In vista delle ultime 6 gare del mondiale, in Ferrari si spinge al fine di arrivare preparati per affrontare le tappe cruciali della stagione
Indice Articolo
- 6 piste che faranno da test a Maranello, ma saranno pure cruciali
- Obiettivo carico, ma occhio a rovinare il lavoro fatto a Singapore
- Singapore deludente, ma non da non prendere sott’occhio
- “L’ala magica della provvidenza” di Singapore
- Non solo flessione, la SF24 migliora un suo punto debole
- Aggiornamenti in ottica 2025 a Maranello
- Non-stop per Ferrari. Si lavora a Maranello
Dopo le 3 gare sulla carta favorevoli, Ferrari va in pausa soddisfatta. Delusa per delle aspettative non ripagate a Baku, ma soprattutto a Singapore, però pienamente appagata per le ottime prestazioni che la SF24 ha offerto.
Tre circuiti che, però, erano sulla carta favorevoli alla monoposto di Maranello, la quale si sposa perfettamente su piste con sezioni ad alta velocità, con basso coefficiente e ottima stabilità sul lento, come ad esempio lo è stato Baku, ma anche in piste dove la frenata e i punti di ripartenza giocano un ruolo chiave, come Singapore.
La pausa, che durerà fino al 20 ottobre, sarà fondamentale per il team di Maranello, che cercherà di massimizzare il lavoro di ricerca e sviluppo, al fine di trovare maggiore carico, senza però rovinare il bilanciamento trovato con gli aggiornamenti portati a Monza.
6 piste che faranno da test a Maranello, ma saranno pure cruciali
Equilibrio aerodinamico che sarà fondamentale nelle prossime 6 piste, quasi tutte ad alto carico, come ad esempio Losail, o anche Austin, oppure il circuito di Città del Messico, che, per via dell’aria rarefatta a densità minore, richiederà assetti a maggiore carico, che non avranno influenza nella resistenza all’avanzamento, che si annullerà per minore effetto che l’aria densa dà.

La SF24, ricordiamo, ha subito vari step evolutivi, di cui il primo a Imola, poi in Spagna, e l’ultimo a Monza. Per questo motivo, nei prossimi circuiti vi sarà l’esigenza di nuovi pezzi (come gli alettoni) che seguiranno lo sviluppo che la macchina ha avuto questa stagione.
Per tale ragione, questo mese di pausa sarà fondamentale per lavorare in galleria del vento, e vedere i possibili nuovi sviluppi che la monoposto di Maranello potrà avere a disposizione ad Austin.
Importante sarà lavorare sull’aerodinamica, trovando un compromesso tra carico sviluppato e migliore raffreddamento, con uno scambio termico che dovrà soddisfare esigenze di raffreddamento in circuiti come Losail o Messico, dove la parte di affidabilità è molto importante.
Obiettivo carico, ma occhio a rovinare il lavoro fatto a Singapore
L’obiettivo sarà, in questo mese di pausa, tramite simulazioni in galleria del vento, alzare l’asticella del livello di carico generato, anche con piccoli interventi minori sul corpo vettura, o sul fondo (nella zona della floor edge ad esempio), al fine di potenziare la vorticosità nelle varie regioni della monoposto, così da trovare maggiore carico da sfruttare, senza rovinare l’equilibrio tra i 2 assali posteriore e anteriore, che va poi a sporcare l’assetto in curva, provocando sottosterzo o sovrasterzo.

Singapore deludente, ma non da non prendere sott’occhio
Un’ottima notizia per Ferrari sono le prestazioni della monoposto nel tracciato di Marina Bay. Infatti, la SF24 ha riportato tutti i frutti di un lavoro delicato che si rispecchia negli aggiornamenti di Monza, uniti a una nuova ala anteriore che conferisce maggiore equilibrio aerodinamico, e che sblocca una finestra di sviluppo che va in direzione simil McLaren MCL38.
Quello che voglio dire, infatti, è la possibilità di sbloccare maggiore ricerca al fine di aumentare la misura di flessibilità che l’anteriore della SF24 può raggiungere, eguagliando o superando quelli di McLaren, traendone vantaggio a livello di prestazione e studio dell’assetto.
La nuova ala anteriore, ha permesso alla SF24 di generare maggiore carico all’anteriore, segno che la monoposto soffriva ancora di leggero sottosterzo in appoggio, fenomeno che a Leclerc non piace.
“L’ala magica della provvidenza” di Singapore

