La preparazione alla Season 11 di Mahindra Racing spiegata dal direttore tecnico Josef Holden

FE | Josef Holden spiega come Mahindra sta preparando la Season 11

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Il direttore tecnico di Mahindra Racing Josef Holden ha spiegato come il team sta svolgendo la preparazione in vista della Season 11

Come molti altri team, Mahindra è al lavoro per preparare la nuova stagione del mondiale di Formula E, che tornerà ad essere spalmata su due anni per la prima volta dalla Season 6 (2019-20).

La squadra indiana, tornata ad essere senza team cliente dopo il passaggio di Abt ai powertrain Yamaha con l’avvento in Formula E di Lola Cars, ha cominciato i test sulla Gen3 Evo (la nuova vettura che debutterà a San Paolo) un anno fa, ed i risultati per ora sono incoraggianti.

Il direttore tecnico del team Josef Holden, infatti, ha dichiarato ad E-Formel.de di essere soddisfatto di ciò fatto finora. “Il nostro programma di test, in generale, sta andando molto bene”, esordisce Holden.

La squadra ha inoltre cambiato approccio nei test, infatti Holden a proposito dice: “Di solito cominci svolgendo delle prove di affidabilità della macchina, poi pensi alla prestazione singola. Ma con i 16 giorni che abbiamo a disposizione come costruttori, abbiamo deciso di optare per un 60/40, soprattutto perché il nuovo stile di guida sarà molto diverso in termini di performance”.

Tanti sono stati i chilometri completati sinora da Mahindra in pista. Rispetto alla preparazione per l’esordio della vettura Gen3 il numero di chilometri di test è aumentato vertiginosamente.

Realisticamente, siamo molto più avanti rispetto a prima. Abbiamo una media 500 km di test compiuti al giorno, che è uno dei nostri migliori dati relativi ai test di sempre” chiosa Holden. Quel che manca però è un confronto con gli altri team e costruttori, infatti Mahindra riesce (per ora) solo ad effettuare dei paragoni con i dati delle stagioni precedenti. “Per ora possiamo solo paragonarci a noi stessi, ma poi vedremo dove saremo dopo Valencia”.

Dei test “al limite”

Inoltre, in questi test è stato possibile spingere al limite la macchina, come spiega Jordan King, il collaudatore della squadra.

Possiamo affrontare tutto più rigorosamente e spingere la macchina al limite. Stiamo cercando di capire come trovare la miglior performance possibile con la trazione anteriore, le nuove gomme e soprattutto l’interazione tra queste due cose. Abbiamo investito molto tempo particolarmente nel capire la trazione anteriore. È quasi come se stessimo provando delle cose già provate con la Gen3 per vedere se entrino bene in simbiosi con questa vettura o se dobbiamo andare in un’altra direzione”.

King ha poi dichiarato che il lavoro legato allo sviluppo di una macchina completamente nuova sia completamente diverso da quello per una già completamente messa a punto.

Puoi fare solo dei piccoli cambiamenti al setup. Ogni cambiamento fa una grandissima differenza in pista”:

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Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

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