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Brembo Preview F1: GP degli Stati Uniti: 2 su 3 negli USA!

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Scopriamo assieme a Brembo i segreti del Circuit of the Americas, teatro del GP degli Stati Uniti che riporta la F1 dopo la pausa autunnale.

Dopo un’assenza di tre settimane, la F1 fa il suo ritorno in grande stile con il Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin, aprendo un triple header che ci porterà poi in Messico e Brasile. La tappa sul suolo del Texas è presente nel calendario dal 2012, radunando ogni anno centinaia di migliaia di spettatori al Circuit of the Americas.

Prima del 2012, lo stato della Stella Solitaria ha ospitato una gara di F1 solo nel 1984 a Dallas, in un tracciato temporaneo designato attorno al Cotton Bowl Stadium, infelicemente ricordato per le sconnessioni della pista e per l’assenza incredibile dell’asfalto in alcuni punti, costringendo i piloti a guidare sul cemento.

Andiamo però ora a scoprire i segreti sulle staccate che caratterizzano il COTA di Austin grazie ai dati fornitici come da tradizione da Brembo!

Le caratteristiche della pista

Il COTA di Austin si snoda su un tracciato di 5513 metri per 20 curve, mettendo in luce una serie di riferimenti voluti da Hermann Tilke ad altre piste storiche come Silverstone nello snake che va da Curva 3 a Curva 9 o il curvone di Istanbul nel terzo settore.

Pur avendo quattro staccate classificate alla massima difficoltà, il tracciato texano non va oltre un grado di 3 su 5 secondo i tecnici Brembo riguardo alla difficoltà in frenata della pista. Inoltre i freni entrano in azione relativamente poco rispetto all’importante numero di curve: si spende solo il 18% del tempo sul giro in frenata, cioè 16,7 secondi.

Identikit Brembo GP degli Stati Uniti
Identikit Brembo – GP degli Stati Uniti

La curva più impegnativa per i piloti è senz’altro la 12, caratterizzata da un delta di velocità tra iniziale e finale che sfonda il muro dei 220 Km/h, sottoponendo i piloti ad una staccata di 2,7 secondi in 123 metri di spazio.

Durante questo lasso di tempo, le forze in decelerazione si attestano su picchi di 4,3G, mentre il carico richiesto sul pedale del freno è di 133 Kg, dissipando 2212 kW di potenza durante tutta la frenata.

Menzioni onorevoli anche per Curva 1, staccata complicata che si svolge in salita dove le forze arrivano anche a 4G e mezzo, e per Curva 11, la staccata con la maggior pressione richiesta sul pedale del freno di tutto il tracciato.

L’innovazione in casa Brembo procede spedita

Nel 1975, anno di approdo in F1, Brembo forniva alla Scuderia Ferrari solo i dischi in ghisa. Da lì in poi però, la casa italiana si sviluppò ad un ritmo esponenziale, conquistando gran parte del paddock con le sue tecnologie.

Su tutte spiccavano le pastiglie con fori di ventilazione, con una dimensione ridottissima e materiali ad alta efficienza come il carbonio per massimizzare la dispersione termica durante la sollecitazione dei componenti dell’impianto frenante.

Dal 2022, la FIA ha messo la parola fine sulle pastiglie forate, vietate da regolamento per una questione di costi. Brembo però ha aggirato la limitazione regolamentare innovando il retro dei componenti, aumentando la superficie di scambio termico e allo stesso tempo diminuendo il peso ancora una volta.

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