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F1 | GP degli Stati Uniti – Analisi: Leclerc guida il trionfo Ferrari, Norris spreca

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Ad Austin Leclerc e Sainz completano la seconda doppietta Ferrari della stagione, precedendo al traguardo Norris (penalizzato) e Verstappen.

Nel tradizionale appuntamento con il GP degli Stati Uniti, Charles Leclerc e Carlos Sainz regalano alla Ferrari una storica doppietta che in America mancava dal lontano 2006 (Su Youtube il racconto di quella vittoria). Quarta vittoria per il Cavallino Rampante nel Mondiale 2024, quarta bandiera che si innalza a Maranello – settima se contassimo tutte le categorie che vedono Ferrari impegnata nel mondo del Motorsport – grazie a una prestazione superlativa del pilota monegasco che, con carattere e determinazione, porta a casa una vittoria conquistata prima sul piano mentale, poi sul piano fisico.

“Solo” terzo Verstappen che, pur al volante della terza monoposto più veloce in pista, riesce a precedere entrambe le McLaren di Norris e Piastri, ottenendo un podio sofferto ma meritato. Stupiscono in zona punti anche Liam Lawson, P9 al rientro nella massima serie automobilistica dopo la parentesi dello scorso anno, e soprattutto Franco Colapinto, P10 con la nona vettura del lotto.

L’ordine di arrivo del GP degli Stati Uniti offre interessanti opportunità per analizzare più da vicino le prestazioni in pista dei vari piloti, concentrandosi sugli aspetti strategici e tecnici che hanno determinato l’esito dell’appuntamento di Austin.

Capolavoro Leclerc nel primo stint

*In questa prima analisi ci concentriamo sulla gestione delle gomme durante le fasi iniziali della gara*. Allo spegnimento dei semafori la mescola preferita dai piloti in griglia di partenza è proprio quella media, contraddistinta dal bollino giallo. Ben 15 piloti su 20 sono partiti con gomma Medium, con gli unici Hamilton, Lawson, Russell e Stroll a prediligere gomma dura per motivazioni strategiche che analizzeremo in seguito. Una scelta in linea con le aspettative Pirelli, che a inizio gara vedeva nel compound medio il miglior set per affrontare le fasi iniziali dell’appuntamento al Circuito delle Americhe, per poi passare al compound più duro con cui affrontare i restanti giri di gara prima della bandiera a scacchi.

Ad Austin Leclerc e Sainz completano la seconda doppietta Ferrari della stagione, precedendo al traguardo Norris (penalizzato) e Verstappen.
Tempi su giro della cinquina Leclerc, Verstappen, Norris, Sainz e Piastri.

Il focus maggiore lo meritano, ovviamente, i primi cinque piloti del gruppo, sulla carta i piloti con le migliori possibilità di vittoria. Della cinquina in analisi – Leclerc, Vertsappen, Norris, Sainz e Piastri – colui che riesce a far fruttare la mescola gialla è senz’ombra di dubbio il pilota monegasco, autore di un primo stint nettamente migliore rispetto alla concorrenza sia per cosanza che per velocità assoluta.

Allo spegnimento dei semafori il ferrarista parte in fotocopia rispetto a Max Verstappen, portandosi rapidamente a portata di scia rispetto la Red Bull numero 1. Il monegasco ha un’intuizione, prevede la manovra di attacco di Verstappen e approfitta della bagarre tra Norris e l’olandese per cercare l’incrocio di traiettoria e portarsi subito al comano del Gran Premio.

La parentesi Safety Car crea poi un “buco temporale” tra il secondo e il sesto giro, consentendo al gruppo di ricompattarsi e dando la momentanea illusione di alimentare una lotta su più fronti, con Verstappen, Sainz e le due McLaren pronti a inseguire Leclerc e a sfruttare un suo ipotetico passo falso al rientro della vettura di sicurezza. Ma a partire dal sesto giro, la Ferrari numero 16 evidenzia in quel di Austin un passo insuperabile, suonando la carica con un giro veloce (1:38.950) che palesa subito le chiare intenzioni di vittoria del pilota monegasco.