Nell’appuntamento di Singapore, la nuova specifica ha permesso di sbloccare maggiore carico grazie a una geometria rivista, che sblocca zone in cui la differenza di pressione è più alta, il che si traduce in maggiore deportanza sui flap 3 e 4.
Interessante è l’intervento fatto nella zona tra i flap e l’endplate. Infatti, sono stati modificati i VG (in inglese, generatori di vortici) presenti in quella zona, al fine di potenziare la vorticosità del flusso outwash al fine di carenare le ruote anteriori, così da avere maggiore efficienza all’avantreno ed evitare che si sporchino i flussi per via dell’azione delle ruote anteriori (considerate dei corpi tozzi, che aumentano le turbolenze).
L’aggiornamento, ha portato ovviamente a una diversa disposizione delle pelli in carbonio, al fine di aumentare la flessibilità del piano superiore dell’ala (come si vede nel video sopra). Sicuramente, non si è ai livelli di flessione dell’ala McLaren, ma è un segno che a Maranello stanno andando nella giusta direzione.
Non solo flessione, la SF24 migliora un suo punto debole
Un dato interessante si trova se andiamo a confrontare, grazie alla telemetria, i giri veloci di Verstappen, Norris e Leclerc nel GP di Singapore: curva 18 e 19 sono punti di riferimento che ci fanno capire l’andamento delle monoposto nelle curve ad alta velocità, dette d’appoggio.
In questo caso, si vede una migliore ripartizione del gas in percorrenza-uscita per Leclerc, che riesce a gestire e modulare meglio il gas rispetto agli altri due. Questo è un ottimo segnale, e fa capire come effettivamente il bouncing di cui si parlava in Ferrari durante le gare estive sia sparito.

Questo perché il nuovo fondo, portato a Monza, ha migliorato sensibilmente la mappa aerodinamica, riportando il centro di pressione in un punto ideale all’equilibrio, tale da stabilizzare meglio la piattaforma della SF24. Ma non solo.
Pare, infatti, che sia stato fatto un intervento a livello di meccanica stile Mercedes in Austria. Si è provveduto a migliorare il terzo elemento meccanico, così da assorbire meglio le asperità della pista, pur mantenendo una buona altezza da terra.
Aggiornamenti in ottica 2025 a Maranello
Gli sviluppi che la SF24 ha avuto, e continuerà a portare nelle prossime piste, è un ottimo test in ottica 2025, poiché la “pelle aerodinamica” sarà totalmente basata su ciò che è la SF24 adesso.
Un ottimo segnale, perciò, per il team di Maranello, che confida negli sviluppi attualmente promettenti, e che potrebbero permettere a Ferrari di agguantare quantomeno il secondo posto nel Costruttori, dato che ora come ora la McLaren è di un altro pianeta.
La ricerca e lo sviluppo aerodinamico, secondo alcune fonti, sarà ottimizzata con una nuova ala posteriore a medio-alto carico. Ci aspettiamo di vedere, quindi, soluzioni di micro-aerodinamica sul posteriore, volti allo sfruttare i flussi uscenti dalle feritoie, quindi con maggiore temperatura ed energia, che si traducono in maggiore quantità di moto in quella zona.

Maggiore temperatura vuol dire minore densità e pressione, quindi un campo di depressione maggiore che aiuterebbe l‘estrazione dei flussi dal diffusore (portato pure questo a Monza) e la quantità di carico generata.
Non-stop per Ferrari. Si lavora a Maranello
La quantità di gare che arriveranno nel prossimo mese, e le poche pause tra l’una e l’altra, saranno elemento di poco tempo e spazio per lavorare nella ricerca e negli sviluppi. Per tale motivo, Ferrari spinge al massimo per massimizzare il lavoro in questo mese al fine di preparare una base solida e vincente per le ultime gare quest’anno, e per un 2025 ricco di soddisfazioni e vittorie.
E chissà, magari vedremo finalmente una Ferrari in piena lotta mondiale, magari contro McLaren? L’Hype che si sta generando dev’essere prima confermato, e non smentito, nelle prossime gare più difficili, ma in Ferrari, come abbiamo visto, hanno le idee molto chiare.
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