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Ricciardo: “Non so se sarò ad Austin, ma non siate tristi. Sono grato e orgoglioso di tutto”

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Daniel Ricciardo a Singapore ingoia un boccone dolceamaro. Fa il giro veloce nella sua, molto probabilmente, ultima gara in Formula 1 e ottiene il titolo di “Driver of the Day”.

Non è con il suo solito sorriso che Daniel Ricciardo si presenta alle interviste post gara. Sembra quasi spento, probabilmente già conscio di ciò che lo aspetta. Se ne parla da tanto e dopo questa gara è ad un passo più vicino alla realtà. L’ultima gara di Ricciardo, Singapore, non ancora certo, ma da ciò che si evince dalle sue parole sembra proprio essere così.

Un sorriso appena abbozzato per il giro veloce fatto segnare al termine del Gran Premio, senza però poter guadagnarsi quel punto in più, e il titolo di “Driver of the Day”. In un ambiente come quello della Formula 1, in cui di umano c’è ben poco, le occasioni gli sono state date, ma i risultati non sono arrivati ed è arrivato il momento di salutare il sorriso più famoso del paddock.

Rimasto per qualche minuto all’interno della sua vettura al termine della gara, gli è stato chiesto cosa passasse per la sua mente in quel momento. L’australiano si è trovato un po’ in difficoltà a rispondere, visibilmente emozionato e con gli occhi lucidi. Sto provando molte emozioni, sono consapevole che potrebbe essere stata la mia ultima gara. Penso anche sia la stanchezza dopo la gara, c’è veramente tanto. Non lo so, un insieme di emozioni e stanchezza. Il cockpit è un qualcosa che ho usato per molti anni e, non so. Voglio solo godermi il momento adesso“. Ha spiegato Ricciardo quasi in lacrime.

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Non sono sicuro mi vediate ad Austin. Vorrei dire diversamente ma c’è una buona possibilità che non ci sia. Non voglio pensare però che stia per arrivare una brutta notizia o qualcosa del genere. Ho dato il massimo, diciamo che il finale da favola non si è verificato, ma devo anche guardarmi indietro a ciò che è stato. 13 anni, o giù di lì, ne sono orgoglioso. Sono grato non solo di aver iniziato a praticare questo sport, ma anche di esserci rimasto per così tanto tempo. Se deve finire così, io non voglio raccontare una storia triste. È stato divertente“. Ha concluso Daniel visibilmente commosso.

Fatica a trattenere le lacrime, il suo sorriso si spegne, ma senza mai smettere di emanare luce del tutto. Questa volta però è davvero finito tutto. Lo sappiamo noi, lo sa lui. La consapevolezza che si legge nei suoi occhi bagnati dalle lacrime fa un po’ emozionare tutti. Non sarà lo stesso senza Daniel, che raggiante e sorridente si aggira nel paddock, capace di far sentire meglio qualsiasi persona. Inconsapevolmente, ha reso questo sport un po’ più speciale, donandogli quel poco di umanità di cui ha bisogno.

Ci mancherai Daniel.

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