A fini puramente indicativi, nella stessa tornata Verstappen è 828 millesimi più lento, ed è il secondo più veloce del lotto in analisi. Il distacco cresce considerando il tempo di Piastri, oltre 1.8 secondi più lento di Leclerc, sebbene il traffico davanti alla monoposto numero 81 ha sicuramente contribuito ad aumentare il crono dell’australiano.

Ad Austin Leclerc e Sainz completano la seconda doppietta Ferrari della stagione, precedendo al traguardo Norris (penalizzato) e Verstappen.
Miglior giro di Leclerc e di Verstappen a confronto, GP degli Stati Uniti 2024.

A serbatoi pieni la SF-24 risponde bene e Leclerc non ha grossi problemi nel negare il DRS agli inseguitori e nell’aprire un varco di oltre 8 secondi in 18 giri. Se nella Sprint Race del sabato la pista sembrava premiare la Red Bull di Verstappen, che ha dimostrato una notevole coerenza con 19 giri estremamente simili in termini di tempi cronometrati, nella Gara di domenica è Ferrari a dettare il passo nel primo stint, guadagnando mediamente 4.7 decimi a giro rispetto Verstappen e 9.4 rispetto Norris, quest’ultimo in versione “conservativa”.

Bravo l’olandese a non lasciarsi sfuggire Leclerc, tenuto costantemente nel mirino della propria Red Bull, a portata di pochi secondi, ma in uno stint dove è stata la performance della monoposto a farla da padrona, specie nel guidato, a nulla sono valsi gli sforzi del tre volte Campione del Mondo nel tentativo di compensare una Ferrari, come detto, semplicemente superiore.

 

Bene Norris nel secondo stint, ma non basta

Lo stint del monegasco termina nel corso del 27° giro, quando rientra ai box per montare gomma hard e completare la strategia gialla-bianca consigliata da Pirelli. Il vero “trendsetter”, per così dire, è però Sainz, il primo del gruppo di testa a stornare la sosta per il cambio pneumatici e aprire la strada ad altri piloti e scuderie, che fino a quel momento potevano contare del solo Lawson per avere un riferimento su gomma dura tra le prime 10 posizioni.

Lo spagnolo si ferma ai box nel corso del 22° giro per cercare l’undercut su Verstappen, mettendo poi a segno due giri ampiamente sotto il muro dei 40 secondi che, al momento della sosta dell’olandese, nel corso del 26° giro, gli sono valsi la momentanea terza posizione in pista.

Il pit stop di Verstappen innesca anche quello di Leclerc, costretto a fermarsi per proteggersi dalla mescola più fresca montata dall’olandese. La leadership del Gran Premio passa dunque nelle mani di Norris, seguito da Piastri, che dati alla mano sono gli unici a prolungare il primo stint su gomma gialla oltre il 30° giro. I due alfieri di Woking sono distanziati tra di loro di circa 5 secondi, mentre al rientro in pista Leclerc è a 2 secondi dalla monoposto numero 81 di Piastri.

Il monegasco è una furia e inizia immediatamente a girare con tempi che oscillano tra il 38.5 e il 39.0, prosciugando rapidamente il vantaggio delle due McLaren e trasformandosi in una concreta minaccia per il pilota australiano, che con pneumatici ormai a fine vita nulla può fare per difendersi dal sorpasso che Leclerc porta a casa nel corso del 31° giro.

Ad Austin Leclerc e Sainz completano la seconda doppietta Ferrari della stagione, precedendo al traguardo Norris (penalizzato) e Verstappen.
Intervallo 25°-35° giro Gran Premio degli Stati Uniti 2024.

Con la forbice tra i tempi dei due McLaren e quelli dei restanti piloti con mescola fresca ormai diventata ingestibile per via del consumo eccessivo delle gomme, il muretto papaya è obbligato a richiamare ai box le due McLaren, con Norris che si ferma nel corso del 31° giro mentre Piastri passa a gomma hard al 32° giro di gara. I due piloti di Woking rientrano in pista in quarta e quinta posizione, alle spalle di Verstappen ma entrambi davanti a Russell, e la leadership della gara torna nuovamente nelle mani di Leclerc, precedendo di 7 secondi il compagno di squadra.

