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WRC | Largo ai giovani: il piano per il futuro…

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La nuova generazione scalpita ed è pronta a farsi valere. Il Promotore del WRC sta infatti fornendo supporto economico alle squadre, in modo di dare ai giovani talenti più promettenti l’opportunità di mettersi in gioco tra i grandi

Il ricambio generazionale è alle porte e, in questa stagione, abbiamo assistito ai primi protagonisti di questa nuova era. Con il sostegno del WRC Promoter, giovani talenti come Martins Sesks e Sami Pajari hanno avuto l’opportunità di mettersi alla prova con le vetture Rally1, spesso sorprendendo e superando ampiamente le aspettative.

Il Promoter del WRC ha deciso di offrire un sostegno economico alle squadre che partecipano all’iniziativa, incentivando così la crescita dei giovani piloti. M-Sport è stata la prima ad accettare la sfida, seguita da Toyota, entrambe schierando due dei talenti più promettenti delle categorie minori per metterli alla prova con le vetture di punta del campionato.

All’appello manca ancora Hyundai, che pur avendo annunciato il futuro arrivo di Adrien Fourmaux, non si è ancora espressa ufficialmente sulla questione del supporto ai giovani. Tuttavia, come ha sottolineato Peter Thul, direttore senior dello sport del WRC Promoter, ci sono ancora molti nomi nella lista per i quali varrebbe la pena fare uno sforzo per offrire questa opportunità. Sebbene la classifica rimanga una priorità, il marchio sudcoreano potrebbe decidere di partecipare all’iniziativa in uno degli ultimi due round della stagione, ma tutto è ancora da definire…

“Abbiamo proposto questa idea anche a Hyundai ma ancora tutto tace. Nonostante siano entusiasti dell’iniziativa risultano essere ancora un pochino difficili da conquistare ma la porta per il prossimo anno è aperta” ha detto Thul.

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Open day tra le Rally1

Parlando più nello specifico delle opinioni di Thul, il direttore senior del WRC ha sottolineato come questa opportunità sia una sorta di battesimo per i giovani. Competere al fianco dei massimi esponenti mondiali, con le loro stesse vetture o quasi, è senza dubbio un banco di prova per tutti. Un’occasione preziosa per misurarsi sul campo e valutare concretamente le proprie abilità.

“Questa iniziativa è stata presentata a tutti. Sia Sesks che Pajari ne hanno beneficiato ma non sono gli unici a meritare un’occasione simile. Per Sami ovviamente il discorso è leggermente diverso, c’è di mezzo Toyota ma in ogni caso saremmo entusiasti di poterlo supportare nel breve periodo.”

“Ovviamente non paghiamo tutto noi. Anche il pilota ha le sue spese ma ad esempio nel caso di Sesks, M-Sport ha deciso di contribuire al totale. Parlando proprio di Martins, in Polonia abbiamo avuto la possibilità di scoprire quanto valga effettivamente guidare una vettura del genere. Al termine di una prova aveva perso il paraurti e lì, stando a ciò che ci ha raccontato, ha scoperto il vero significato dell’aereodinamica. Nonostante fosse senza ibrido in alcune occasioni, ha comunque avuto modo di interagire con la vettura imparando a conoscerla tra gioie e dolori.” ha aggiunto Thul.

“Ritengo che correre senza la componente ibrida sia quasi un vantaggio. I piloti meno esperti hanno la possibilità di sperimentare cosa significa passare dalla classe WRC alla WRC2 senza però doversi concentrare su troppi dettagli. Come ha detto Martins, già l’aereodinamica svolge un ruolo chiave, se ci mettiamo anche l’ibrido rischiamo di complicare solo le cose.”

“La filosofia alle spalle di tutto è una sola: abbattere il muro che divide i giovani dal WRC. Non possiamo permetterci di finanziare una squadra intera ma stiamo facendo il possibile per allargare gli orizzonti di tutti, team e piloti. Non possiamo fare altro che continuare su questa strada…”

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