 molto vicine in lotta per i rimanenti posti nella top 10. In generale, tutte e 20 le vetture sono spesso racchiuse nel margine di circa un secondo, sia in qualifica che in gara.

Un dato piuttosto significativo da questo punto di vista lo si può trovare nel GP del Belgio, dove i primi 8 piloti hanno concluso la gara (priva di Safety Car, VSC o bandiere rosse) in un margine di 20 secondi (se non consideriamo la squalifica di Russell e il pit stop non necessario di Perez all’ultimo giro).

Questa situazione, per quanto molto spettacolare e divertente per gli appassionati, sta evidenziando un problema nuovo: la zona punti. Infatti, a meno di ritiri o imprevisti, i primi 8 posti in classifica sono quasi sempre occupati dalle vetture di Red Bull, McLaren, Mercedes e Ferrari. Per i piloti di centro gruppo, restano solamente la P9 e la P10. A questo punto, la domanda sorge spontanea: in un contesto del genere, è giusto che il pilota che chiude undicesimo ottenga gli stessi punti (ossia nessuno) di uno che chiude sedicesimo o, peggio, dell’ultimo?

Il valore della zona punti

Da sempre, in Formula 1 la zona punti è considerata come un obiettivo da raggiungere. Inizialmente, quest’ultima copriva solamente le prime 5 posizioni, con il vincitore che guadagnava 8 punti. Negli anni 90, i piloti premiati sono diventati 6, per poi passare ad 8 nel 2003, mentre il sistema di di punteggio attuale è entrato in vigore nel 2010. Questa idea di assegnare un “premio” a metà (anche meno per lungo tempo) griglia ha avuto un effetto positivo: aumentare il valore dell’ultima posizione della zona punti. Quante volte abbiamo visto battaglie interessanti e all’ultima staccata per portare a casa una P10? Molto probabilmente, se non ci fossero stati punti in palio la situazione sarebbe stata molto diversa. Così, nel corso degli anni, la Formula 1 ha optato per aumentare sempre di più il numero di piloti a cui assegnare un punteggio.

F1, è ora di allargare la zona punti

Le alternative

Considerando la situazione attuale, sembra proprio arrivato il momento di cambiare qualcosa. A mancare non sono certo le alternative: diverse categorie del motorsport adottano un sistema di punteggio molto diverso da quello della Formula 1. Basti pensare alla MotoGP, in cui la zona punti si spinge fino alla quindicesima posizione, o all’IndyCar, in cui addirittura tutti i piloti classificati ottengono almeno 5 punti.

La questione zona punti è emersa a inizio stagione, con diverse squadre che si sono dette favorevoli ad un’estensione a 12 posizioni. Con una Formula 1 sempre più pronta a cambiare e a portare novità in pista, forse una modifica del genere potrebbe non essere troppo lontana.

Nessuno svantaggio

Solitamente, quando si parla di modifiche al regolamento le cose più importanti da fare sono valutare la gli effetti positivi e negativi di quest’ultimo e la realizzabilità. I vantaggi sono molteplici: innanzitutto, diversi team in più sarebbero in grado di lottare per qualcosa, rendendo ogni battaglia e ogni sorpasso significativo. Inoltre, verrebbero evitati diversi ritiri “per risparmiare la macchina”, sportivamente non bellissimi da vedere. Per di più, permetterebbe di stilare una classifica più equa: è davvero giusto che (ad esempio) un pilota con una P10 e tre P17 abbia più punti di un pilota con quattro P11?
Ovviamente, quest’ultimo problema sarebbe solo parzialmente risolto. Infatti, una soluzione definitiva verrebbe solamente imitando il modello IndyCar, che però appare piuttosto in contrasto con quella che è l’idea della zona punti in Formula 1: un premio, più che uno strumento di valutazione della gara (come accade nella categoria americana).

F1, è ora di allargare la zona punti

Per quanto riguarda la realizzabilità, la Formula 1 ha già effettuato diversi cambiamenti di questo tipo in passato, senza mai tornare sui propri passi (come accaduto in altre occasioni). Ma il vero punto di forza di questa novità potrebbe essere l’assenza di punti a sfavore: con un allargamento appropriato (a 12, 14 o al massimo 15 piloti), la vittoria potrebbe tranquillamente continuare ad assegnare 25 punti, mentre i punti non perderebbero il loro valore di “premio”. Inoltre, la sfrenata lotta per l’ultimo punto disponibile si sposterebbe solamente qualche posizione più indietro, mentre la battaglia per la top 10 continuerebbe ad essere agguerrita, in quanto ogni singolo punto rimarebbe di grande valore.

Per quanto riguarda le posizioni di testa (e quindi le sfide mondiali), infine, potrebbero non esserci cambiamenti ad eccezione della differenza di punti tra il primo e il secondo posto, che potrebbe ridursi da 7 a 5 punti nel peggiore dei casi. Di fatto, una modifica semplice come un adeguato allargamento della zona punti potrebbe portare ad un aumento dello spettacolo e delle battaglie in pista senza particolari rischi di danneggiare lo sport, anzi: se Liberty Media ha approvato le Sprint Race (che di spettacolare hanno molto poco), perché non dovrebbe fare altrettanto con questa novità?

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