Su mescola hard il monegasco non eccelle, a differenza del completo dominio evidenziato nel primo stint. In numerose tornate Sainz è più veloce di Leclerc, ma il distacco tra i tempi cronometrati dei due ferraristi si misura nell’ordine di poche manciate di decimi e dunque il numero 16 riesce comunque ad amministrare a suo favore il vantaggio sugli inseguitori. Chi invece spinge su gomma dura è proprio Norris, che dopo un’introduzione dolce degli pneumatici comincia a tirare giù tempi più veloci di quelli fatti registrare da Verstappen, raggiungendo il rivale olandese in meno di 10 giri.

Ad Austin Leclerc e Sainz completano la seconda doppietta Ferrari della stagione, precedendo al traguardo Norris (penalizzato) e Verstappen.
Intervallo 35°-55° giro Gran Premio degli Stati Uniti 2024.

Dal 32° giro fino al 56°, infatti, Lando Norris ha un passo gara mediamente 4.4 decimi migliore di Verstappen, e a ben vedere anche 3.2 deicmi migliore di quello di Leclerc. L’inglese è il protagonista assoluto della seconda metà di gara sul Circuito delle Americhe e, almeno sulla carta, ha dalla sua parte tutte le possibilità per raggiungere il leader della gra nelle fasi finali dell’incontro. Le ambizioni di vittoria del pilota numero 4 sono però frenate dalla presenza ingombrante di Verstappen, un avversario decisamente difficile da affrontare e, soprattutto, una pedina molto importante nello scacchiere che rappresenta la gara di Leclerc.

Dal 44° giro, quando Norris si porta nella zona DRS di Verstappen, fino al 52° giro, quando l’inglese supera all’esterno l’olandese ottenendo una penalità di 5 secondi per aver infranto i track limits, i due piloti si ostacolano a vicenda, facendo le fortune di un Leclerc che nelle fasi finali della gara ha come unica preoccupazione il tenere a bada il compagno di squadra. Cosa che il ferrarista effettua in maniera sapiente, gestendo costantemente il vantaggio su Sainz e abbassando i tempi di percorrenza attorno al COTA solo a partire dal 47° giro, quando il distacco tra i due si era pericolosamente portato sotto la soglia dei 5 secondi.

Tanto basta al numero 16 per tagliare il traguardo in prima posizione, conquistando la sua terza vittoria stagionale nonché la quarta per il team di Maranello. Completa la doppietta Carlos Sainz, che rispetto a Leclerc paga un primo stint non ottimale, mentre sul terzo gradino del podio sale uno stoico Max Verstappen. Solo quarta posizione per Norris, mentre un anonimo Piastri non va oltre la quinta piazza.

Ad Austin Leclerc e Sainz completano la seconda doppietta Ferrari della stagione, precedendo al traguardo Norris (penalizzato) e Verstappen.
Charles Leclerc festeggia la vittoria nel GP degli Stati Uniti 2024.

 

Strategie “alternative”: il Texas di Hamilton, Russell, Lawson, Colapinto e Stroll

Chi per un motivo, chi per un altro, ben 5 piloti hanno scartato l’alternanza media-hard proposta da Pirelli in favore di un’impostazione strategica differente. Il minimo comune multiplo alla base di questa scelta è la partenza dal fondo dello schieramento per limiti prestazionali dell’auto o, ancora peggio, dalla pit lane, in seguito a penalità dovute al cambio di componenti sulla propria monoposto.

Parte in salita – e a ben vedere non decolla nemmeno – la gara di Hamilton. Per l’inglese il Gran Premio di Austin dura appena 10 km, costretto al ritiro dopo aver piantato la propria monoposto nella ghiaia di curva 19 in seguito a un improvviso testacoda. Una dinamica molto simile a quella accaduta al compagno di squadra durante la Sprint Race del sabato e che lascia presagire problemi intrinsechi al nuovo pacchetto di aggiornamenti montato dalle Frecce d’Argento.

Eppure la strategia pensata per il 7 volte Campione del Mondo (gomma bianca partendo dalla P17, prolungando il primo stint ed eseguendo il più classico degli overcut) non era neanche sbagliata. George Russell, costretto alla partenza dalla pit lane dopo essersi qualificato in prima fila al fianco di Norris, con lo stesso overcut riesce a risalire fino in sesta posizione, fermandosi per la sosta nel corso del 40° giro e recuperando la P6 a fine gara a discapito di Pérez. Nonostante una Mercedes più vicina al centrogruppo che ai top team, l’inglese riesce a limitare i danni portando a casa 8 punti.

Terminano in zona punti anche i due “rookie di metà stagione” Lawson e Colapinto, sebbene a stupire non sia l’effettivo taglio del traguardo in top 10 quanto, piuttosto, le modalità con cui i due hanno accumulato, rispettivamente, 2 e un punto. Partito con una pesante penalità di 60 posizioni, dunque con la medesima gomma dura per posticipare quanto più possibile la sosta, con costanza e dedizione Liam Lawson ha saputo ritagliarsi uno spazio verso le zone alte della classifica, stornando l’obbligo di mescola nel corso del 36° giro e rientrando in pista in P12, davanti uno Tsunoda decisamente ridimensionato in quel di Austin.

Fa scalpore anche la gara di Colapinto, che invece ritarda la sosta fino al 39° giro e, su gomma gialla, a serbatoi scarichi, regala spettacolo in pista conquistando anche più volte il punto addizionale del giro veloce, prima di vederselo rubare da uno strategico Ocon su gomma rossa. Quanto a Stroll, la gara è un autentico disastro: P14 su quella che è a tutti gli effetti l’ottava forza in pista del GP degli Stati Uniti. Ma trascurando la competitività delle monoposto, è evidente che la strategia alternativa fosse, probabilmente, la soluzione migliore per tutti i piloti del centrogruppo che speravano in un arrivo in zona punti.

 

Il verdetto di Austin

Provando a formulare un verdetto definitivo per il Gran Premio degli Stati Uniti, è di grande aiuto consultare il passo gara mediano evidenziato dalle 10 scuderie e dai 20 piloti del Circus.

  • pg scuderie gp usa 2024
  • pg piloti gp stati uniti 2024

Appare evidente che nell’appuntamento di Austin Ferrari è risultata nettamente la prima forza in pista, ribaltando, ma neanche di troppo, i pronostici della Sprint Race del sabato. La pausa forzata dovuta all’asenza di gare tra Singapore e gli States ha revitalizzato la scuderia di Maranello, che in una pista completa come quella del COTA ha mostrato una grande completezza e ora sembra godere di una ritrovata competitività. La SF-24 ha dimostrato un’incredibile velocità nelle zone guidate del circuito, a controprova della bontà del lavoro aerodinamico promosso da Frederic Vasseur, surclassando avversari del blasone di Red Bull.

Continua, invece, il periodo no degli austro-inglesi, tenuti a galla da un grande Max Verstappen. L’olandese ha davvero gettato il cuore oltre l’ostacolo in Texas, compensando i difetti aerodinamici di una RB20 lontana parente di quella che abbiamo conosciuto a inizio stagione. I tecnici di Milton Keynes possono festeggiare un’eccezionale coerenza – la monoposto, di fatto, è più prevedibile e guidabile, sebbene mediamente più lenta – ma la RB20 è pur sempre la terza monoposto in griglia e i noiosi difetti all’anteriore limitano anche un campione del calibro di Verstappen.

Delude la McLaren di Norris e Piastri, solo seconda forza in pista. La scuderia di Woking, specie con Norris e con gomma bianca, ha mostrato un passo gara davvero competitivo, ma il delusionale primo stint figlio di un’errata stima del degrado gomma penalizza gli inglesi, che chiudono fuori dal podio e a bocca asciutta. Grosso rammarico per Norris che, vuoi per mancanza di passo, vuoi per mancanza di cattiveria, vanifica ancora una volta una Pole Position.

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